Marko Morciano | Vita da Igers

Marko Morciano | Vita da Igers

Si può fare l’instagrammer di professione? Da grande invece che il pizzaiolo, l’infermiere o il benzinaio, posso scegliere di fare il pubblicatore di #piedisusuperfice sul web? Questa domanda mi ha spinto a contattare un famoso igers italiano che, armato di determinazione e voglia di fare, è riuscito a trasformare la fotografia in qualcosa di più che una semplice passione. Lui si chiama, Marko Morciano (@markomorciano), ragazzo salentino trapiantato a Roma, laureato in Comunicazione e Marketing e appassionato di social e web fin dall’infanzia.

Comò Mag. - Marko Morciano

Marko, su Instagram, non gestisce soltanto il suo profilo personale, ma anche @ayellowmark, una piccola galleria virtuale in tonalità di giallo acceso. Se siete curiosi di scoprire qualcosa in più su di lui, non vi resta che leggere la sua piccola intervista sul Comò.

Comò Mag. - Marko MorcianoCiao Marko! Cosa c’è nel tuo cassetto?

Sono un ragazzo che un cassetto non ce l’ha, perché sono troppi i sogni che ho e per contenerli tutti non basterebbe nemmeno una stanza intera!  L’ambizione per me è il motore della realtà ed è ciò che ci rende vivi, ogni giorno. Per questo motivo sono curioso, in costante movimento e alla ricerca di stimoli che mi facciano stupire sempre.

La determinazione che porto con onore tra i miei pochi pregi mi ha permesso ad oggi di ottenere risultati soddisfacenti in quello che faccio. Sono un freelance e ho una mentalità da leader ed è per questo che continuo a sopravvivere facendo ciò che mi piace senza diventare vittima del lavoro. Mi piace creare nuovi progetti, nuove cose, mi piace scrivere, ascoltare buona musica, viaggiare e conoscere posti sconosciuti; mi piace mangiare, la pizza, i donuts e tutto ciò che di buono possano incontrare le papille gustative; mi piace fotografare e inventare, mi piace tutto ciò che è fuori dal comune. Insomma sono un ragazzo come tanti, più o meno, che si dà da fare.

Marko ti occupi di Graphic Design, Web Writing, Social Media Marketing, Brand Identity e Post-Produzione fotografica. Saresti la persona adatta per mettere un po’ di ordine nei cassetti del nostro Comò, ma oggi non siamo qui per questo. Come è nata la tua passione per la fotografia e per Instagram?

Grazie! Magari nella prossima puntata, con piacere. La mia passione per la fotografia è nata all’età di 8-9 anni, quando scoprii la prima macchinetta fotografica tra le cianfrusaglie di casa, così la presi di nascosto e iniziai a scattare fotografie, portando il rullino dal fotografo vicino casa e sviluppando le foto con i soldi che all’epoca zii, nonni e parenti ti davano per “il gelato”, ma io preferivo spenderli così.

Poi, col passare degli anni, la passione è rimasta e si è sviluppata sempre di più, anche inconsciamente, fino a quando a 18 (finite le superiori) decisi di andare a vivere a Lecce, la città più vicina al mio paese, per lavorare come fotografo, iniziando dalla fatidica gavetta, quindi assistente fotografo, secondo fotografo, fotografo freelance per book fotografici, riviste ed eventi mondani, ecc. Ad oggi faccio molte cose, tutte quelle che mi piacciono. Molte persone mi hanno detto che devo specializzarmi, ma io dico che la vita è una e se io ho più passioni non voglio accantonarne nessuna! E sono contento di averne di passioni!

Instagram ovviamente è arrivato dopo, insieme all’evoluzione della mobile photography. Per me la passione per Instagram è scoppiata a Ottobre del 2014 e foto dopo foto mi sono appassionato sempre più, migliorando il mio stile e adattandolo a ciò che erano i miei gusti fotografici.

Esattamente 56 settimane fa hai dato vita a @ayellowmark, profilo che racchiude fotografie a dominante gialla scattate da te o selezionate tra quelle che pubblicano gli utenti che ti seguono. Perché hai scelto il giallo?

Ayellowmark è nato quando ho iniziato a prendere coscienza della potenza dello strumento di Instagram e, soprattutto, quando sentivo il bisogno di dare uno spazio intero al mio colore preferito che è il giallo!  Mentre ero in viaggio con alcuni amici ho avuto l’illuminazione, e io sono così, molto impulsivo, appena penso una cosa tendo a concretizzarla nel minor tempo possibile. Così trovai il nome, che ha un duplice significato nella parola “mark”, cioè un segno giallo, ma riprende anche il mio nome, Marko. Così ho pensato che dar vita a uno spazio interamente giallo su Instagram sarebbe potuta essere una buona idea per sviluppare un nuovo progetto fotografico, creativo e simpatico.

Attraverso una non particolarmente accurata ricerca su google, ho scoperto che:

chi predilige il colore giallo è una persona estroversa che accoglie con gioia le novità ed è solitamente dotata di una fervente immaginazione. Ha molte aspettative sul suo futuro e adora rinnovarsi e fare nuove esperienze. Tende spesso a cercare l’approvazione delle persone che lo circondano e fa il possibile perché sia ammirato. Inoltre soffre la solitudine.

Ti ritrovi in questa descrizione? 

Beh leggendola più volte in effetti sembrerebbe quasi la descrizione di me. Anche se per quanto riguarda le novità direi che è un po’ difficile dire di accoglierle sempre con positività e gioia, nel senso che spesso una novità e un cambiamento sono la stessa cosa, e il cambiamento porta quasi sempre un senso di disapprovazione, ma se la novità è indubbiamente positiva allora sì, la accolgo con gioia! Per tutto il resto la definizione coincide con il mio essere.

Comò Mag. - Marko MorcianoUn mesetto fa hai messo in vendita il tuo secondo eBook ‘Guadagnare con Instagram’ che sicuramente avrà già spinto nuove persone a cercare di intraprendere una carriera da fashion blogger. Diventare influencer è un nuovo lavoro?

Devo fare subito un appunto, il mio secondo eBook, non è una guida su come diventare fashion blogger. Io non conosco quel mondo, né prenderei il merito per scrivere su come diventarlo, visto che io non lo sono. È un eBook che parla prettamente di Instagram e di come sia io, che molti altri miei amici e colleghi Instagrammers, riusciamo a guadagnare collaborando con i brand, agenzie di comunicazione e enti del turismo.

Quella dell’influencer non è facile da definire come posizione, di sicuro non bastano un numero di followers elevato, perché essere realmente influente significa riuscire a condizionare il comportamento d’acquisto di chi ti segue. Magari sponsorizzando un prodotto e far acquistare quel prodotto a una parte dei tuoi followers, oppure portare turismo in una località, che precedentemente è stata scoperta attraverso le tue foto. Non credo, tuttavia, che attualmente si possa vivere di solo questo, anche se c’è chi riesce a farlo, ma parliamo di grandi grandi numeri, che forse non tutti possono raggiungere.

Spesso si ha la sensazione che la vita su Instagram, tutta filtri e saturazioni aumentate, sia più bella di quella vera. Che differenza c’è tra la tua vita reale e quella social? 

Che i social distorcano la realtà è un dato di fatto. L’ho provato io stesso sulla mia pelle, dopo aver conosciuto persone sui social e poi averle viste nella realtà, posso affermare con certezza che non sempre social e reale coincidono, anzi, il più delle volte no.

Nel mio caso non so cosa possa trasparire dalle mie foto, i miei post e da tutto ciò che condivido su Instagram e gli altri social, ma posso certamente affermare che non è oro tutto ciò che luccica. Ovvio che ognuno di noi cerca di far apparire il lato migliore della propria vita, forse anche per ovvi motivi, a chi interesserebbero i problemi? O le cose negative? Ognuno ha già i suoi a cui pensare, per cui spesso si cerca di far sembrare tutto bello.

Quali sono i profili di Instagram che segui e che ti inspirano maggiormente?

Seguo tanti profili su Instagram, ma non nego che faccio una selezione tra quelli che mi affascinano di più, quelli che sono puliti, coerenti, costanti, creativi, d’ispirazione. Mi piace molto la fotografia di design, architettura, food e viaggi, soprattutto, ma non disdegno neanche profili di lifestyle se non sfocia troppo nel fashion e glamour (con tutto il rispetto, ma non rientra nei miei gusti fotografici).

Una cosa che tengo a sottolineare spesso è che distinguo la vita reale da quella su Instagram, nel senso che se io non seguo una persona che conosco nella vita realtà non vuol dire che questa persona mi è antipatica, ma semplicemente non condivido lo stile fotografico. Lo sottolineo perché più volte viene puntato il dito a chi, come me, segue poca gente rispetto a quanti followers si hanno.

 

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