The Revenant: solo contro tutti

The Revenant: solo contro tutti

Il 2016 si preannuncia essere un’ottima annata per l’industria cinematografica e il nuovo film di Alejandro González Iñárritu (premio Oscar per Birdman lo scorso anno), ne è sicuramente una prova.

The Revenant è l’adattamento cinematografico del libro del 2003 di Michael Punke e uscirà nelle sale italiane il 14 gennaio. La storia si ispira alla vita del cacciatore americano del XIX secolo Hugh Glass (Leonardo Di Caprio). Glass viene preso come guida da dei cacciatori di pelli, ma durante una spedizione viene brutalmente assalito da un’orsa che cerca di difendere i suoi cuccioli. Nonostante le gravi ferite Glass riesce ad abbattere l’orso e a restare in vita, sebbene le sue condizioni siano disperate. Il capitano della missione decide di lascialo con alcuni uomini, in modo da garantirgli, al momento dell’imminente morte, una degna sepoltura. Tuttavia verrà tradito dal compagno John Fitzgerald (Tom Hardy) e lasciato solo, ancora agonizzante, nella gelida foresta nord americana.

Incredibilmente Glass riesce a sopravvivere, animato dalla sete di vendetta inizia il suo tortuoso cammino attraverso le ostili terre vergini del Nuovo Mondo.

Il film si muove su tre linee narrative. La prima riguarda l’epica impresa di Glass attraverso le terre selvagge del nord-America, la seconda invece è il percorso compiuto dai compagni di viaggio. La terza invece è quella onirica, per tutto il film si susseguono i sogni e le visioni di Glass, che non si dimostrano dei semplici flashback. Questi ci trasportano nel mondo interiore del protagonista, dominato da oscure presenze e foschi presagi, aggiungendo una forte carica di mistero e misticismo ad un film che ha fatto la maestosità il suo leitmotiv.

Il paesaggio è un altro protagonista della pellicola. Iñárritu dona al pubblico una sinfonia visiva unica, che si articola tra i paesaggi primordiali e inviolati delle sterminate distese innevate, lasciando il pubblico senza fiato. Per creare un effetto visivo talmente suggestivo, il regista ha dovuto dare fondo a tutte le sue capacità. Infatti durante il film è stata usata solo la luce naturale e, come è facile intuire, questo ha creato non poche difficoltà alla troupe. Di fatto, le ore di luce che concedeva il nord del Canada erano davvero poche, inoltre bisognava sottrarre il tempo impiegato dal cast per gli spostamenti. Quindi se una scena sfortunatamente veniva male, bisogna aspettare al giorno successivo per rifarla.

Comò Mag. The Revenant

Di Caprio si conferma in questa pellicola come uno dei più grandi attori della sua generazione. Se già in passato aveva dato prova della della sua bravura, nei panni di Glass supera se stesso e porta la sua recitazione alla perfezione. Durante il film scava all’interno dei posti più bui dell’anima del suo personaggio, come pochi attori sono capaci di fare, regalandoci storia di un essere umano che ha deciso di non arrendersi davanti a niente, nemmeno davanti alla morte.

Sequenza dopo sequenza Di Caprio ci accompagna in un viaggio epico, dove la consapevolezza predominate è quella dell’essere completamente solo, sia contro la natura sia contro gli uomini.

Per questo ruolo ha dovuto provare il suo fisico come mai prima d’ora, egli stesso ha ammesso in un’intervista che questo è stato il ruolo più difficile da lui interpretato. Nel film non si risparmia in nessuna scena: dalle discese in gelidi fiumi rischiando l’ipotermia, fino al dover mangiare del fegato crudo di bisonte.

Per ora ha già intascato un Golden Globe, ma chi sa se quest’anno la giuria degli Oscar deciderà di ricordarsi di lui. Una cosa è certa, Di Caprio non ha bisogno di una statuetta per entrare nella leggenda.

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