La Tata Maschio: “I cassetti sono fatti per essere aperti”

Lorenzo Naia, in arte “La Tata Maschio” è un autore di libri per l’infanzia, creative director e si, una Tata inside. Suona strano? Per lui no, riesce a fare tutte e tre le cose contemporaneamente. 

Prendersi cura delle persone attraverso le parole è sempre stato il suo forte; ha realizzato progetti creativi a tutto tondo legati all’infanzia. Le sue due più grandi passioni sono la comunicazione, nella più ampia accezione possibile, e il mondo dei bambini. 

Beh noi di Comò Mag. abbiamo avuto il piacere di scambiare qualche parola con lui e addentrarci nel suo fantastico mondo.
Scopriamo cosa c’è nel suo cassetto! 

la tata maschio

Benvenuto Lorenzo! Come domanda di rito, cosa c’è nel tuo cassetto?

Ciao Comò Mag! Nel mio cassetto non possono mancare i carboidrati, un biglietto aereo, un taccuino e una matita per appuntare le idee e… beh, un papillon, vedi mai che arrivi l’occasione della vita, meglio non farsi trovare impreparati!

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Togliamoci subito questa curiosità, da dove è nato il nome ”La Tata Maschio”?

La Tata Maschio è un piccolo manifesto di apertura mentale, un invito a oltrepassare il pregiudizio e approcciarsi alle persone qualificandole per ciò che sanno fare.

La Tata Maschio sono io che, occupandomi di infanzia, conosco bene i preconcetti che legano in maniera limitante genere e professioni, ma che al tempo stesso provo a dedicarmi con impegno a ciò che amo fare. Il mondo ha bisogno di persone realizzate! E gli stereotipi non sono mai un trampolino verso la conquista di se stessi.

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Tra tutte le attività che svolgi, qual è quella che preferisci?

Ho capito prestissimo di voler lavorare con le famiglie e tuttora le cose che faccio continuano a essere accomunate dallo stesso denominatore. Mi è impossibile scinderle, per me sono tutte espressioni del medesimo interesse, nonché modalità diverse per essere tata e raggiungere così bambini (di ogni età!) e costellazioni familiari che diversamente non avrei la possibilità di conoscere.

Durante gli anni universitari, ho iniziato proprio facendo il babysitter! Dopo la laurea in psicologia mi sono occupato per diversi anni di servizi educativi e un po’ per volta è cominciato il lavoro autoriale con le case editrici. Accanto a questo, grazie alla mia conoscenza del target, sono nate le prime collaborazioni con le aziende in qualità di creative director per progetti family friendly. Oggi le mie giornate sono un grande puzzle di tutti questi pezzi!

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I bambini sono la tua passione, qual è secondo te il modo migliore per relazionarsi con loro?

La coerenza. Per insegnare il rispetto, bisogna rispettare! E così via per ogni altro aspetto della vita, con i bambini non si può prescindere dall’esempio diretto, nella quotidianità: l’adesione a un valore in maniera sincera e sentita da parte nostra è il modo migliore per farlo interiorizzare anche a loro.

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Sei un creative director e scrivi libri. Da cosa prendi maggiormente ispirazione?

Il punto di partenza coincide con la destinazione finale: il pianeta dei bambini nella più larga accezione possibile! Il mezzo di trasporto è la fantasia, un’attitudine rivoluzionaria poiché offre visioni inedite e prospettive diverse, offrendo nuove alternative possibili.

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La Tata Maschio, dunque, non è solo un nome, ma anche uno stile di vita. Che impatto pensi che abbia il definirti così sugli altri?


Di solito la prima domanda che mi viene rivolta è: “Ma hai fatto veramente la tata?!”

Ebbene sì, e per molto tempo! Sono stati anni meravigliosi, che mi hanno insegnato innanzitutto l’importanza delle relazioni. Il mestiere di tata consiste nel prendersi cura, esattamente come il mestiere di scrivere, anche se attraverso le parole. Questo è ciò che vorrei continuare a fare e che vorrei rimanesse del mio lavoro.

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Hai scelto questa strada per sentirti sempre un po’ bambino dentro?

Ho scelto questa strada perché mi ha sempre affascinato e divertito la mente dei bambini, la loro interiorità variopinta, la sensibilità che hanno nell’approcciarsi alle cose, l’immaginazione con cui leggono la realtà, la profondità della loro inesperienza.

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Quali sono i prossimi progetti che nascondi nel tuo cassetto?

Li nascondo, ma non troppo: i cassetti sono fatti per essere aperti! E i progetti hanno bisogno di essere concretizzati. Ho diversi libri in cantiere e sicuramente uno degli obiettivi principali è dedicarsi a loro, in mezzo c’è anche qualche tipologia testuale in cui mi cimenterò per la prima volta.

Mi piacerebbe poi proseguire con tutti i progetti creativi che ho in mente, alcuni riguardano la mia linea di design (La Tata Market) mentre altri sono in collaborazione con brand e aziende; il tratto distintivo che li lega è il fatto di avere una storia da raccontare o contenere comunque uno spunto narrativo.

Infine, altri due grandi desideri che ho sono il veder crescere i Safari Urbani, attività di scoperta dei centri storici per tutta la famiglia, e i workshop di scrittura per adulti.

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