Cimini: “In futuro vorrei essere solo dove mi merito di essere”

Cimini: “In futuro vorrei essere solo dove mi merito di essere”

Federico Cimini è un ragazzo alto, indossa un bomber satinato rosso con ricamata in piccolo la scritta “Coca Cola”, lo incontriamo prima che chiuda con le sue canzoni gli spettacoli del Sofàr Festival. Siamo all’interno del Circolo Kessel e con Federico si crea subito un’atmosfera scherzosa, aumentata dal fatto di dovergli fare ripetere cosa c’è nel suo cassetto, dato che la videocamera di Comò Mag. era rimasta spenta. Il suo modo di fare alla mano e dalla battuta pronta è il medesimo che ha sul palco, dove ha scambiato battute con il pubblico, assecondando le sue richieste.
Per Cimini questo è un bellissimo momento, di grande cambiamento e di rientro nel mondo della musica con un altro spirito.

Già con il suo look ci aveva conquistato ma possiamo assicurarvi che dal vivo è Ancora meglio, come il suo ultimo album.

Intervista Federico Cimini

Ciao Cimini, eccoci qui! Cosa c’è nel tuo cassetto?

L’ho cambiato da poco e quindi ancora è un po’ vuoto. L’ho comprato a Ikea ma non mi ricordo il modello, avrà sicuramente un nome strano. Nel mio cassetto ci sono il telecomando della tv, dei preservativi e un vasettino con dell’erba anche se non mi faccio le canne, è rimasto lì da molti mesi. Poi c’è una mascherina che mi serve quando utilizzo degli spray, tipo quello contro le cimici autunnali e anche uno di quei sacchi che possono essere aspirati per creare il sottovuoto. Lo utilizzo quando faccio il cambio stagione dei vestiti invernali, esclusivamente per i maglioni, ho paura che si rovinino (ma tanto si rovinano lo stesso). Poi ci sono anche tanti sogni.

Intervista Federico Cimini

Partiamo da “La legge di Murphy”. Quanto ti senti l’uomo banana del video?

Al cento per cento. Non è stata un’idea mia quella dell’uomo banana che abbiamo messo nel video, ma sento che mi rappresenta. Il protagonista viene visto in maniera normale dalla società ma è lui che si sente una banana, uno sfigato. Il lavoro di squadra che abbiamo svolto mi ha fatto rendere conto che si è creato un alter ego che mi rappresenta bene. 

La legge di Murphy è stata esorcizzata. Il tuo brano, infatti, ha inaugurato un periodo in cui le cose non sono andate per il verso sbagliato, anzi! Vieni da un anno di tour, moltissime date e poche pause. Come è stato vivere un periodo così intenso?

Un anno che è durato due anni per me. È stato un periodo bello e di scoperta perché dal niente mi sono trovato in un mondo che ho sempre sognato. Ho aperto il comodino e tutti i sogni nel cassetto sono usciti. Col tempo ho capito che il gioco che mi sarebbe piaciuto veramente fare doveva essere alimentato dalle canzoni. Non mi ritengo bravo a scrivere testi a tavolino, cerco sempre molte idee e ispirazioni per comporre. Ho scritto molte canzoni perché ero abbastanza frustrato. La musica per me è una valvola di sfogo. 

Intervista Federico Cimini

Non scrivendo canzoni a tavolino dove scrivi i tuoi pezzi? Ci sono luoghi o momenti dove ti senti particolarmente ispirato?

Sotto la doccia scrivo molte cose che poi uscendo dimentico. Non le scrivo sul vetro appannato della doccia perché la mia non ha il vetro, è fatta di un materiale di plastica. Tutto ciò che scrivo sta nella mia testa.

Intervista Federico Cimini

Andiamo indietro nel tempo. Dopo i primi due album pubblicati con il nome Federico Cimini, nel 2015 c’è stato un momento di stop. Cosa è successo?

È successo che nella mia testa è cambiato tutto: è come quando smetti di fare un lavoro e ne inizi subito un altro. Ho iniziato un nuovo progetto musicale chiamato Cimini, non per velleità o moda indi, ma perché tutti i miei amici mi hanno sempre chiamato così. Ho deciso di proporre delle canzoni che avevo scritto senza prepararmi a tutto questo, le avevo scritte nella mia cameretta e in quel momento erano solo canzoni mie. Poi un giorno ho detto “ma sai che quasi quasi” ed ecco qui. Le ho pubblicate. Così. È stato solo questo.

Intervista Federico Cimini

Provarci una seconda volta non è da tutti e credo che sia anche più difficile della prima. Dove hai trovato la forza?

Il passaggio da Federico Cimini a Cimini è stato naturale. Non ho mai cercato di diventare solo famoso. Se non avessi avuto delle canzoni da proporre e un buon motivo per scrivere, non avrei pubblicato il nuovo album. Faccio musica solo per divertirmi, non perché voglio arrivare alla fama.

Immaginiamo di fare una piccola pausa e mettiamo un po’ di musica! Chi ascoltiamo?

Dutch Nazari, un rapper italiano che mi piace molto. Sto ascoltando lui in questo momento.

Intervista Federico Cimini

Proviamo a sognare su breve periodo, con i piedi per terra. Come ti vedi tra due anni? Dove sarai, con chi e a fare cosa?

Al momento non lo so, so solo che vorrei scrivere delle canzoni. Forse vorrei essere in vacanza perché questo vorrebbe dire che avrò lavorato molto: vacanza meritata! Per quanto riguarda il “dove vorrei essere” come traguardo non lo so, è sempre il discorso del “dove si vuole arrivare”. Non dico che vorrei essere in uno stadio, ma semplicemente dove mi merito di essere. Sarebbe bello. Lo dico senza finta umiltà ma vorrei essere proprio dove mi merito di essere, basta divertirsi.

Inspired by Sofar Festival

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