Marianna di Zandegù | Occhiali rosa

Marianna di Zandegù | Occhiali rosa

Quante possibilità ci sono nel caos cosmico della rete di imbattersi in qualcuno di così simile a noi di Comò Mag.? Ebbene, la fortuna ci ha sorriso anche questa volta. Oggi vi parliamo di qualcuno che ha fatto della propria passione, dell’importanza di ridere e stare in compagnia un manifesto e uno stile di vita: Marianna e Marco, i fondatori di Zandegù.
Zandegù è nata a Torino come casa editrice e si è evoluta in un progetto che combina corsi di scrittura e comunicazione, pubblicazioni di ebook (addio carta!) e una parte più zuzzurellona, fatta di passeggiate nei quartieri torinesi leggendo libri e gustando una doverosa buona birra. Dal 2016 Zandegù ha anche trovato casa, la Zandecasa, luogo di passaggio, incontro e scambio tra persone amanti di creatività, allegria e convivialità.

Per la nostra rubrica Occhiali Rosa abbiamo incontrato Marianna, la mente femminile del progetto e abbiamo fatto una bella chiacchierata. Sotto l’intervista!

Ciao Marianna, cosa c’è nel tuo cassetto? 

Ciao amici di Comò! Grazie per avermi invitata sul vostro sito! Allora, nel mio cassetto reale ci sono: vecchie paia di occhiali che non uso più, medicine, tappi di cera, mascherine per gli occhi (da qui si capisce che per dormire ho bisogno di molto buio e silenzio!) e biglietti e lettere di amici e amori passati. Nel mio cassetto virtuale, invece, c’è ovviamente un sogno, ma solo uno: far crescere sempre di più Zandegù fino a dominare il mondo! Muauahahhahah!

Zandegù: community creativa, zuzzurellona, piena di idee per prendere con serena serietà un progetto… Ma questo nome dove è nato?

Zandegù è il cognome di un ciclista veneto: quando mia madre era incinta e non sapevano se fossi maschio o femmina, i miei genitori chiamavano il pancione così. Non so perché: forse scalciavo o era semplicemente un nome senza connotazione di genere! L’ho raccontato a una cena e a tutti i nostri amici è sembrato il nome perfetto.

Molti dei corsi di Zandegù possiedono come minimo comune denominatore la scrittura, che consiglio spassionato dai agli scrittori in erba?

Io gli consiglierei di leggere tantissimo e lavorare duro. Fare lo scrittore è un lavoro. Certo, ha una componente “romantica” e artistica, ma è un lavoro fatto di ore di scrittura strappate alla famiglia, al lavoro in ufficio, al weekend, all’ennesima serie di Netflix che aspetta. Richiede impegno e sacrificio.

A proposito di libri, ti faccio una domanda difficile: un libro può cambiare la vita?

Certo che può, almeno secondo me. Può farti riflettere, aprirti un mondo, aiutarti a uscire dal guscio, darti una nuova prospettiva. E così possono cambiare la vita anche un film, una canzone, un viaggio.

Indossi degli occhiali rosa e come vedi il mondo?

In effetti ho davvero un paio di occhiali rosa! Il mondo lo vedo come un posto che ti gioca un sacco di tiri mancini ma che se hai voglia di sbatterti può darti tantissime soddisfazioni. La vita per me è fatta di fatica e voglia di darsi da fare. E risate. E amici. E prosecco!

Ti svegli la mattina e vieni folgorata da una nuova idea? Come scegli le nuove attività da proporre a Zandegù?

Magari capitasse così! In realtà, molte idee mi vengono camminando (amo camminare a lungo per Torino) con la musica in cuffia. Però tutto quello di nuovo che lanciamo Marco (l’altra metà di Zandegù, nonché mio marito) e io, sia come prodotti che come comunicazione, è frutto di lunghi ragionamenti, riflessioni, piani marketing, studio del nostro pubblico. Ci confrontiamo tantissimo. Siamo zuzzurelloni ma improvvisiamo molto poco.

Una delle attività che proponete sono le Zandebirre: una sana bevuta in compagnia tra chiacchiere del più e del meno. Come inizi un discorso con un perfetto sconosciuto?

Di solito gli chiedo come ci ha conosciuto, poi gli chiedo che lavoro fa e finisco a parlare di serie Tv! Sono la mia ossessione! La mia tendenza, durante le Zandebirre o in altre occasioni sociali, è sempre quella di fare un sacco di domande alle persone che non conosco. Mi piace conoscere le persone.

Tra calzini e vecchie cartoline puoi parlarci di un progetto futuro che giace nascosto nel cassetto?

In questi mesi stiamo facendo tantissimi cambiamenti: i più visibili sono quelli alla comunicazione. Abbiamo di recente lanciato una nuova serie di vlog chiamata “Mamma, guarda che lavoro!” dove raccontiamo il dietro le quinte dei lavori creativi. Poi ci sono le dirette su Facebook, ogni venerdì a pranzo, dove do consigli su serie (te pareva!), film, dischi e libri. A gennaio abbiamo anche preso un assistente, Enrico. Tutto questo va in una direzione specifica: abbiamo in programma qualche “ritocchino” ai nostri corsi (di scrittura e comunicazione) e ci saranno un sacco di novità interessanti con il lancio della nuova stagione a luglio. Quindi continuate a seguirci!

Grazie Marianna per questa intervista. Noi sicuramente resteremo sintonizzati sulle novità proposte dagli amici Zandezii, e voi Comodini cosa aspettate? Passate assolutamente a dare un’occhiata!

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