Arianna di Libri Aperti – Occhiali rosa

Arianna di Libri Aperti – Occhiali rosa

Lei è Arianna e parla attraverso i libri, soprattutto per bambini e ragazzi, su Instagram. Si chiama libriaperti il progetto editoriale che diffonde la passione per illustrazione e letteratura attraverso il social più vocato all’immagine, eh già, perché Arianna usa tre fotografie in sequenza corredate da una citazione tratta dal libro in questione per far conoscere o apprezzare di nuovo titoli amati e scelti con cura. Ho voluto conoscerla meglio!

Ciao Arianna, benvenuta! Iniziamo con il nostro classico: Cosa c’è nel tuo cassetto? 

Il mio cassetto è un po’ confusionario. Ci metto dentro tutte le cose di cui so, prima o poi, avrò nostalgia: penne finite in momenti speciali, scontrini (che si scoloriscono, mannaggia a loro), biglietti del cinema, fotografie, caramelle che non mangio perché mi ricordano qualcosa. A volte mi
piace andare lì, aprire e spostare le cose e, quando lo faccio, trovo sempre quell’oggetto che mi rende felice nel ricordo, che mi fa tornare un po’ indietro ma che mi dice anche di continuare la giornata con il sorriso.

Ci racconteresti come è nato il tuo progetto editoriale?

Libri Aperti nasce dall’esigenza incontrollabile di far vedere quanto, ma quanto-tanto sono belli alcuni libri, in particolare albi illustrati o romanzi per ragazzi. Nasce un po’ per gioco e un po’ per passione – la mia – nei confronti dei libri ben fatti, sia nelle parole che nelle immagini.
Sono laureata in Editoria: leggo molto e di tutto. Ma nel mondo della letteratura per l’infanzia mi sento corrisposta e ogni volta nelle librerie questo reparto è come una calamita: mi chiama, mi incanta. Apro i libri e inizio a seguire il racconto, la fusione tra lettere e linee, colori e frasi.
Questo è essenzialmente Libri Aperti: mostrare il mondo in cui ogni libro mi porta, attraverso tre foto e tre didascalie in sequenza.

In un mondo frenetico e sempre più connesso alla tecnologia che valore assume il libro secondo te? Il simbolo di una nuova rivoluzione culturale o un oggetto per pochi?

Nella storia c’è sempre stata per il libro la tremenda possibilità di scomparire, di essere sostituito e abbandonato, ed è sempre stato un oggetto per pochi, o almeno per chi ne ha saputo apprezzare il
valore, presto o tardi. Gli uomini, pochi o molti, l’hanno scelto e continuano a farlo, affiancandolo ad altri oggetti, oggi per lo più alla tecnologia. Certo, non discuto sul momento poco felice per librerie e case editrici, ma penso che la ricetta per un buon libro e per la sua sopravvivenza sia ancora oggi un buon lavoro editoriale, una scelta di
pubblicazione che porti nel risultato un vero libro (sono sicura che non tutto ciò che viene scritto può diventarlo) e poi, infine, un ottimo lavoro di comunicazione. Credo sia stato, a suo tempo, il simbolo di una rivoluzione culturale molto diversa da quella che stiamo vivendo oggi. Ciò nonostante screditarlo mi sembra davvero una cattiva mossa, bisogna anzi salvaguardarlo, salvarne la bellezza e l’utilità. E poi sì, tutte le caratteristiche, di cuore, che ognuno riconosce in un libro.

Indossi degli occhiali rosa e come vedi il mondo?

Ahh, i miei occhiali! L’oggetto a cui mi affeziono di più e che tutte le volte ho difficoltà a cambiare! Diciamo che rispecchiano molto il momento in cui mi trovo: ne ho avuti tondi neri, schiacciati beige, verdi farfalla. Adesso sono tra il vecchio paio di tartarugati e il nuovo paio di
tondi celesti. Devo ancora accettare il passaggio, ma fondamentalmente vedo il mondo per com’è, reale, schietto, a volte un po’ offuscato, ma dopo una bella ripulita con il panno torna tutto più limpido.

Come scegli i libri di cui sveli alcune parti su @libriaperti?

Bella domanda. In realtà il libro deve colpirmi nella sua prima pagina, intendo la vera, quella in cui comincia la storia. Se da qui mi sento trasportare, allora è un libro da Libri Aperti. Non perché i libri di Libri Aperti sono da considerarsi belli in modo assoluto. Voglio specificarlo.
C’è stato infatti un piccolo confronto con una persona a cui un libro che avevo postato non era per niente piaciuto, non si rivedeva in alcuni valori promossi in quelle pagine, usate come amplificatore di negatività. Questa persona mi ha chiesto come mai lo stessi promuovendo, era un po’ delusa, per tutti gli altri libri era d’accordo con me, ma quello proprio no. La verità è che in Libri Aperti non giudico quello che trovo nelle pagine. Leggo e prendo atto, ammiro chi ha la forza di raccontare, di spiegare come vive o interiorizza le esperienze, in modo diverso da come lo avrei fatto io. Quella è la parte che mi piace di più: scoprire la diversità e mostrarla. Anche se non è convenzionale.

Consigliaci un libro da grandi ma non troppo!

Un libro da piccoli che vogliono sentirsi più grandi e da grandi che vogliono sentirsi più piccoli: Gli uccelli di Germano Zullo e Albertine pubblicato da Topipittori.

Cara Arianna, dicci cosa c’è ora sul tuo comodino e cosa ci consigli di leggere prima di andare
dormire?

Sul comodino ho la mia fantastica lampada bianca, la fatina porta fortuna che mi hanno regalato i miei quando sono andata a vivere fuori, e Cose che capitano di Isol, un albo che vi consiglio di leggere prima di andare a dormire e anche quando vi svegliate al mattino, per farvi una risata e
ricordarvi che sì, a volte non abbiamo tutto quello che vogliamo, ma la parte bella sta proprio nel desiderare. E chissà, magari un giorno un genio…

Grazie Arianna per averci fatto sognare e averci consigliato libri da leggere e da guardare!

 

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