La cultura pop della nostra infanzia

La cultura pop della nostra infanzia

Si litigava; i professori dicevano: “Non usate riferimenti alla cultura pop, primo: perché sono banali e stupidi, e secondo: perché rendono datato quello che scrivete”. E però è come dire… insomma, non so come la pensi tu, che tipo di cose fai. Ma io e molti degli altri giovani scrittori che conosco usiamo questi riferimenti un po’ come i poeti romantici usano i laghi e gli alberi. Cioè, fanno semplicemente parte dell’arredo mentale. Che uno si porta sempre dietro.

Questo brano è tratto da Come diventare se stessi – il libro-conversazione fra David Lipsky e David Foster Wallace –, e nonostante la conversazione risalga al ‘96 sembra fatta l’altro ieri – dopotutto, la cultura pop scolpisce da tempo l’immaginario collettivo, crea la mitologia contemporanea e identifica in certe icone i laghi e gli alberi del villaggio globale.

Quando penso a me stesso in quanto essere umano nato in Occidente nel ‘97 e che vive agli inizi del 2000 – quando penso a cosa definisce la mia realtà, a cosa significa essere vivi in questi anni –, non riesco a fare a meno di pensare alla cultura pop – a come determini il mio modo di vedere il mondo e di muovermi in esso. Okay, ammettiamo pure che sono un po’ introverso, un po’ nerd e anche molto solitario – e che per me è più facile guardare una serie tv che uscire e avere una vita sociale –, ma credo che chiunque, anche il viveur più accanito, possa riconoscere almeno il se stesso di un tempo in certe icone uguali per tutti. Voglio dire, anche se oggi gli altri hanno una morosa e io no – e anche se si divertono in discoteca e io no –, sono certo che la nostra infanzia è stata scolpita dalla stessa cultura pop – i cartoni animati su Rai Due prima di andare a scuola, per dire, o quelli su Italia 1 quando si tornava; certi vestiti, certa tecnologia, certe mode… –, e il fatto che lo sia stata contribuisce a renderci figli della stessa epoca – gli esseri umani del XIX secolo che fondamentalmente siamo.

Quella che segue è una lista di tutta questa cultura pop che ha contribuito a formarci – è la nostra educazione, il nostro dolciastramente nostalgico passato e quello che ci ha unito, attraverso le mode, durante la nostra crescita. A leggerla oggi, forse, potrebbe consolare o strappare un sorriso agrodolce, perché saremo anche lontani, ma la cultura pop della nostra infanzia ci unisce nonostante tutto.

Cultura Pop Infanzia Comò Mag.

Okay, allora, vediamo… Detective Conan, per dirne uno, e poi Dragonball, le gemelle Olsen, Hamtaro, Le principesse sirene, Scooby-Doo, Wii Sport e Wii Party, le Pretty Cure, Zoey 101, Lizzie McGuire, le borse della Gola, I maghi sul ponte di comando con Hanna Montana (e Mosby), Ned – scuola di sopravvivenza (e la donnola di Gordon), i piccoli regali che facevano i festeggiati per il loro compleanno, High School Musical, Il mondo di Patty, il milkshake della via Lattea, Life Bites, Art Attack, i Geomag, nascondino, Lupo Lucio, Space Jam, il Nokia N70, Keroro, la pallina del mouse, I Looney Tunes e il pozzo dei desideri, Crimson il Mentone e Juanissimo, P Sherman 42 Wallaby Way Sidney, i Finley e i Tokyo Hotel.

Cultura Pop Infanzia Comò Mag.

Alla ricerca della Valle Incantata, Geronimo Stilton e le puzze del Regno della Fantasia, le carte di Yu-gi-Oh!, gli scoubidou e le collanine fatti in casa, l’I-Pod, Harry Potter, Winnie the Pooh che dice “Oh rabbia”, Waterman e Supervista, quel gioco assurdo di tutte le sitcom di Disney Channel in cui si chiedeva “Hai per caso un 7?”, le sorprese dell’ovino Kinder e il Kinder Merendero, la ricetta segreta del Krabby Patty, Cars, strega comanda colore, No Stress di Laurent Wolf, Mamma ho perso l’aereo per Natale, la pashmina, i Beyblade che non andavano mai, i trasferelli, le scatole di colori assortiti, Music Gate, le scarpe con le luci, Snake II, Quelli dell’intervallo, i Gem Boy, l’invio delle foto col Bluetooth, Pagemaster, Indovina Chi, Lavandonia, Omlette du fromage, il lettore CD portatile, Takeshi’s Castle, le VHS, Spider e Prato Fiorito, gli occhiali a specchio, i quiz di Papi, Emule, Invicta VS Seven, la penna multicolore, i roller, Monella Vagabonda e Mr. Pipì, il Tamagotchi – eccetera eccetera.

Cultura Pop Infanzia Comò Mag.

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