Retrospettive del domani – l’intervista a Charlie Davoli

Retrospettive del domani – l’intervista a Charlie Davoli

Definire Charlie Davoli un Instagramer non è abbastanza, Charlie è un artista completo, che, dopo aver calcato con successo la scena indie come musicista, ha creato con smartphone prima e con macchina fotografica poi un mondo di stupefazione continua. Si rimane subito affascinati dai paesaggi cittadini e naturali dove l’ordine degli elementi non è mai scontato e come i personaggi che contemplano la scena così rimaniamo anche noi, desiderosi di scoprire di più su ciò che stiamo osservando. Abbiamo fatto qualche domanda a Charlie per conoscerlo meglio prima dell’inaugurazione di Retrospettive del domani.

Charlie Davoli Retrospettive del domani Fotografia Europea 2018

Ciao Charlie, benvenuto! Ci diresti cosa c’è nel tuo cassetto?

All’interno del mio cassetto si trova il comodino stesso che lo contiene, sulle cui spirali bidimensionali, trovano alloggio vecchie consolle Atari, consumati vinili dei Pink Floyd, VHS smagnetizzate, la scala infinita interrotta, la spada di Luke Skywalker, l’ingombrante e polveroso monolite nero, gli occhiali a raggi x per sbirciare sotto le gonne delle compagne di scuola, il walkie talkie guasto dei Goonies, l’arrugginito palo del circo su cui mi sono rotto il dente, la lente di ingrandimento con cui mettevo fuoco alle formiche, le dolorose pestate a piedi nudi sui villaggi di lego, la pietra sporca di terra che estrassi dal mio avambraccio dopo esser caduto con la mia gialla bici tutta traforata che sembrava esser un avveniristico cimelio di aeronautica spaziale, gialla come la mia prima batteria, rosse le gocce sulla pelle del rullante di ogni concerto in cui le ferite delle dita coprivano l’ansia di salire sul palco, il walkman dalle batterie perennemente scariche e dalla spugna perennemente lacerata delle gialle cuffie, il primo schiaffo che incassai per strada, ancora in buono stato, con tanto di pesante gelatina flou per capelli, pesante quanto la mia prima montatura, metallica, attraverso cui ho poi mascherato la mia miopia sino ad oggi.

Le tue fotografie sono rappresentazioni di piccoli mondi abitabili, le figure sono a loro agio tra cieli di nuvole e giochi prospettici, c’è un elemento autobiografico in queste scene?

Durante il processo di composizione è molto difficile che faccia intenzionalmente cenno ad elementi autobiografici, anche perché non nascondo di provare un certo disagio nel dovermi raccontare (contrariamente a quando mi si chiede di descrivere il mio cassetto).
Avverto però un moto inconsapevole, un flusso endogeno di comunicazione attraverso cui le immagini ed i significati viaggiano a senso unico, fuoriuscendo inconsapevolmente senza preoccuparmi di capire cosa dall’esterno, si possa percepire.

Charlie Davoli Retrospettive del domani Fotografia Europea 2018

Titoli lunghi, spesso interrogativi volti all’introspezione psicologica, come associ l’immagine al rispettivo titolo?

Immagine e titolo sono legati da un filo conduttore, un ricorrente gioco sinestetico in cui distinte sfere sensoriali vengono associate volutamente sino a contaminarsi l’una con l’altra, accavallandosi in una nuova immagine, con il preciso intento di straniare e spiazzare. Attraverso i sensi si percepisce il mondo in maniera univoca: l’udito cattura le variazioni di suono, l’olfatto la gamma degli odori, la vista le variazioni della luce e via dicendo, automatismi inesplicabili di cui si dimentica il reale valore. Si è sopiti in questa ripetizione ossessiva del reale, filtrato massicciamente dall’abuso dei media e della tecnologia.
Nel mio gioco di incastri sinestetici ironizzo sulla realtà che ci circonda, inserendo quelle piccole anomalie, quei piccoli disturbi che alterano le leggi della fisica, destando così un principio di risveglio.

Le tue fotografie sono ricche di riferimenti storici artistici, hai un museo o una galleria d’arte preferita?

Le mie gallerie preferite sono senza dubbio tutti i musei che non ho ancora visitato.

Charlie Davoli Retrospettive del domani Fotografia Europea 2018

Come convivono Riccardo e Charlie?

In mutuale simbiosi, ognuno ha cura dei sensori e schede processori dell’altro, chip sempre in ordine, mai disfunzioni di sistema operativo, praticamente due robotlinghi alimentati a birra, a cui piace tanto la cucina e meno lavare i piatti.

In tema di rivoluzione digitale quale mezzo ti è più congeniale: lo smartphone o la macchina fotografica?

Per praticità ed immediatezza d’uso, direi lo smartphone, che però ho abbandonato con il tempo a causa degli insormontabili limiti legati all’inadeguata risoluzione dei file.

Ultima domanda: come hai trovato il tuo nome d’arte?

É il risultato della combinazione di due parole: Charlie è il nick name che mi accompagna sin dai tempi del liceo, affibbiatomi dai compagni di classe per le mie origini orientali; Davoli, invece, per il mio passato da batterista militante in un band musicale, composta con dei cari e vecchi amici – STUDIODAVOLI –  in onore del glorioso marchio di amplificatori musicali.

Se non lo avete già fatto vi consigliamo di tuffarvi nel mondo di Charlie qui, ma soprattutto non mancate il weekend inaugurale di Fotografia Europea nel Comò Space! Vi aspettiamo il 20 aprile!

Charlie Davoli Comò Mag. Fotografia Europea 2018

Charlie Davoli. Retrospettive del domani

Vicolo Folletto Comò Space
Corso Garibaldi, 1 (cortile interno) – Reggio Emilia

Dal 20 aprile al 17 giugno
Dal martedì al venerdì: 10.00 – 19.00
sabato: 10.00 – 20.00

Weekend inaugurale:
20 aprile: 19.00 – 24.00
21 aprile: 10.00 – 24.00
22 aprile: 10.00 – 22.00

Aperture speciali:
28 aprile: 10.00 – 24.00
5 maggio: 10.00 – 24.00

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