Intervista a Giorgia Marras | Pigiama Party

Intervista a Giorgia Marras | Pigiama Party

Giorgia Marras si presenta al nostro Pigiama Party con un pila di fumetti nello zainetto. La situazione si fa interessante perché a noi piacciono un sacco i fumetti! Giorgia disegna e racconta storie;  ha uno stile elegante e deciso. L’ho adorata dal primo momento (dai tempi di School Days) e finalmente ho avuto l’occasione di conoscerla meglio!

Stiamo andando a curiosare tra i suoi cassetti. Quali segreti avrà da svelarci?

Cosa c’è nel tuo cassetto? 

Non ho cassetti ma un comodino, quindi nell’ordine: dell’acqua, dei fazzoletti, dell’olio essenziale di lavanda da mettere sul cuscino o sulle tempie per rilassarmi, il mio kindle, un numero imprecisato di libri, riviste e fumetti, tra i quali Idéal Standard di Aude Picault, per ricordarmi che tutte le donne possono cadere nel pozzo e che bisogna stare sempre sul chi va là.

Questo è un Pigiama Party a tema, cosa vorresti indossare? 

Dipende dai momenti. Ci sono giorni che indosserei volentieri uno di quei bei négligé da diva degli anni 40 e giorni in cui vorrei sprofondare in un imprecisato bozzolo di lana. Entrambe le opzioni sono ugualmente di mio gradimento.

Puoi portare un accompagnatore/accompagnatrice, chi ci fai conoscere? 

Oula! Non posso che parlarvi di Elisabetta d’Austria, più conosciuta con il nomignolo di Sisi (o Sissi, come la si chiamava nei film con Romy Schneider). Il ricordo di questa donna è stato purtroppo completamente stravolto dal successo di quei film, che ci hanno tramandato un’immagine di “principessa da fiaba”, nulla di più distante da quello che lei era. Elisabetta era una donna fuori dal suo tempo ma totalmente incompresa, una ragazza che si è trovata Imperatrice a quindici anni, per di più di un regno che stava crollando e di un mondo (quello dell’aristocrazia) che stava finendo. Adoro le storie di questi personaggi che vivono sull’orlo del precipizio, è interessante capire le loro reazioni. E’ da anni che sto lavorando a una storia a fumetti su di lei, uscirà questo autunno per la casa editrice francese Steinkis, e spero che potrà vedere la luce anche un’edizione italiana!

 

 

Il tuo è un mestiere creativo, stimolante ma a volte non facile. Stasera al nostro Pigiama Party puoi sfogarti un po’. Quali sono le cose che ti fanno più arrabbiare del tuo lavoro? E cosa fai nei momenti di sconforto?

Momenti di sconforto: CUCINARE E MAGNARE. Guardare Julie and Julia che mi mette sempre di buon umore.

La cosa che mi fa più arrabbiare: dovrebbe essere PRIORITARIO nella formazione dell’illustratore o del fumettista l’insegnamento di nozioni di tipo burocratico, economico ed ecc, e fa uscire di testa vedere quanto non lo è. Sapere quanto vale il proprio lavoro, gestire i clienti, una Partita Iva, le entrate e le uscite, negoziare i contratti, la gestione dei tempi, essere consapevoli dei nostri diritti e dei nostri doveri… Dovremmo sapere tutte queste cose ben prima di iniziare a metterci al lavoro. Invece queste informazioni sembra che vengano taciute, come se fossero un segreto di Stato. Credo che il talento serva a ben poco se poi non si sa gestire la vita pratica, per questo trovo FONDAMENTALE fare squadra con gli altri illustratori o fumettisti. Essere informati e consapevoli ci permette di non farci prendere per il culo.

Ci confidi una cosa un po’ imbarazzante di te? Promettiamo di non ridere! Parola di Comò. 

Sono segretamente (ora non più eh eh) innamorata del direttore del Museo Egizio di Torino, da quando l’ho visto in un documentario di Alberto Angela (l’altro grande amore della mia vita, sono problemi, lo so). Detto questo, se qualcuno avesse la grazia di presentarmelo, ne sarei ben lieta! 😉

 

Il momento cinema è arrivato: cuscinoni per terra, caramelle e patatine. Cosa guardiamo? 

Non è una gran novità per chi mi conosce, ma sto in fissa con i documentari, spesso d’epoca, e ultimamente ne vado ancora più matta se parlano della storia e dei costumi dell’Italia dagli anni 50 in poi. Ve ne consiglio due: “Comizi d’amore” di Pier Paolo Pasolini, lo trovate anche su YouTube. Poi una bellissima serie di documentari di Walter Veltroni, “Gli occhi cambiano”. In realtà non sono nient’altro che delle raccolte di interviste o inchieste tratte dagli archivi Rai, ma ogni episodio si concentra su un tema. L’episodio “Amare” è scioccante, me lo vedrei tutti i giorni.

Non siamo ancora stanchi! Saltiamo un po’ sul letto a tempo di musica: che disco ci consigli? 

Vi consiglio il disco “Voi siete qui” di Nonpellegrino. Marco sarà pure un mio amico, ma quel disco è pura poesia e io ne sono molto fan. “Altrove” è il mio pezzo preferito.

Mezzanotte è passata da un pezzo e ci accoccoliamo tutti vicini pronti a leggere una storia…che lettura proponi? 

Ah ah ah! Troppe! 😉 Tre libri eccellenti scritti da tre donne altrettanto eccellenti: Just Kids di Patti Smith, L’arte della gioia di Goliarda Sapienza, Donne che corrono con i lupi di Clarissa Pinkola Estés. Questi libri sono nutrimento per l’anima. Se invece vogliamo parlare di nutrizione, uno qualsiasi dei libri di Marco Bianchi, ha un approccio alla cucina e all’alimentazione che mi piace molto, la mia vita è cambiata da quando ho iniziato a seguire i suoi consigli. E il suo orzotto di zucca e lenticchie spacca.

Gli sbadigli dilagano e qualcuno dorme già. Ci dici chi ti piace? Chi è la tua più grande fonte di ispirazione? 

Non saprei scegliere tra i mille pittori, scultori, fotografi, registi, illustratori e fumettisti che mi piacciono e che mi ispirano. In realtà tutto mi influenza, tutto mi ispira. Una cosa però che può sembrare particolare è che, specie quando mi trovo in difficoltà, stanca, o semplicemente annebbiata dal rumore che fanno le piccole gelosie, i rancori, i modi di fare sessisti e in ogni caso idioti di un certo tipo di fumettisti o illustratori che gravitano (soprattutto ma non solo) nel caro mondo del web, lì, proprio lì, amo guardare l’esempio di grandi ballerini o atleti, magari atleti di sport estremi, come l’alpinismo. Ambienti dove conta solo la preparazione, l’intelligenza e il duro lavoro, altrimenti si muore. Quando osservo la dedizione, l’assoluto sacrificio e il coraggio di uomini come ad esempio Walter Bonatti, non posso che rimettere le cose in prospettiva e tornare a concentrarmi su quel che veramente conta.

Giorgia Marras Comò Mag.

Grazie Giorgia!

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