Giacinto Scelsi | Thank you for Broccoli

Giacinto Scelsi | Thank you for Broccoli

Un giorno di qualche anno fa tornai a casa per le vacanze e trovai un secondo nome tra il nome e il cognome che sono sempre stata abituata a vedere: Elena.
Perché hai aggiunto un nome sul campanello?
Mia madre mi chiese se sapessi che cosa fosse un atto psicomagico e io risposi che sì, quantomeno avevo letto qualcosa di Jodorowsky.
“Bene, ho eseguito un atto psicomagico e adesso mi chiamo Elena”
Che cosa non andasse bene nel suo vecchio nome fu una, ma non la sola, delle successive domande.
“Non c’era nulla che non andasse bene, davvero. Peró per tutta la mia vita ho provato un leggero senso di straniamento a pronunciarlo. Era il nome che portava la tua bisnonna, la mia nonna materna. Ho spesso avuto la sensazione che portando il suo nome, avrei vissuto la via di un’altra persona. Non sto giudicando la vita della tua bisnonna. Io peró ho bisogno di sapere che sto seguendo il mio destino”.
Pensai che la sensazione che mi ha tormentato tanto a lungo, che a lungo ho intrecciato con l’angoscia, forse allora non mi avrebbe mai lasciato. E che questo, forse, fosse un bene. Cercare la propria forma, soffermandosi ogni volta che un senso di appartenenza mi travolge. Creare, e scoprire che questo creare verrá accolto. Muovere le gambe dal pantano stagnante in cui ogni tanto mi ritrovo, evitare il compiacimento in quell ́immobilitá che è solo temporanea. Guardaci dentro, come attraverso una sfera di cristallo. Una fatica immensa, si, ma necessaria.
A 60 anni come a 28.

Giacinto Scelsi

3 Marzo,Roma

Mi sono persa.
Hai una sigaretta? Una sigaretta
E del tempo Come ti chiami?
Un momento!
Conosco un compositore col tuo nome Di tanti anni fa ́.
Si, era quello strano della famiglia. Si é lasciato morire
Su una spiaggia fuori Roma
Arso dal sole
l ́8 – 8 – 88

Giacinto Scelsi Thank you for Broccoli

Leave a Comment