Beneducatefrivolezze | Occhiali rosa

Beneducatefrivolezze | Occhiali rosa

Dopo le vacanze e l’estate riparte una nuova stagione di Comò Mag. e con lui anche la rubrica “Occhiali rosa”. Ho scelto di darvi il benvenuto con le fotografie di Silvia Darelli, studentessa e fotografa che ho scovato su Instagram. La caratterizzano i colori freddi e lo sguardo da flaneur, cattura luoghi mai banali della capitale. Scambiandoci contatti e opinioni mi ha raccontato di avere appena terminato un corso di fotografia, questa intervista vi svela il lato nascosto di beneducatefrivolezze! 

Ciao Silvia! Cosa c’è nel tuo cassetto?

Nel mio cassetto c’è la mia pergamena di laurea in Giurisprudenza e un master in criminologia iniziato a febbraio, almeno un pacchetto di caramelle gommose, una simpatica “r” alla francese, la mia adorata Reflex, quel pizzico di sana nostalgia che mi accompagna spesso ed infine la mia tendenza a voler tenere tutto sotto controllo, sì anche il cassetto.

Del tuo profilo Instagram la regina indiscussa è Roma. Cosa significa per te la capitale?

Roma per me significa pormi davanti ad uno specchio, perché mi rappresenta molto, moltissimo. In lei, come in me e non solo, convivono due anime, una seria, severa, profondamente rigorosa e solenne, come si può vedere dalle espressioni artistiche che più la caratterizzano, e un’altra che, al contrario, si dimostra essere tremendamente fragile, delicata e sensibile qualora avvenga qualcosa che la metta alla prova, dura o meno che sia.

Hai un itinerario speciale da consigliare? Quei posti che solo chi ci viene conosce e affascinano ancor di più chi la città la può vivere solo pochi giorni.

in effetti ho un itinerario, o meglio un luogo speciale che, anche se può sembrare insolito, consiglio di visitare. Mi riferisco al Cimitero Monumentale del Verano, da ritenersi un vero e proprio museo di Roma, un luogo di grande impatto, pregno di valore e fascino per le testimonianze artistiche e storiche in esso presenti, considerando che è stato costruito nei primi anni del 1800!
Per quanto riguarda un itinerario da consigliare, non posso fare a meno di suggerire una passeggiata silenziosa in Via dei Fori Imperiali, tra il Foro di Cesare, quello di Traiano e quello di Augusto sino ad arrivare in Piazza del Colosseo, ma auguro anche di perdersi per le vie Roma, perché è una delle cose più belle che possano capitare.

Come ti sei avvicinata alla fotografia?

Mi sono avvicinata alla fotografia quando ho avvertito l’esigenza e la voglia di raccontare le mie esperienze quotidiane, i luoghi visitati e la mia città attraverso uno scatto che raccogliesse le mie sensazioni fino ad arrivare a “scrivere con la luce” le emozioni che il mondo che mi circonda e quello che vive in me mi danno. La fotografia si è dimostrata un’amica fedele e Instagram è il mezzo che sin da subito si è prestato a questo scopo. Ad oggi ho capito che la “scrittura di luce” è una cosa della quale non posso più fare a meno, anche perché alle passioni non si dovrebbe mai rinunciare.

 

Indossi degli occhiali rosa e come vedi il mondo?

Lo vedo arancione, il mio colore preferito, simbolo di creatività, di vitalità ma anche di equilibrio, insomma pieno di continue alternanze emotive e contraddizioni, il mondo come tutti noi.

Hai da poco concluso un corso di fotografia, pensi di cambiare il tuo stile? O magari iniziare un nuovo progetto…

Il corso di fotografia che ho da poco concluso è stato di fondamentale importanza per me perché mi ha permesso di comprendere al meglio quale sia la strada verso la quale indirizzarmi. Ho capito ciò che mi piace e ciò che non mi piace fotografare influenzando a fondo il mio stile, facendomi avvertire forte il bisogno di raccontare le persone, le loro espressioni, i loro gesti e come interagiscano con l’ambiente che li circonda.
Ho trovato molto stimolante una lezione di ritratto urbano nella quale ho voluto immortalare il connubio tra lo “straniero” e qualcosa di tipicamente italiano, fotografando giovani provenienti dall’estero in giro per Roma intenti a gustarsi un gelato e non vedo l’ora di continuare in questo mio piccolo progetto.

  

C’è una colonna sonora che vorresti ascoltasse chi sta guardando le tue fotografie?

“Tanto pe’ cantà” di Petrolini e Simeoni, ma nella versione di Nino Manfredi o di Gabriella Ferri perché quando scatto una foto io “me sento ‘n friccico ner còre” e mi auguro che “ner petto” di chi guarderà i miei scatti “ce naschi ‘n fiore”.

Siamo su un Comò e quindi ti chiedo: qual è il tuo sogno nel cassetto?

Amare ciò che farò, mentre starò mangiando un pacchetto di caramelle gommose, ovviamente.

 

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