Bellezza divina a Palazzo Strozzi

In una Firenze fredda avvolta dal vento che punge la bellezza non viene fatta volare via e Palazzo Strozzi è lì davanti a noi, con il suo cortile interno e le scale ripide, un po’ come quelle di un Purgatorio dantesco per il Paradiso: si parla di “Bellezza divina”.

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Questo il titolo della mostra promossa dall’Arcidiocesi di Firenze che riflette il rapporto con il sacro attraverso lo sguardo di pittori e scultori del XIX e XX secolo. Sulle pareti blu le opere di Segantini, Casorati, Previati, Guttuso, Fontana, Munch, Picasso, Van Gogh, Ernst, Chagall, gli occhi del mondo intero colgono un momento dedicato alla religione, chi si lascia ispirare dall’esempio delle vita di Cristo, chi dalla materna e femminile Maria, come Edward Munch, e chi, invece, vede la religione nel suo lato più terreno è più vicino agli occhi dello spettatore: la preghiera, magistralmente esemplificata dall’Angelus di François Millet, prestito del Muséed’ Orsay di Parigi, che accompagna lo spettatore all’uscita arricchendolo di speranza.

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Sono più di cento le opere esposte nelle sale di Palazzo Strozzi, gli autori celeberrimi stanno a fianco di artisti oggi meno noti, pittori dichiaratamente cristiani sono esposti al fianco di colleghi dichiaratamente atei, come Van Gogh che nella Pietà, prestito dei Musei Vaticani, ritrae Gesù come un giovane se stesso. Bellezza divina espone la Crocifissione bianca di Chagall, proveniente dall’Art Institute di Chicago, quadro preferito di Papa Francesco è che denuncia l’Olocausto mentre in lontananza suona un violino, nella stessa sala accanto ai toni chiari e onirici la cruda Crocifissione di Guttuso, che nasconde il volto di Cristo con il corpo di uno dei ladroni.

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Divino, religioso e rapporto umano con Dio attraverso due secoli di storia dell’arte permettono di costruirsi un’opinione più consapevole di un tema universale come questo, da sempre presente nella storia artistica di tutto il mondo.

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