Cosa facciamo in via dei Due Gobbi 3?

Cosa facciamo in via dei Due Gobbi 3?

Il weekend di inaugurazione all’Ateliers ViaDueGobbiTre  è passato. Siamo sinceramente sorpresi del riscontro positivo che abbiamo avuto. Ormai ci conoscete e la giusta dose di paranoia non manca mai! L’allestimento di una mostra, soprattutto all’interno di uno spazio così importante per la Fotografia Europea, ci ha caricati di ansiella da prestazione, ma allo stesso tempo di entusiasmo e voglia di condividere con voi la nostra esperienza e la nostra felicità!
Quindi ci siamo autointervistati per farvi sapere meglio le nostre impressioni!

Nicolò in via dei Due Gobbi

Ciao Nico, come è andato il weekend inaugurale?

Il weekend è stato davvero bellissimo! Ovviamente non sto parlando dell’ingrato meteo (pioggia all the time), ma di tutto il calore che ci è arrivato dalle persone, con le loro domande, apprezzamenti, dubbi o semplici sorrisi. Ringrazio tutti i visitatori attenti che si sono soffermati sulla parete allestita con le trenta magnifiche fotografie dei nostri dieci Igers. Che bomba!

A parte Vita da Igers ( hehehe ) qual è la tua esposizione preferita?

Io ho una passione segreta per i luoghi abbandonati. Da piccolo ero fissato con un vecchio hotel in disuso, vicino al centro di Milano Marittima. Ogni anno quando a giugno ritornavo al mare speravo sempre di vederlo nuovamente aperto, vivo. Ciò, però, non è mai accaduto (ma io continuo ad aspettare). Dopo questa piccola divagazione sulla mia infanzia potete capire perché  mi ha davvero colpito la mostra Ruderi, di Enrico Barbieri allestita sulle scale che portano al secondo piano. Edifici abbandonati, ma non per questo da dimenticare. Luoghi in rovina che conservano un grande fascino, mischiato alla nostalgia per ciò che non c’è più. Foto magnetiche e una domanda: quale sarà il loro destino?

Ad Atelier Via Due Gobbi 3 vivono tanti artisti che hanno aperto i loro spaziale pubblico, cosa faresti se abitassi anche tu qui?

Solo a pensarci già mi viene voglia di fare le valige e trasferirmi! In parte vorrei vivere la pace di questo luogo nel cuore di Reggio Emilia: lavorare con il mio portatile sul ballatoio, rilassarmi nel cortile, respirare il profumo di arte che invade le stanze. Dall’altra parte, invece, vorrei animarlo, organizzando cene, festicciole e piccoli eventi con amici e conoscenti. L’Atelier ViaDueGobbiTre sembra davvero nato per accogliere le persone.

Carlotta in via dei Due Gobbi

Ciao Totta, come è andato il weekend inaugurale?

Venerdì affollatissimo, Sabato e Domenica bagnatissimo! Infatti la pioggia ci ha causato non pochi problemi con le foto e l’allestimento,  prontamente protetto come se fosse il nostro figlioletto bisognoso di cure e attenzioni. Nonostante il cattivo tempo abbiamo avuto l’occasione di incontrare tante persone belle e appassionate!

A parte Vita da Igers ( hehehe ) qual è la tua esposizione preferita?

Quella allestita dal nostro vicino di ballatoio: Terre Aliene di Michele Grassi. Il messaggio di questa mostra è piuttosto triste e preoccupante, infatti ritrae le zone della Pianura Padana più colpite dall’inquinamento. Mi ha colpito però l’atmosfera quasi fantascientifica di questi scatti, caratterizzati da una sfumatura violacea inquietante.

Ad Ateliers Via Due Gobbi 3 vivono tanti artisti che hanno aperto i loro spaziale pubblico, cosa faresti se abitassi anche tu qui?

Nella mia immaginazione, se abitassi qui, sarei una musicista. Il mio appartamento/studio sarebbe pieno di dischi e libri, tutti perfettamente ordinati sugli innumerevoli scaffali. Piantine e fiori un pò dappertutto, quadri astratti colorati e stampe di vecchi film horror. Sotto sera il cortile interno si riempirebbe del suono del mio oboe, oppure del mio violoncello, rompendo le scatole a tutti i vicini!

Via dei Due Gobbi Comò Mag.

Chiara in via dei Due Gobbi

Ciao Chiara, come è andato il weekend inaugurale?

Cari comodini, il mio weekend inaugurale è stato davvero intenso: la sensazione di soddisfazione e del vedere i frutti delle proprie passioni si è accompagnato ad un mal di gambe fortissimo. Mi sono convinta che la sofferenza oltre che ad essere belli sia necessaria anche all’essere soddisfatti!

A parte Vita da Igers ( hehehe ) qual è la tua esposizione preferita?

La mostra che ho scelto in Atelier è quella di Galileo Rocca, del quale seguo il lavoro da un po’ di anni. Welfare State crea uno scompiglio interpretativo, a questa definizione associamo l’idea di benessere, di ricchezza che non ritroviamo nelle fotografie. Troviamo ragazzi dalle espressioni serie, colori neutri dove l’unica (e vera) ricchezza è la gioventù.

Ad Ateliers Via Due Gobbi 3 vivono tanti artisti che hanno aperto i loro spaziale pubblico, cosa faresti se abitassi anche tu qui?

Questa è una fantasia che mi ha stuzzicata dalla prima volta che sono entrata in questo luogo magico. Nella quotidianità vorrei leggere i miei libri davanti ad una delle finestre che danno sul cortile interno, così bohémien e cinematografico. Nei weekend vorrei invitare i miei amici e amici degli amici per lunghe cene condite con pettegolezzi e riflessioni sulla stranezza della quotidianità.

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