The Place: il peso dei desideri

The Place: il peso dei desideri

Siamo tutti buoni, finché non ci viene data l’occasione per essere cattivi. Cattivi sì, ma per una giusta causa, sempre che ne esista una. La domanda fondamentale è: se un tuo caro fosse affetto da un male incurabile fino a quanto ti spingeresti per salvarlo?

The Place Paolo Genovese

Se ti dicessero che in un piccolo bar della periferia romana siede tutto il giorno un uomo (Valerio Mastandrea), capace di risolvere tutti i tuoi problemi in cambio di una missione. Egli è il minimo comune multiplo di nove storie, che inevitabilmente finiscono per incrociarsi, nove categorie di dolore, nove vite perse nella paura. Così troviamo Gigi (Vinicio Marchioni) che vuole salvare suo figlio dal cancro, suor Chiara (Alba Caterina Rohrwacher) che vuole ritrovare la fede, Fulvio (Alessandro Borghi) che invece vorrebbe di riottenere l’uso della vista o Odoacre (Rocco Papaleo) che vuole semplicemente passare una notte di fuoco con una modella. Ad ogni richiesta corrisponde un compito, più o meno difficile, che viene pescato dall’agenda che l’uomo tiene sempre con sé. Così alla signora Marcella, che desidera solo salvare il marito dalla morsa dell’Alzheimer, viene ordinato di fabbricare una bomba letale, invece ad Azzurra spetta il compito di far lasciare una coppia se vuole che il marito torni da lei.

The Place Paolo Genovese

La particolarità di queste prove è che nessuno viene obbligato ad agire. Nessun vincolo, nessuna scadenza. Si può sempre ritornare sui propri passi e recidere il contratto. Non si è costretti a fare del male, lo si sceglie.

-Perché’ chiedi cose così orrende?

-Perché’ c’è chi è disposto a farle.

Si potrebbe pensare che solo una presenza del male, tentatrice, sia capace di tale potere. Ma il signore seduto al tavolo non è il diavolo, o almeno non ci è mai dato saperlo, e nemmeno un demone. Per quanto possa sembrarci intrigante l’identità di questo personaggio non è importate, ciò che è veramente importante è quello che riesce a tirare fuori dalla parte più oscura delle persone.

-Ma lei crede in Dio?

-Diciamo che credo nei dettagli.

La bravura di Mastrandrea nel film è quella di parlare pochissimo, lasciando che siano i suoi stessi clienti a rilevarsi lentamente e ad aprire il proprio abisso, forse proprio per il fatto che ormai tra di loro non vi è alcun pudore, nessuna vergona verso il male. Eppure ciò che muove veramente queste persone è l’amore, tutto quello che loro fanno è mosso da esso. L’amore verso un figlio, verso il proprio marito, verso Dio oppure la ricerca di amore da parte degli altri.

Le storie dei protagonisti tendono ad intrecciarsi come una matassa confusa, il quale ordine sfugge anche all’uomo, che sembra lui stesso travolto da questi fatti. La sua stessa quiete sembra messa in crisi da Angela (Sabrina Ferilli), la cameriera del bar, che cerca di indagare sulla sua identità.

The Place Paolo Genovese

The Place è un riadattamento della serie tv nordamericana del 2010 The Booth at the End, della quale il regista italiano Paolo Genovese mette in scena la versione cinematografica. Il film fa parte della trilogia iniziata nel 2016 con Perfetti Sconosciuti, divenuto un vero proprio caso e premiato sia dal pubblico che dalla critica, che ha come leitmotiv la verità in tutte le sue sfaccettature.

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