Intervista a Cartoleena | Pigiama Party

Intervista a Cartoleena | Pigiama Party

Quando ho conosciuto Cartoleena su instagram ho fatto un balzo direttamente nell’estate del 1994,  quando andavamo a Pinarella di Cervia con i nonni per un mese e mandavamo cartoline dal dubbio gusto a mamma, papà e amichetti vari. Avete presente quelle cartoline che rappresentano scenari vacanzieri, incorniciati con illustrazioni, font assurdamente kitsch, colori stravaganti e decorazioni in glitter?  Scommetto di si.
Per questo Pigiama Party siamo pronti a fare una profonda “analisi semiotica di cartoleene mozzafiato”.

Cartoleena è un progetto, un profilo, ma soprattutto è Lorenzo, che raccoglie e analizza accuratamente queste meraviglie dimenticate da tutti. Io le amo!

Apriamo i cassetti di Cartoleena, cosa nasconderanno? Noi un pò ce lo immaginiamo!

 

Cosa c’è nel tuo cassetto? 

Aspetta che vado a controllare… ok! Abbiamo: vari cavi di lunghezze differenti, un mouse bluetooth, la custodia degli occhiali, un paio di cuffie, qualche sogno d’angoscia, molta voglia di progettare, quattro o cinque cartoleene, un paio di libri, qualche soddisfazione, due o tre sconfitte e una cospicua risma di paranoie per tenere la mente attiva!

 

Questo è un Pigiama Party a tema, cosa vorresti indossare?

Prendo su il primo pigiama che capita, che è la stessa cosa che faccio con i vestiti tutte le mattine. Gusto 0, ignoranza 1000.  

 

Puoi portare un accompagnatore/accompagnatrice, chi ci fai conoscere? 

Analizzo cartoline postali dalla mattina alla sera, come potrei non portare con me il mio album?! Ve lo mostro volentieri a patto che lo trattiate con cura: a volte è irriverente ma ha un animo sensibile. Custodisce gelosamente ancora un patrimonio di immagini da interrogare.

 

Il tuo è un mestiere creativo, stimolante ma a volte non facile. Stasera al nostro Pigiama Party puoi sfogarti un po’. Quali sono le cose che ti fanno più arrabbiare del tuo lavoro? E cosa fai nei momenti di sconforto?

Spesso sono chiamato a lavorare in team multidisciplinari. Non è facile mettere d’accordo persone con attenzioni e sensibilità molto differenti fra loro, ma è il bello del progetto.
Una sola cosa credo prescinda da tutto il resto: l’impegno. Se qualcuno, nel team di cui faccio parte, non si impegna al massimo e non crede nel progetto, mi ritiro nel silenzio. Sono sempre le parole dei confronti, poi, a salvarmi.

 

Ci confidi una cosa un po’ imbarazzante di te? Promettiamo di non ridere! Parola di Comò.

Devo essere sempre l’ultimo a terminare un applauso. Ho vari problemi di questo genere, ma sorvoliamo ampiamente 🙂

 

Il momento cinema è arrivato: cuscinoni per terra, caramelle e patatine. Cosa guardiamo?

Guardiamo video sciocchi su YouTube, ne conosco alcuni che nascondono parzialmente la mia totale incompetenza in fatto di cinema. Non ce la faccio.

 

Non siamo ancora stanchi! Saltiamo un po’ sul letto a tempo di musica: che disco ci consigli?

Il mio rapporto con la musica è fatto di tremende fissazioni passeggere. Quella del momento è l’album “Cheese”, di Stromae.

 

Mezzanotte è passata da un pezzo e ci accoccoliamo tutti vicini pronti a leggere una storia…che lettura proponi?

Solitamente le mie letture sono molto complicate: amo chi sa rendersi difficile e ostile alla mia comprensione. Detto ciò, direi che quel genere di lettura non va bene per l’occasione: si addormenterebbero tutti in un batter d’occhio! Leggiamo, piuttosto, un capitolo del libro che sto leggendo ora, “La casa degli spiriti” di Isabel Allende, che mi sta piacendo molto.

 

Gli sbadigli dilagano e qualcuno dorme già. Ci dici chi ti piace? Chi è la tua più grande fonte di ispirazione?

Le ho provate tutte per trovare l’ispirazione giusta, fin quando non mi sono reso conto che la differenza la fanno i miei occhi. Ho cominciato a coltivare il mio sguardo, a renderlo sensibile agli stimoli e alle occasioni. Credo molto in me stesso, forse troppo, ma sarei morto di paranoie se non fosse stato così.

Grazie Lorenzo!

Leave a Comment