Evelyn Daviddi : “Vi racconto la mia metamorfosi personale”

Evelyn Daviddi : “Vi racconto la mia metamorfosi personale”

Evelyn è una di quelle persone così delicate che hai quasi timore di avvicinarti per paura di romperne un pezzettino. Come una bambola di porcellana. In realtà conoscendola più a fondo scopri una forza e una determinazione rare! Racconta le sue esperienze senza invadenza, invogliandoti a scoprire di più; la sua è una dolcezza enigmatica e le sue illustrazioni ti spingono a cercare il significato nascosto, a trovare la soluzione misteriosa che si cela dietro a un disegno di una figura femminile con ali e occhi socchiusi.
Oggi conosciamo un pò meglio Evelyn Daviddi:

Ciao! Chi sei?
Ciao Sono Evelyn e faccio l’illustratrice. Questa è la risposta che do’ a questa domanda fin dal lontano 1980. Avevo 7 anni, facevo le elementari e disegnavo per tutti. Disegnavo per i miei compagni pigri, disegnavo per i miei genitori e disegnavo per me. Non avevo ancora ben chiaro che quello che facevo ogni giorno si definisse fare l’illustratore, e che potesse diventare una professione, ma sapevo che era quello che avrei fatto per molto molto tempo.

Cosa c’è nel tuo cassetto?
Nel mio cassetto c’è soprattutto molto caos, c’è di tutto, oggetti inutili, oggetti dimenticati, oggetti preziosissimi come ad esempio una scatola con il primo vestitino che hanno indossato i miei figli ( tutti e due avevano le ali cucite dietro la schiena), ci sono i miei ricordi, i biglietti dei viaggi e dei concerti memorabili, alcune foto ingiallite, qualche sasso bellissimo che ha raccolto Sebastiano per me quando era piccolo e le margherite secche che mi raccoglieva Zoe. C’è la fede nuziale della mia adorata bisnonna Zita e poi ci sono i miei sogni, perché si sa che il cassetto è il posto dove tutti ripongono i propri sogni. Uno di questi giorni lo riapro e vediamo se qualche sogno riuscirà a prendere il volo.

Qual è la cosa che ti ispira di più?
Non c’è una cosa in particolare che mi ispiri più di altre, le ispirazioni di solito mi vengono in viaggio, o meglio le idee mi vengono in viaggio, quando libero la mente e mi dedico solo al bello che c’è intorno a me, perché secondo me ogni luogo incontrato in viaggio ti porta qualcosa di bello da portare a casa, un dettaglio, un profumo, un colore, un atmosfera, che catturi e riponi nel famoso cassetto pieno di caos.

Ci descrivi la tua giornata tipo?
Il mio quotidiano credo sia simile a quello di tante altre persone, mi alzo quando la sveglia suona…purtroppo!  Faccio colazione con i miei figli che subito dopo scappano per andare a scuola. Io poi mi prendo un oretta per me, bevo un caffè, leggo le notizie, faccio alcune faccende di casa, mi preparo e poi inizio a lavorare, ora di pranzo palestra o pranzo con la mia famiglia, pomeriggio lavoro e serata in famiglia, con cena e film, o si chiacchiera e si discute o si crolla addormentati!
Nulla di che’ la mia giornata…la cosa bella è che spesso, il tanto tempo dedicato al lavoro è un tempo costruttivo, fatto di idee anche faticose, ma che, quando prendono forma ti rendono felice!

Le tue illustrazioni in mostra nell’esposizione “Ho ali e radici” affrontano il tema della metamorfosi, se dovessi trasformarti in qualcosa o qualcuno, cosa o chi sarebbe?
La mostra “Ho ali e radici” racconta una metamorfosi personale, il tempo che ti plasma come il vento che da forma alla montagna, il guardarsi allo specchio e vedere la tua faccia e il tuo corpo più nitidi, come se improvvisamente, l’eta della maturità ti regalasse una lente di ingrandimento per vedere più in profondità. Scorgi i dettagli che hai sempre avuto, forse, ma non hai mai avuto prima gli strumenti per vedere. Vedi anche le parti in ombra di te, vedi le scelte che hai fatto negli anni che hanno costruito ciò che sei ora.

Domanda banale ma appropriata dato che siamo un Comò, qual è il tuo sogno nel cassetto? 
Il mio cassetto è pieno di sogni. Diciamo che ci sono 2 settori, quello dei sogni irrealizzabili, che è una sorta di bacheca da osservare come quando vai in un museo e ti incanti a guardare un oggetto o un dipinto mantenendo la distanza di sicurezza. Poi c’è il settore dei sogni che sai che se li vuoi veramente, lavori sodo e prima o poi li ottieni! Qui ci sono alcune idee dalle quali far uscire dei libri illustrati e un progetto presentato in anteprima alla mostra Ho ali e radici, ovvero una serie di oggetti tessili per la casa, cuscini, coperte, arazzi e tappeti a tema illustrazione. Questo sogno ha molta molta voglia di uscire dal cassetto…mi sa che presto dovrò lasciarlo uscire!

Cosa butteresti e cosa invece vorresti avere dentro al cassetto del tuo comò? 
Non butterei niente! io non butto mai niente!! Vorrei avere i biglietti dei viaggi che ancora non sono riuscita a fare, vorrei riuscire a catturare gli odori che incontro nelle occasioni della vita.

Cosa fai di BELLO adesso? 

Adesso sto lavorando ad un nuovo libro illustrato, ad un manifesto e un pieghevole per una rassegna di teatro per ragazzi e inoltre sono impegnata con il corso di illustrazione digitale alla scuola internazionale di comics di Reggio Emilia.

Ci consigli qualcuno o qualcosa di BELLO? 
Vorrei consigliarvi,  da mettere sul vostro bel comò,  una cassa audio bluetooth portatile (il mio ultimo acquisto). Fantastica, in questo inverno umido e nebbioso, disegno ascoltando le mia musica preferita, con un bel te’ caldo e profumato.

Grazie Evelyn!

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