Ieri ho rigiocato con la Wii dopo anni

Ieri ho rigiocato con la Wii dopo anni

In questo periodo sono un po’ annoiato e un po’ stanco – sarà l’anno nuovo che porta aspettative che non vogliamo deludere pur sapendo che probabilmente accadrà –, mi alzo la mattina e okay, faccio le mie solite cose ma mi sento un po’ vuoto, come se non avessi voglia di vivere – è una sensazione bruttissima che priva di ogni gioia qualunque cosa. Ieri pomeriggio, per esempio, ero talmente annoiato che pur di far qualcosa ho tirato fuori dal mobile sotto la televisione la mia vecchia Wii – dimenticata da quando ho traslocato circa due anni fa –, ho pensato perché no? e poi l’ho ricollegata alla tv.

Ora, io non sono mai stato un video-giocatore, però con la Wii ci giocavo spesso – si parla forse del 2009 o del 2010, anni che sembrano ancora vicini ma in realtà avevo tredici anni, facevo le medie e ora c’è un bambino delle elementari di distanza –, e quando ieri pomeriggio ho inserito Wii Sport Resort mi sono divertito come allora, e quegli anni così lontani sono tornati – mi ricordavo tutti i comandi, tutte le regole, come funzionava ogni modalità di gioco…


Io ho ventuno anni, per quale motivo mi sono divertito come un bambino? Probabilmente per nostalgia di quel tempo là quand’ero davvero un bambino e passavo il pomeriggio a giocare alla Wii dopo aver fatto i compiti – cavolo, i compiti, saranno secoli che non faccio più dei compiti – per nostalgia di quel periodo in cui non c’erano responsabilità o paura della vita adulta, paura del futuro – quando il futuro era giusto la sera, a cosa avrei mangiato per cena, a cosa avrei dovuto fare il giorno dopo per prendere quella maledetta stella in cima alla Galassia Eden Alveare quando giocavo a Mario Galaxy.

La Wii ha significato molto per noi che eravamo bambini o adolescenti in quei tempi in cui andava di “moda”, perché la Wii la usavano tutti, veri video-giocatori o meno; la Wii aggregava molto di più della Play o di un’altra console simile, perché si giocava in prima persona – a Mario Kart dovevi guidare davvero, a tennis dovevi usare il telecomando come una vera racchetta e in generale dovevi muoverti molto –, e giocare in prima persona era molto più divertente che sedersi sul divano con un joystick. La Wii ha segnato ogni nostro pomeriggio di gruppo molto chiassoso, più leggero e anche scanzonato – ma ve la ricordate L’Isola dei dadi?!; e quel gioco di affinità di coppia?; e la modalità Spada a spada tutti-contro-di-te quanto ci faceva sentire i protagonisti di uno di quei film epici che avevamo sempre visto in tv ma che ora potevamo vivere come protagonisti? –, e io mi ricordo gruppi-studio nei primi anni di liceo che diventano quasi subito partite all’ultimo sangue a Just Dance o a Mario Bros – o rivedo come se fosse ieri la gente che si portava i telecomandi da casa quando andava alle feste.

Sto “invecchiando” e sto diventando “adulto”, ma un giorno ricorderò la mia infanzia e la mia adolescenza con un po’ di nostalgia perché come canta Vecchioni gli anni sono solo dei momenti, e – che sia rigiocando alla Wii o riesumando gli scatoloni di fotografie quando ancora si sviluppavano – quel giorno avrò voglia di tornare bambino non tanto per immalinconirmi, quanto per sorridere – dopotutto, la nostalgia non è mai per cose brutte; è un sentimento triste, sì, ma è una tristezza bella. Quando ieri pomeriggio ho rigiocato a bowling come se l’ultima partita l’avessi fatta poco tempo fa, per un quarto d’ora sono tornato il dodicenne che faceva strike ad ogni colpo e festeggiava saltando in mezzo al salotto come un idiota, e il me di ieri e il me di allora sono diventati la stessa persona; e anche se non è molto – anche se poi ho staccato la spina e rimesso la Wii sul fondo del mobile da cui l’avevo tirata fuori –, per un pomeriggio ho dimenticato la noia, l’abbattimento e lo scorrere del tempo, e sono stato felice.

wii dopo anni Comò mag

Leave a Comment