Il mondo è dei prepotenti?

Il mondo è dei prepotenti?

Se dicessi Sì, il mondo è dei prepotenti! mi scambiereste per una di quelle persone ciniche che sanno solo parlare male della realtà e si rifugiano, in mezzo ai loro simili, nelle loro piccole case sugli alberi, per poter guardare meglio gli altri dall’alto al basso.
Dall’altra parte, però, se rispondessi No, il mondo non è dei proponenti! vi sembrerei un eterno illuso, che non ha mai perso l’animo da bambino nonostante abbia il viso ricoperto di barba, o, ancora peggio, uno di quelli che sorridono sempre senza sapere bene quello che gli capita intorno.
Quindi, il mondo è dei prepotenti sì oppure no? Questa domanda mi frulla in testa da alcuni giorni, precisamente da quando mi è capitato un piccolo fatto spiacevole, una di quelle prove a cui un eroe viene sottoposto quotidianamente nel suo lungo viaggio verso il lieto fino.

Immaginate la scena: scuole medie, ricevimento per la consegna delle pagelle, una fila interminabile, genitori stanchi ovunque, ed io. Trovato un posticino in cui collocarmi, mi metto buono buono in attesa, sorrido alle madri che mi guardano, ogni tanto ascolto i loro discorsi, ma non intervengo, leggo i cartelloni appesi alle pareti del corridoio e mi annoio un po’. Tutto procede lentamente, ma bene, almeno fino a quando non entra in scena l’antagonista che, come in ogni narrazione che si rispetti, porta il conflitto.

Ecco allora che nella commedia della quotidianità entra in scena un padre, sicuramente non abituato all’ambiente scolastico e quindi visibilmente scocciato. La cifra distintiva del suo personaggio era la maleducazione ostentata che lo portava ad inveire contro qualsiasi cosa: la fila, il tempo, gli insegnati, l’istruzione, le donne, il creatore, i gessetti bianchi… “Ci Muoviamooo”, accompagnato da un ripetuto battito di mani era la sua espressione più educata.

Non facciamo la storia più lunga di quello che è: il padre, a colpi di insulti e azioni sgarbate, è riuscito a passare davanti a tre persone, mentre io, calmo e sorridente nel mio angolino, sono rimasto in fila per un ora e venticinque minuti (e credo che pure una signora facendo finta di nulla mi sia passata davanti).

Ottengono sempre tutto” mi ha sussurrato all’orecchio una signora che si trovava alle mie spalle, poco prima che riuscissi ad entrare nell’aula per ritirare la pagella di mia sorella. Che non sia proprio questa, allora, la morale della storia? Quel “ottengono sempre tutto”, pronunciato da una madre gentile, che nella storia ricopre sicuramente il ruolo dell’aiutante, suonava tanto come la dura lezione imposta al nostro protagonista.

Gli stronzi ottengono sempre quello che vogliono? Preferisco non rispondere, ma so che in fila alla cassa del supermercato continuerò a far passare davanti le persone che me lo chiedono, perché mi piace pensare che ne abbiano veramente bisogno.

4 Comments on this Post

  1. Nico (perdona l'utilizzo del tuo soprannome da una sconosciuta ma non ho altri dati a disposizione, non prendermi per una prepotente 😀 ) se tutte le storie di nopinion leader sono scaturite da esperienze reali il karma ti vuole male! una maga da radio regionale è quello che ti serve
    Vittoria

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  2. Mi piace la tua precisazione, perché effettivamente quelli che arrivano subito al soprannome senza conoscerti sono un po' fastidiosi, ma in questo caso mi sembra più che accettabile visto che mi firmo così (poi Nicolò per intero fa troppo serio/arrabbiato). In ogni caso ti assicuro che tutto viene da esperienze reali. Dici che ho seriamente problemi di Karma? Vittoria consigliami una maga subito, ti prego…

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  3. Nico tu hai una calma e una serenità che invidio parecchio. Accanimento del Karma o meno, io non so come tu abbia fatto!
    Certi individui, come il padre di cui parli, mi provocano antipatia e insofferenza a pelle, perché dimostrano tutta la loro ignoranza e maleducazione. Insomma le pagelle sono comunque atti ufficiali, gli insegnanti sono tenuti a giustificare ai genitori i voti e i giudizi espressi sui singoli studenti e a rispondere a eventuali domande da parte degli altri genitori. In più, se l'attesa scoccia tanto il signore in questione, io, la quale ripeto non ho la tua pazienza e mal sopporto gente che si lagna in continuazione, gli avrei fatto notare prima di tutto quanto detto sopra in merito alla consegna delle pagelle, poi che avrebbe potuto presentarsi per tempo così da essere fra i primi a ricevere la pagella e andarsene e infine che si stava comportando in maniera decisamente fastidiosa e maleducata, sottolineando che magari per passare avanti a chi come lui sta aspettando, ma in maniera paziente e senza stupide polemiche, dovrebbe chiederlo in maniera gentile e non facendo i capricci (che forse lui debba ritornare sui banchi di scuola?). Un'ultima cosa: a me dispiace per chi si ritrova un padre così, perché da quanto mostrato, appare come uno a cui interessi di più "spicciarsi", che l'andamento del/la figlio/a a scuola.
    Infine anche io di solito faccio passare davanti a me le persone che magari hanno poche cose al supermercato o quando mi accorgo che sono dietro di me o quando mi viene chiesto con educazione. Se lo fanno in maniera strafottente, gli dico chiaro e tondo di no. L'attesa in coda può solo servire a renderli più educati (o almeno questo è quello che spero accada quando rispondo no a certi buzzurri).
    Alle

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  4. Sai qual è la verità? Io sono troppo buono! Credo tu abbia ragione comunque, qualche volta un bel "no" serve!

    Grazie delle belle parole Alle!

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