Tirami su – Poesie di un ragazzo strano

Tirami su – Poesie di un ragazzo strano

Questo è davvero troppo, non posso farlo. Magari dopo tanti sacrifici arriverò su quella gigantesca isola ghiacciata e l’unica cosa che riuscirò a fare sarà fumarmi una sigaretta al freddo.
Che poi si sa, le sigarette al freddo sono sempre le migliori. Perché anche le peggiori, se fumate al freddo, con il trascorrere del tempo, si trasformano in migliori. O meglio, ti insegnano qualcosa.
Credo sia necessario, fumare a vent’anni intendo, si perdono troppe cose. Forse è solamente un modo per dire “ehi, guardami! Sono seduto con i capelli scompigliati e sto fumando una sigaretta, ho una storia da raccontarti. La vuoi sentire?”
Ne sono consapevole, è una stupida teoria autodistruttiva e priva di senso ma che ci crediate o meno, qualche giorno fa, una persona mi ha risposto “raccontami, ti ascolto.”
Non ho dovuto nemmeno parlare poi così tanto, le piaceva ascoltare anche i miei silenzi.

Tirami su

 Aveva una bella espressione
sicuramente non triste
chiudeva gli occhi quasi a volersi proteggere
nascondersi
quando lei era la prima a spiarmi
Portava un paio di scarpe anni settanta
tutte sporche in punta
la stringa le cadeva a lato
ma lei era troppo immersa nel suo mondo
fatto di stringhe pendenti colori secondari e casualità
Un maglioncino che tirava fino a strappare ogni singolo filamento
stringeva una tazza di caffè fumante
le ginocchia al petto
e due cucchiaini nel lavandino

Rideva da sola ogni tanto
poi si fermava
poi riprendeva
cosa ridi?
lei continuava
ridevo anche io
C’è quella mostra sai?
quella in cui tutto è incasinato?
sì, come fai a saperlo?
te l’ho letto negli occhi
andiamo?
andiamo
aspetta, prima devo ballare

Poesie ragazzo strano Comò Mag.

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