Come affrontare la paura di volare | Panic Girl!

Come affrontare la paura di volare | Panic Girl!

Prima o poi dovevamo affrontare la paura di volare. Fino ad ora abbiamo sempre rimandato, ma sapevamo che sarebbe arrivato questo momento. Avete presente quando si ha così paura di qualcosa che non riesci nemmeno a farne il nome?
L’aerofobia è un problema abbastanza comune. Ormai tra voli Low-Cost, weekend di fuga all’estero e viaggi esotici, per chi ha paura dell’aereo le cose non sono facili. Ci sono continui stimoli che invogliano a partire! Ma come si fa?!
Noi fobici veniamo un pò derisi e sbeffeggiati con frasi del tipo: “Ma lo sai che rischi di più tutti i giorni ad andare a lavorare in macchina?”

Ecco in questi casi chi soffre di aerofobia vorrebbe tanto dare un pugno in faccia a persona. Quindi per favore non dite certe cose scontate e che soprattutto non risolvono un bel niente.

Quindi ecco 3 piccoli consigli che Panic Girl ha pensato per tutti quelli che Col Cavolo Che Stacco i Piedi da Terra ( ma che in fondo prima o poi il mondo vogliono girarlo senza imbottirsi di Lexotan).

 

  1. Non guardate “Indagini ad Alta Quota”. Per nessun motivo al mondo. Ci sono diciassette stagioni. Se per caso intercettate un episodio state molto attenti alla tentazione di alimentare la vostra fobia. Guardando quei disastri potrete dire: “Visto?!?! Ecco cosa succede a prendere l’aereo!”.  L’unica cosa da fare è disdire l’abbonamento Sky e “volare” il più possibile lontano dalla TV.
  2. Procuratevi compagni di viaggio giusti. Che non vi prendono in giro e che vi rassicurano ad ogni piccolo rumore che sentite. Inoltre deve essere particolarmente resistente alle morse di terrore che infierirete ai loro arti. A volte la presa dura ore!
  3. Se niente funziona. Se volare è un supplizio. Se avete incubi per l’intero mese prima del viaggio, con attacchi di panico multipli e passate poi la vacanza a pensare con angoscia al viaggio di ritorno…la soluzione più indicata è quella di andare a piedi! In bicicletta! In treno! Fingete di essere ecologisti. 
    Oppure rivolgetevi ad un bravo psicologo 🙂 

E comunque, tranquilli, non siete soli.  Marge Simpson vi capisce!


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