Francesca Fornasini | Occhiali Rosa

Francesca Fornasini | Occhiali Rosa

La sua passione per la scrittura e la fotografia la rende un’anima creativa; ogni giorno convive con i pezzi che scrive e con le foto che scatta. Caotica ed innamorata della vita, preferisce le cose semplici, ma che sanno distinguersi.

Oggi è Francesca Fornasini a indossare gli occhiali rosa del Comò!

Ciao Francesca, abiti un mondo fatto di colori chiari e parole scritte con amore che libro c’è sul tuo comodino?

È davvero singolare la puntualità di questa tua domanda! In assoluto, mi definirei una lettrice di romanzi, di quelli che, quando si inizia a leggerli, ci si ritrova risucchiati in un mondo spumoso, determinato dalle meccaniche emotive dell’immaginazione. Eppure! Eppure, in questo momento, sul mio comodino troneggia la biografia di Tim Burton, (Tim Burton, “Burton racconta Burton”, Universale Economica Feltrinelli, 2013). Una biografia? Sì, me lo son chiesta anch’io, in effetti. Tim Burton, attraverso i suoi capolavori, mi ha sempre affascinato ed ero piuttosto curiosa di scoprire i retroscena, le emozioni che lo conducono a dar vita ai suoi personaggi così “tetri” ma, al contempo, animati da una luminosa umanità. Burton, in qualche modo, incarna perfettamente la complementarietà di luce ed ombra alla quale sono tanto devota. Riesce a dipingere auree dorate, a tracciare spiragli di luce provenienti dalle crepe dell’anima: la cicatrice più sincera delle esperienze che viviamo. E così, ti ho già svelato parte di me!

francesca fornasini comò mag.

Cosa c’è nel tuo cassetto?

Per risponderti con una parola: il caos. Caos creativo, s’intende!
Sono una persona che tende a fare incetta di quotidianità: raccolgo tutto. Ne conservo anche le briciole. Sogni e parole, penne e matite, fotografie, fogli e foglietti. Se un giorno dovessi aprire questo cassetto, stai pur certa che potresti trovare una farfalla svolazzare leggiadra sopra una vecchia latta contenente bigliettini, un barattolo di colla vinilica, ritagli di giornale, emozioni trascritte a matita e tracce luccicose di porporina.

Nel tuo profilo Instagram si viene accolti dalla citazione di Alda Merini “Sono sempre rimasta fedele alla mia meraviglia”. Cosa ti riempie di meraviglia oggi?

Confesso: ho sempre cercato di fare esercizio di meraviglia ma la prima volta che ho letto le parole di Alda Merini mi sono emozionata talmente tanto da ritrovarmi con gli occhi lucidi per la commozione. Schopenhauer sosteneva che le anime simili si riconoscono da lontano e, beh, credo che avesse ragione. Alda Merini è per me la poetessa che, con coraggio, ha saputo dar voce alla propria spontanea, sensibilità senza porvi filtri. Le sue poesie, per me, hanno uno speciale valore lenitivo, qualcosa che assomiglia molto ad un abbraccio. Per questo ho pensato di farne il mio motto, quasi fosse un monito, per ricordarmi sempre di osservare oltre la superficie, guardare al di là delle mura che la società erige e, perché no, sbirciare con sana curiosità attraverso le toppe di alcune porte chiuse. Allora cerco di prestare attenzione alle piccole cose, partendo dalle più semplici che non sono mai banali, come l’intreccio ricamato dei rami di un albero spoglio, in pieno inverno; oppure facendo caso all’incidenza con cui i raggi solari colpiscono la superficie terrestre e, dunque, alle sfumature di luce: l’atmosfera cambia completamente!
Più in generale, per me la vera meraviglia è riuscire a trattenere un po’ di quella fanciullesca ingenuità che riesca a lasciarmi inspiegabilmente a bocca aperta!

francesca fornasini comò mag.

Ci parleresti del tuo ultimo progetto: “La scatola delle meraviglie”?

È un progetto nato per caso una mattina di un anno fa. Ero in macchina, imbottigliata nel traffico mattutino, insieme a Federica, mia sorella gemella. Mentre procedevamo a rilento, sono rimasta catturata dall’immagine di un ragazzo seduto alla vetrina di una famosa pasticceria, tutto intento ad inzuppare la sua brioche nel cappuccino. Con gli occhi ancora pieni di incanto ho detto a Federica: “sai che bellezza se si potessero racchiudere tutte le immagini che hanno il potere di far sorridere il cuore in una scatola, per poterne conservare l’effetto magico?”. Lei mi ha guardato sorridendo e mi ha risposto con quella che assomigliava più ad una domanda retorica “perché non farlo?”. E così ho voluto crederci e condividere l’idea, pubblicandone un post sul mio blog . Il progetto è stato accolto con grande entusiasmo da chi mi legge e da chi mi segue su Instagram, ma non mi sarei mai aspettata un riscontro così corposo ed una partecipazione così entusiasta. Devo dire che mi ha reso davvero felice, perché non si tratta di far altro che allenare lo sguardo ad apprezzare la realtà con gli occhi del cuore, che sono i più sinceri e veri.

francesca fornasini comò mag.

Il libro che avresti voluto scrivere?

Quello che non ho ancora letto! Risposta a bruciapelo, non te l’aspettavi, ammettilo! Scherzi a parte, ho letto tanti libri bellissimi, e non parlo solo dell’intreccio. Parlo della composizione, della cura con cui l’autore sceglie le sfumature delle parole da impiegare, del ritmo con il quale si sviluppano le vicende. Quando leggo tengo sempre con me una matita, non solo per sottolineare i passaggi che mi emozionano, ma anche e, forse, soprattutto, per trarne ispirazione. Il libro che avrei voluto scrivere, però, è ancora dentro di me. Ci terrei tanto a dare voce a quello che provo, rendendolo lieve ma estremamente tangibile e comprensibile al lettore. Concedendo un margine di libera e personalissima interpretazione, seppur in un moto di quell’intima simpatia, concetto tanto caro ai greci di “sympatheia”, “provare le emozioni che prova l’altro”.

Cosa ti fa alzare dal letto ogni mattina?

Confesso che, soprattutto nei periodi difficili, trovare uno sprone che incentivi ad affrontare la quotidianità è davvero complesso. Mi capita di cercare conforto nelle parole di chi ha vissuto prima di me e di affidarmi alla saggezza che sanno ispirarmi.
Tempo fa mi ero affidata al “panta rei” eracliteo, nell’ottica di prendere la vita come viene perché “tutto scorre” in un fluire continuo. Tutto cambia e muta, noi siamo in costante evoluzione. Da qui, poi, avevo integrato l’invito di Italo Calvino a prendere “la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”. Questo aforisma mi ha aiutato a comprendere che anche le peggiori giornate durano solo 24 ore, che le cose possono prendere un’altra piega, si può sempre migliorare, ma che il segreto di fondo risiede proprio nel nostro stato d’animo. Proprio quando pensiamo di essere il problema, in realtà costituiamo la chiave di volta per risolverlo. Dipende tutto da noi, dal nostro modo di approcciarci alla vita, dal modo di guardarla, per l’appunto!
Attualmente sono approdata alle parole di Cesare Pavese “non ci si libera di una cosa evitandola ma solo attraversandola”. Devo dire che in quest’ottica sto rivalutando il potere catartico della tempesta, intesa in senso metaforico: affrontare i problemi, andar loro in contro, aiuta moltissimo a ridimensionare ciò che ci spaventa, consentendoci di evolverci, di essere migliori.

Insomma, ciò che mi fa alzare dal letto ogni mattina è la voglia di affrontare la sfida con me stessa, in un percorso di crescita personale, per costruirmi, mattone dopo mattone, per sentirmi colma di vita.

francesca fornasini comò mag.

Indossi degli occhiali rosa e come vedi il mondo?

Mi stai sostanzialmente chiedendo di filtrare la vista del mondo attraverso un paio di lenti speciali. Ebbene, non servono montature particolari, kitsch o appariscenti (oddio, non che mi dispiaccia l’idea, dato che adoro assolutamente giocare con autoironia e provocare chi mi sta attorno!) perché quegli occhiali rosa di cui parli, nel mio vocabolario si chiamano in un altro modo. Si tratta della FANTASIA, ed è in assoluto il filtro più magico che ci sia! Lenti progressive che cambiano colore, a seconda dello stato d’animo con cui le indosso, e che sanno tradurre le emozioni in una vasta gamma di immagini e idee. Perché, la verità è che gli occhiali hanno poco valore in sé, quello che cambia è il modo in cui si utilizzano. Insomma, come ho detto poco fa, siamo noi a fare la differenza. Ma dobbiamo volerlo, desiderarlo con tutte le nostre forze!

Chi sono le artiste, scrittrici o personalità femminili che ci consigli di seguire?

Senza dubbio, le figure femminili dalle quali traggo costante ispirazione sono Alda Merini, Frida Kahlo e Tina Modotti. Una scrittrice, un’artista e una fotografa. Per me, la triade perfetta, sintesi ed espressione dell’amore per la libertà, la propria e quella degli altri. Tre anime rivoluzionarie che hanno saputo vivere intensamente, mosse dalla forza delle proprie passioni. Attraverso la loro opere si possono cogliere lo spirito di indipendenza, l’audacia e la salda fede nei propri ideali, con le quali hanno saputo far fronte alla diffidenza della società. Incredibilmente donne, incredibilmente determinate: nessun ostacolo avrebbe potevo fermarle.

francesca fornasini comò mag.

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