Martina Lorusso alias Momusso | Occhiali Rosa

Martina Lorusso alias Momusso | Occhiali Rosa

Abbiamo conosciuto Martina e Momusso, due personalità perfettamente complementari che si fondono in un’unica persona. Lei è un illustratrice con un tratto semplice, che usa per tradurre le sue emozioni. Puntigliosa sul lavoro e disordinata nella vita privata, malinconica, amante della musica e delivery food addicted!

Non poteva che essere lei ad indossare gli Occhiali Rosa di questo marzo pazzerello!

Momusso Occhiali Rosa

Partiamo da un classico, cosa c’è nel tuo cassetto?

Nel mio cassetto del comò c’è un po’ di tutto.
Dopo 7 traslochi accumulati nel tempo ho l’abitudine di tenermi molti “oggetti ricordo”. Gli oggetti riescono a trattenere l’energia di vecchi proprietari, ricordi, emozioni e sensazioni. Cerco di circondarmi sempre di oggetti, magari anche brutti, ma che racchiudono sempre qualcosa al loro interno. Un’anima che sento attraverso la mia memoria tattile. Una delle mie cose preferite.
Nel mio cassetto ci sono una marea di biglietti del treno, scontrini di pranzi e cene, foto di famiglia, tappi per le orecchie, la speranza di poter essere sempre migliore di così, la voglia di esserlo, il desiderio di ricordare sempre, costantemente, quando sono stata bene e quando non lo sono stata. C’è una scatola nera di paure, qualche volta la apro. Non ho timore, le paure mi servono per misurare l’importanza o meno che hanno le situazioni e le persone nella mia vita. C’è così tanto amore che forse non ci sta tutto lì dentro. Ma mi immagino un cassetto infinito così non abbiamo problemi di spazio!

Chi è Martina? E chi è Momusso?

Grazie per questa domanda. Mi sento costantemente divisa in due.
Martina è una grafica, spesso ansiosa e malinconica. Ha paura degli addii perché non vorrebbe mai dire addio. A niente e nessuno. Abitudinaria e dai capelli lisci. Tutto deve avere un ordine e tutto deve avere un controllo. Come le scadenze.
Momusso è tutto quello che di meglio potevo scegliere come soluzione di Martina. È la strada che mi sono costruita e che scelgo ogni giorno quando mi sveglio la mattina. È la soluzione alla mia sana malinconia, è la cura della tristezza. È il senso. Una ragazza riccia, verace e dolcissima.
Insomma, capite bene che barcamenarsi tra le due non è facile. Me ne servirebbe una terza che faccia da pacere.

Dici di non saper assolutamente disegnare, ma a noi non sembra proprio così. Troppo modesta o preferisci semplicemente definire il tuo lavoro in un altro modo?

No guarda sono sincera. Diamo giustizia a tutti quegli illustratori che sono davvero bravi a disegnare. Io scarabocchio, semplifico perché non ho mai studiato disegno. Non so fare ritratti, attingo solo alla capacità di riassumere le cose in oggetti o situazioni. Tratto semplice, il disegno mi aiuta a enfatizzare le parole o semplicemente a spiegare ciò che non riesco a dire a parole. È un’esigenza personale per colmare dei vuoti di senso o fisici. Ecco perché dico sempre che non so disegnare, è la verità.

A proposito del Vocabolario Sentimentale, da dov’è nata l’idea di unire il mondo della grafica con quello della scrittura?

Non mi sono mai bastate le parole ma non sono mai riuscita a dar loro la giusta importanza. Spesso mi sono state negate e non mi sono data pace. Il Vocabolario Sentimentale nasce come un gioco ma si è rivelato cura per un dolore che mi portavo dietro da molti anni.
Giocare è importante, lo facciamo da quando siamo piccoli e ci viene spontaneo, naturale, semplice. Giocare con le parole mi ha dato una mano a conoscere la mancanza, la tristezza, la speranza, il coraggio e l’amore. Per quel poco che posso. Ventisei anni non sono niente e non basta una vita per poter dire davvero di conoscere queste emozioni.
L’illustrazione carica di senso queste nuove parole che mi sono e ci siamo inventati. Tutto nasce da una mancanza di parola e di espressione d’amore. Nasce anche per cercare di capire più a fondo noi stessi e le altre persone. Almeno per me è così.
Quando la casa editrice Giunti ha preso a cuore questo progetto non avrei mai immaginato che avrebbe dato spazio non solo al disegno ma anche alla scrittura. Mi è sempre piaciuto scrivere ma mi sono sempre sentita impaurita nel farlo. È una responsabilità mettere insieme delle parole e come sempre io forse non mi sento totalmente in grado. Ma sai che c’è? Questa mia paura mi fa rimanere salda a terra. Sono felice di provarla. Il libro uscirà presto e non vedo l’ora di sapere se questo esperimento riuscirà! Sono davvero molto affezionata. Se ci pensi tutto cambia da una mancanza di parola o da un eccesso di essa.

Quali sono le parole del tuo Vocabolario Sentimentale a cui sei più affezionata?

“Momentarsi”: prendersi un momento per sé davanti a un quadro, davanti a un paesaggio o davanti a una persona. È diventata una sana abitudine. Mi godo il momento presente carico di magia. È una parola che è nata dall’amicizia con un’anima splendida, la mia ex coinquilina di Verona, Marta. Me la ripeto per stare tranquilla quando ho le mie ansie quotidiane.

Momusso Occhiali Rosa

Abbiamo visto che sei molto attiva sui social! Che rapporto hai con le persone che ti seguono?

Quanto mi piace Instagram! Si è creato un bel circuito e ne sono felice. Sono molto spontanea e a tratti forse risulto anche molto fragile. Ma diamine, io sono anche questo. Cerco di rispondere a tutti e di cogliere la singolarità della persona che mi scrive. Sono incredula quando le persone si fidano di me a tal punto da raccontarmi pezzi della loro vita dolorosi o di condividere con me gioie rarissime. Sono grata per tutta questa energia meravigliosa che si è creata. Cercherò sempre di essere attenta e di creare un posto accogliente e sicuro sul mio profilo.

Sappiamo che ascolti musica giorno e notte, ti ispira nella realizzazione delle tue illustrazioni? Qual è la playlist del momento?

Mentre sto rispondendo alle tue domande, sto ascoltando musica ovviamente. Riesce a dar ritmo alle parole, ai pensieri e alle immagini che ricordo o che ancora non si sono manifestate. Quando disegno è il mezzo che mi permette di andare altrove, di accedere con dolcezza a tutte le mie emozioni. Senza giudizi e pregiudizi. Mi coccolo spesso e la musica riesce a dare un senso ai mie tratti.

Indossi degli occhiali rosa e come vedi il mondo?

Stupendo. Le persone non hanno paura di esprimersi, si fidano l’una dell’altra. C’è una forte empatia e la gente per strada si sorride. Da quello che vedo ogni persona ha la sua giusta importanza e ha quello che si merita davvero. La città è colma di persone di gente proveniente dal mondo intero, che bello. Così riesco a conoscere anche posti che forse per mia sfortuna non vedrò mai. Mi sento a casa in giro per strada e le persone sono i miei vicini. Posso non toglierli mai più?

Cosa bolle nella pentola dei tuoi progetti futuri?

Sono sincera, per ora voglio pensare a costruire bene quello che ho. Lavoro, affetti, progetti che vedranno la luce a breve. Se non metto ordine e attenzione poi non avrò terreno fertile per il futuro. Chissà, statemi vicino che forse succederanno altre cose.

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