Madeleines | Thank you for Broccoli

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Non sono nata vicino al mare, né ad un fiume o ad un lago. Eppure la vicinanza all’acqua ha sempre avuto su di me un potere particolare. L’anno scorso ho messo i piedi nell’Oceano Atlantico per la prima volta. Mi trovavo su una spiaggia dell’Alentejo, la spiaggia e la costa rocciosa alle mie spalle si stendevano parallele per chilometri, senza interruzioni, sia che io guardassi a destra che a sinistra. Gio era in Texas, dall’altra parte. Ho distolto lo sguardo dall’orizzonte prima che gli occhi ci cascassero dentro, e ho guardato in giú. L’acqua che mi bagnava la pelle, ogni onda guadagnando un centimetro, era costretta a fare il giro delle mie caviglie.

Dove era stata in precedenza? A questo pensiero mi venne voglia di toccarla: allargando le dita della mano e piegandole un poco, come un rastrello, spostavo il braccio da destra a sinistra, ma senza uno scopo preciso. Mi vennero in mente diverse cose. Della vongola Ming, ad esempio, pescata per caso nei mari dell’Islanda quando aveva 507 anni. Del batiscafo Trieste, che un giorno di Gennaio arrivò per primo in fondo alla Fossa delle Marianne. Dello squalo della Groenlandia, lento, grottesco, cieco a causa di parassiti che gli si attaccano agli occhi come lunghi orecchini d’argento, vecchio quasi quanto Ming.

E se questa stessa acqua fosse scivolata anche a fianco a loro? E se fosse stata in migliaia di altri posti segreti dove il tempo e tutto il resto non esistono, dove non succede mai niente? Ho spostato lo sguardo dalle mie caviglie al cielo, il cielo brutalmente blu del Portogallo, che faceva da sfondo al fluttuare pigro dei detriti trasparenti nei miei occhi, simili a microscopici serpenti preistorici.

In fondo che differenza faceva dove era stata, l’acqua? Poi, circa un mese fa’, mi è capitato di leggere della morte di Liu Xiaobo. L’articolo raccontava di come il governo avesse sparso le sue ceneri nell’Oceano per impedire che la gente avesse un luogo fisico dove ricordarlo, piangerlo e vendicarlo. Ma in seguito a questo episodio gli amici e i sostenitori da ogni parte del pianeta, sia per protesta che come gesto di estremo saluto, sono entrati tutti insieme in acqua, trasformando il mare intero nella sua pietra tombale. Ho sorriso. La vicinanza all’acqua deve avere per molti di noi un potere particolare.

Madeline Thank you for Broccoli

Madeline

Il sapore del pan di segale
L’odore della buccia di patate
Gerridi che pattinano in un torrente
Tre Madeline di Proust
Storie che appartengono ad altri..
Ma le storie in fondo
non son tutte uguali?

La mia Madeline é un galleggiante da pesca
bianco e blu.
Non ci penso mai,
Si allontana sempre di più.
Eccola, ritorna
la tristezza di un cane.
Vabbé, fa’ niente

É per diventare me
Che me ne sono andata.

E in sottofondo Gaber, senza più fiato, mi ricorda:
“La lontananza é l’unica vendetta.
É l’unico perdono!”

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