Giorgio Poi: ecco il mio primo album (nato in una stanza bruttissima)

Giorgio Poi: ecco il mio primo album (nato in una stanza bruttissima)

Oggi sul Comò continua il nostro viaggio tra i volti più freschi della musica italiana, con un giovane cantautore da tenere sott’occhio: Giorgio Poi. Lo scorso febbraio è uscito il suo album d’esordio Fa Niente, un racconto diretto e onesto, fatto di quotidianità e piccole cose (ma senza Alessandra Amoroso), che profuma profondamente di realtà, la sua.

Un album che sta ricevendo ampi consensi positivi, ma che non è nato sotto i migliori auspici, come ci ha raccontato Giorgio. “L’album è  nato a Berlino, in una stanza bruttissima dove vado sempre a suonare” e ancora “Un luogo dove si radunano gruppi orrendi, soprattutto un cover band degli Evanescence. Credo che si radunino lì i peggiori esponenti di ogni genere musicale, io rappresento il cantautorato italiano.” Direi che queste pessime condizioni hanno fatto davvero bene, che anche il brutto possa essere fonte d’ispirazione?  Vi lascio al resto della nostra chiacchierata con Giorgio Poi, tra calzini spaiati, arcobaleni e musica rock. Buona lettura e buon ascolto.

Ciao Giorgio! Cosa c’è nel tuo cassetto?

Nel mio cassetto ci sono: calzini spaiati, magliette bianche, caricabatterie di cellulari che non ho più, arcobaleni, i puffi, riviste scandalistiche, rane, dei sottobicchieri, il maestro Mazza.

Giorgio Poi Comò Mag.

Mettiamo un po’ di musica, chi o casa ti ispira di più?

Mi piace la musica rock, il country e l’happy hardcore, le passeggiate al tramonto che mi ci faccio i zelfie e il fior di fragola.

Il 10 febbraio è uscito il tuo album d’esordio “Fa Niente”. Come è nato?

È nato a Berlino, in una stanza bruttissima dove vado sempre a suonare. Intorno a me ci sono molti gruppi orrendi, soprattutto c’è un gruppo cover degli Evanescence. Credo che si radunino lì i peggiori esponenti di ogni genere musicale, io rappresento il cantautorato italiano. Per fortuna di giorno non c’è nessuno, e così ho potuto scrivere il disco.

Giorgio Poi Comò Mag.

A vent’anni hai lasciato l’Italia per andare a studiare a Londra. Che rapporto hai con il nostro paese?

Mi piace molto mangiare gli spaghetti. Ho trascorso in Italia tutta la prima parte della mia vita, fino ai vent’anni, e non m’è mai interessato capirla. Così sono andato a vivere a Londra, dove proporzionalmente a un grande entusiasmo per quel che scoprivo lì, sentivo avanzare una specie di nostalgia, che nel tempo si trasformò in ammirazione idealizzata e totale per il mio paese, per il suo cinema, il suo cibo, la sua musica e la sua lingua. Così ho iniziato a scrivere alcune canzoni in Italiano.

Nel 2006 hai dato vita a Vadoinmessico. Nel 2014 a Cairobi. Cosa conservi dentro il tuo cassetto di queste esperienze musicali?

Un sacco di biglietti aerei.

Giorgio Poi Comò Mag.

Dell’attuale panorama musicale italiano, chi ti piace e chi ci consigli?

Mi piacciono i Verdena e Colombre.

Che progetti hai in cantiere?

Stare in furgone. Da poco è partito il tour, quindi principalmente starò in furgone.

Ringrazio Giorgio Poi per questa divertente chiacchierata. Vi è venuta voglia di andarlo ad ascoltare live? Ecco le prossime date del Tour 2017:

30 marzo Monopoli (BA) Dirockato Monopoli Winter
31 marzo Taranto Secret Show Musicasetta
01 aprile Napoli Lanificio 25
22 aprile Parma Tracks – Parma
23 aprile Genova Supernova Festival – Genova
25 aprile Padova @En Plein Air – Anfiteatro Del Venda
06 maggio Verona Sziget & Home Sound fest
19 maggio Brescia Quasi Adatti – La Festa Indipendente

Noi ci vediamo presto, con nuove persone belle che fanno belle cose!

Persone belle che fanno belle cose

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