L’anima ghiacciata. La depressione non è una malattia immaginaria

L’anima ghiacciata. La depressione non è una malattia immaginaria

Sono mesi che non scrivo. Mi era passata la voglia.

A inizio anno ho collaborato con una testata locale: a furia di scrivere mi veniva da vomitare, mi era passata la passione, e cosa peggiore scrivere non mi faceva più stare bene. Ma a questo rifiuto netto per la scrittura si sono aggiunte un po’ di cose: un figlio che uscito dalla fase “terrible two” si è buttato a capofitto nei “fantastic three”, una casa sempre più entropica, una vita coniugale da portare avanti e la mia di vita, sul filo del rasoio.

Perché in tutto questo caos, è arrivata pure lei, la depressione.

A inizio anno ho scoperto che quello che stavo attraversando non era solo un periodo difficile, e che le crisi che avevo non erano dovute a semplici “magoni” o a momenti down, ma si trattava di veri e propri attacchi di panico e ansia che mi buttavano completamente a terra.

Ti alzi la mattina e vedi davanti a te una giornata lunghissima.
Non hai le forze per affrontarla.
Fai fatica a vestirti, vorresti rimanere a letto.
Fuori c’è il sole ma non te la senti di uscire.
Hai paura del confronto. Hai paura a uscire di casa.
Ti senti in colpa.
A stento cucini qualcosa.

Quando cerchi conforto e provi a chiedere aiuto, le persone che ti vogliono bene non riescono, o forse non vogliono, vedere il tuo malessere. “Esci e fatti una bella passeggiata”.

Come se fosse così semplice.
Hai l’anima ghiacciata.
Non riesci, non ce la puoi fare. Non hai la forza.
Poi finalmente ne ho parlato con una psicologa che ha sciolto ogni mio dubbio.
Non ero semplicemente triste. C’era qualcosa di più.

Sono sopravvissuta in questi anni, barcamenandomi non si sa come tra le varie crisi, senza affondare nella depressione pura, ma era giunto il momento di uscirne. Voglio stare bene per questo sono entrata in terapia, e lo dico con la serenità di chi finalmente ha capito il motivo del suo malessere e si è rimessa in pista per risolverlo.

Non è semplice. È doloroso. È necessario: è il dolore che fuoriesce dal tuo cuore che ti permette di ritornare a vivere e essere finalmente in pace con te stessa.

Ho scoperto che mi sto portando dietro, e dentro di me, molte cose che appartengono ad altri, a membri della mia famiglia che nemmeno ho conosciuto, che hanno influenzato e determinato il mio modo di essere ed è stato forse questo il passaggio più difficile da accettare: io sono così, fragile, sensibile, introversa, delicata anche per merito loro.

Di depressione se ne parla ancora troppo poco, per questo ho deciso di scriverne, condividendo un pezzetto della mia vita perché la depressione non è una malattia immaginaria: a volte viene confusa con la tristezza, troppo spesso vista come una debolezza. Non è così. La depressione è sofferenza dell’anima. È avere lo slancio alla vita bloccato, congelato, sentirsi inutili, colpevoli, e non avere la forza per andare avanti.

La depressione non è una malattia immaginaria

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