Oscar, smetti ti prego di farmi del male | 25 Gennaio

Oscar, smetti ti prego di farmi del male | 25 Gennaio

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Napoli, 25 Gennaio

È sera, Oscar.

Ma davvero non ti da fastidio che io ti chiami ancora così? Una volta – forse più di una – ho chiesto a mio padre se potevo chiamarlo “babbo”, come fanno qui a Napoli, perché l’idea di telefonarlo e dire “Ciao bà!” mi faceva sorridere tanto forte. Era come perpetuare il ricordo di Gabriele che, con gli accenti messi sempre nel modo più sbagliato per la lingua italiana, chiamava suo padre una volta ogni tanto e parlava di cose sciocche; che in quelle parole forse c’era sempre un tono sbagliato, ma un sentimento opportuno, vero, difficile da recepire per chi, dall’altra parte, in fondo al filo, si sentiva un poco solo. Sì, era un ricordo felice che volevo trascinare nella mia vita, per rimanere corta, sorridente e infinitamente bambina. Mio papà non accettò mai, non gli piaceva lo chiamassi “babbo”, dalle sue parti significava “sciocco”.

Oscar male

Non me ne rammarico più di tanto, i ricordi felici sono dolorosi nel presente, quando il presente non ci è sufficiente o quando ci è semplicemente un po’ amaro, o sembra complicato da affrontare.

Conficco le unghie delle mie dita medie dentro quelle dei pollici. Vorrei dire molte cose, e poi forse nessuna per davvero. Per questo cerco concentrazione e pace.

Oscar male

La tua ultima lettera mi ha fatto piangere. Ho stretto forte al mio petto il rosario che mi regalò mio zio prima di morire, ho pregato per i lieti fini di ogni uomo sul pianeta e mi sono offesa perché lo specchio un’altra volta, tradendomi, mi ha detto che non ne esistono di reali, ma solo di molto belli da scrivere.

E allora non c’è davvero speranza, per l’ennesima volta non c’è alcuna cosa in cui sperare. Tutto arriva al capolinea, e la realtà ha raschiato anche la tua guancia contro il muro.

Cosa è successo a Irma? Scegli la sfumatura migliore che hai per descrivere un epilogo, per favore; scegli anche la più vera: sono ormai convinta che se mandi giù la tua dose di sciroppo tutta in un colpo, sei più coraggioso. Ma tanto tu mi contraddici sempre, e mi dirai che il vero coraggio è diluire, portarsi un poco di sofferenza ogni giorno sulle spalle, che tanto arriva, prima o poi, un altro peso di dolore per controbilanciare e tenerci in equilibrio.

Oscar male

Oggi ho assaggiato un pasticcino verdissimo, aveva sopra una polvere strana. Hanno detto che è cinese. Sei mai stato in Cina? Comunque mi è venuta la nausea e un gran mal di pancia. Solo per questo mi sembrava giusto uscire e calmarmi, strappando l’erbaccia che è cresciuta vicino al mio cancello.

Smetti, ti prego, di farmi del male.

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