Oscar, tu non sapresti amarmi mai come dici | 26 Maggio

Oscar, tu non sapresti amarmi mai come dici | 26 Maggio

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Londra, 26 Maggio

Cosa è successo ai sogni? Oggi mi sono chiesta se mi avresti voluto bene per sempre. Ho capito, dopo aver letto la tua ultima lettera, che soffri molto senza dirlo sempre ad alta voce e quando ti riesce di dichiararlo – da ciò che mi pare di notare, come sempre viene più facile farlo con uno sconosciuto – ti senti castrato e tenti di nascondere la tua fragilità dichiarandoti vero, onesto, franco e aperto di fronte a tutte le possibilità che lo specchio ti rivela.

amarmi Comò Mag. irene tondelli

Un po’ come me, d’altro canto; io che oggi mi chiedo, da un altro angolo dell’Europa, se mi vorrai bene per sempre o se tu sia sul punto di perdere la pazienza. Anita ti ha detto una cosa che non ho mai considerato neppure io in vero: ti ha parlato di cose che continuano.. il problema forse è semplicemente sapere come farle continuare. Siamo, in effetti, due personaggi che si adattano molto meglio ai finali tristi, noi due; in fondo ogni storia in cui mi infilo io si dirige, ad un certo punto, verso un punto – se non ti infastidisco troppo con questo gioco di parole. E ti parrò un po’ aspra in questa lettera ma sono giunta a un paio di conclusioni che mi impediscono di addolcirmi, tanto è la rabbia che provo verso di te: se avessi saputo amare tutti i giorni la tua Irma, forse mi sarei fidata di te.

Ti ho visto molte volte nel tuo completo nuovo, con le tue palpebre pigre e un sorriso invidiabile, attraversare il mondo come se non ti facesse nessuna paura la precarietà delle cose, la frangibilità dell’essere umano, come se tu fossi immune da ogni zozzeria di questa vita insulsa.

amarmi Comò Mag. irene tondelli

Ebbene, non mi interessa quello che vedevo, mi interessa quello che so e che ho sentito: tu sapresti tenermi con te, non ho dubbio, ma non sapresti amarmi mai come prometti invece di saper amare, come giuri di essere in grado di fare. Canterai ancora, dopo molti anni, sotto la doccia, ma canterai per te e non di me; in giro, alle persone dirai che sono bella e in gamba, ma quando avremo spazio per bere insieme un bicchiere di vino, non saprai quali parole riservarmi, cosa raccontarmi. Ci annoieremo, io soprattutto mi annoierò e ti rimprovererò di questo e molte altre mancanze: sarai incredulo e mi chiederai come posso piangere tra le lenzuola di questo mare che m’hai regalato, per carenze che solo io vedo.

Allora quando la sabbia della mia terra volerà sul tempo che ho perso e lo graffierà, gli tirerà le orecchie, e griderà “era meglio casa”, io mi ricorderò dell’amore che provavo per me stessa e di cui tu mi hai privata inducendomi a riversare ogni sentimento buono di cui sarei stata capace in questa insulsa cosa che chiami “stare insieme”. E ti odierò ogni giorno della mia vita, proverò rancore per te, e rabbia per me stessa che ancora mi strofino le cosce quando ti sfioro la pelle, che non riesco ad odiarti davvero nemmeno un po’ di quello che vorrei.

amarmi Comò Mag. irenetondelli

Ti ricordi quando mi facevi riflettere sulle parole a cui bisogna stare attenti e alle cose che non bisogna fare? Mi sono inginocchiata baciando la tua corona, portandoti in alto su una mano e mostrandoti al mondo, dicendo a tutti di te perché tutti ti amassero ancora di più. Mi sono fatta male e ho pianto dagli occhi per non far contorcere altri organi, ma soffrirei ugualmente e più forte se ti lasciassi prendere il mio cuore. Questa lettera racconta la storia di una possibilità che non ho avuto per davvero: quella di scegliere di perderti, di non amarti.

Mai e poi mai tua,

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Le fotografie di questa lettera sono di Irene Tondelli.
Per scoprire i suoi scatti seguite il suo profilo Instagram.

 

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