Intervista a Diletta Pignedoli di Museum Reloaded

Intervista a Diletta Pignedoli di Museum Reloaded

Qualche mese fa abbiamo avuto la fortuna di conoscere una realtà innovativa ed originale, capace di mixare il passato e il presente in maniera unica ed affascinante. Si tratta di Museum Reloaded, un progetto di Innovazione Sociale volto a creare uno scambio virtuoso tra due mondi complementari, che hanno da sempre bisogno l’uno dell’altro: i musei e le scuole.

Museum Reloaded è portato avanti da un team di giovani professionisti che opera in ambito culturale e creativo con particolare attenzione verso le nuove tecnologie e i linguaggi contemporanei. Abbiamo incontrato Diletta Pignedoli, founder del progetto, che ci ha raccontato come è nato e come si sta sviluppando questo sogno di rinnovamento del patrimonio culturale.

Diletta Pignedoli Museum Reloaded

Ciao Diletta, cosa c’è nel tuo cassetto?

Nel mio cassetto ci sono progetti di viaggio mai realizzati, molti occhiali da sole bizzarri, candele profumate, acquerelli e un quadernino di appunti per le idee notturne.

Quali difficoltà e quali soddisfazioni hai incontrato in questi primi anni di MUSEUM RELOADED?

Stiamo parlando di un progetto di impresa culturale, che per definizione potrebbe sembrare un’antinomia, ancora di più se si è in attesa da ormai 5 anni di fondi ministeriali già assegnati, sommersi da una burocrazia elefantiaca. Una situazione kafkiana che ha a dire il vero anche i suoi risvolti comici. Quindi la difficoltà maggiore è stata ed è tutt’ora quella di riuscire a mantenere un equilibrio tra la mole di lavoro amministrativo e la ricerca e lo sviluppo su metodi e contenuti. Le soddisfazioni più grandi si raccolgono sempre in classe, quando gli studenti si appassionano ai progetti e trasmettono entusiasmo. Si ha la certezza di aver contribuito a piantare un seme quando si vedono le cose crescere ed evolversi anche a distanza di tempo senza più intervenire, e a volte è successo!

Diletta Pignedoli Museum Reloaded

Cosa consiglieresti a chi come te vuole buttarsi nella realizzazione di un proprio progetto?

Penso che sia importante non essere fissati su un’idea troppo precisa, essere aperti alle contaminazioni, che arricchiranno e modificheranno di un bel po’ l’idea iniziale. Consiglio di non sottovalutare l’aspetto economico e l’investimento di tempo necessario per realizzare gli obiettivi che ci si pone, che sognare è bello, ma nutrire la visione richiede impegno! Ed essere consapevoli del fatto che da soli non si va da nessuna parte.

MUSEUM RELOADED non sei solo tu, ma un team di giovani professionisti. Da cosa hai capito che erano le persone giuste?

Il team di Museum Reloaded ha visto numerosi cambiamenti, da quando la startup è stata fondata nell’aprile 2015. Non so se ho già acquisito l’intuito necessario per riconoscere qualità e debolezze delle persone, per identificare i collaboratori “giusti” (che giusto poi in realtà molte volte ha coinciso con scomodo, che è dalle differenze e dalle discussioni che sono nate le idee migliori). A volte sono stata io a cercare persone specifiche, ma devo dire la verità: i più tenaci e volenterosi sono arrivati da soli, riconoscendo la propria affinità con il progetto. Siamo sicuramente tutti personaggi particolari, dalla spiccata autonomia, un po’ idealisti e con spirito d’iniziativa.

Diletta Pignedoli Museum Reloaded

Devi passare una notte al museo, in quale la trascorreresti?

La notte si dice che porti consiglio, per cui vorrei visitare un posto che possa illuminarmi. Si tratta del MiBa, il Museo delle Invenzioni di Barcellona, un luogo che ha deciso di chiudere i battenti da quasi un anno per ripensarsi come museo diffuso in vari luoghi e città. Si sono scrollati di dosso il peso di un luogo fisico per dare vita al museo del XXI secolo, che è multiforme, nomade, diffuso e che mette le scuole al centro del dialogo. Un progetto che ha molte affinità con l’idea di museo che intendiamo sviluppare con Museum Reloaded.

Immagina di essere in un  programma TV : “Pimp my Museum”, come trasformeresti un museo abbandonato e poco valorizzato?

Dipende tutto dal museo, è lui che ti parla e ti dice cosa fare! (Sembro matta eh…?) Se ha un’aria abbandonata e polverosa, ma mantiene un suo fascino magari non interverrei per nulla sull’allestimento, ma potenzierei la comunicazione e le attività didattiche (compatibilmente alla polvere, eh eh…). Come abbiamo fatto con il Museo del Po di Boretto, raccontato dalla Scuola Secondaria di II° grado in questo video:

Supponiamo che tu abbia l’opportunità di collaborare con chi vuoi, un attore, un artista, un gruppo musicale. Chi scegli e perché?

Mi piacerebbe assistere al lavoro di artisti capaci di metodo, di lavorare sulla propria idea creativa con costanza, che sappiano confrontarsi anche con l’horror vacui della crisi in cui si pensa di non aver più nulla da dire e che siano anche un po’ artigiani, consapevoli di un proprio saper fare. Se proprio volgiamo puntare alle stelle vorrei lavorare con la scenografa di palcoscenici Es Devlin, capace di pensare con la stessa intenzione stadi da 80.000 persone e piccoli teatri da 80 posti.

Che progetti hai in cantiere?

Per l’anno a venire continueremo a lavorare con alcune scuole con cui abbiamo istituito una collaborazione negli anni scorsi e ne intercetteremo di nuove. Abbiamo in programma la seconda edizione del progetto Vêntās, progetto di valorizzazione dei dialetti del comune di Ventasso (qui il vocabolario creativo digitale realizzato con le Scuole Primarie lo scorso anno). Il progetto più ambizioso che sta per partire ci è stato commissionato da IREN, Mancasale Reloaded, un progetto di riqualificazione dell’impianto di depurazione di Mancasale (RE), che si intende trasformare in un parco tematico visitabile.

Diletta Pignedoli Museum Reloaded

Grazie Diletta per questa chiacchierata sul Comò. Continueremo a seguire con passione i prossimi eventi e progetti di Museum Reloaded!

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