Buon compleanno Comò Mag.!

Ebbene sì, sembrava soltanto poche settimane fa quel pomeriggio a casa di Nicolò dove il Comò ha preso forma con i suoi primi cassetti, invece, è passato un anno. Il 19 gennaio 2015 nasceva il nostro magazine che oggi soffia la sua prima candelina sulla torta fatta di fuffa, musica, disegnini e consigli semi seri per affrontare la vita, chissà che desiderio esprimerà.
Noi, intanto, sabato scorso abbiamo festeggiato cenando con i nostri collaboratori nella stessa casa dove è nata questa piccola realtà, avrete notato le foto sui social con i nostri bei faccioni in primo piano.

Comò

In quella serata chiacchierando come se ci conoscessimo da sempre il flash nella mente: martedì è il compleanno del Comò e al martedì tocca a me pubblicare: onere ed onore, ça va sans dire.

In quella serata, a metà tra terapia di gruppo e revival di ricordi datati ’80 e ’90, ho sperimentato, e credo insieme a me tutti gli altri presenti, un nuovo significato di condivisione.

Comò

Una parola social, “condividi il post”, ma prima di tutto sociale “dividere insieme”. Le ho scritte volutamente in quest’ordine perché alla famiglia del Comò è capitato di nascere così, il primo annuncio “A.A.A. cercasi collaboratori” e poi le prime mail, inaspettate, un po’ come quando Babbo Natale risponde alla tua letterina raccomandandoti di comportarti bene se vuoi ricevere quello che hai chiesto. Abbiamo stabilito un rapporto con ognuno di loro, gruppi su Facebook, letture degli articoli altrui, conoscenza delle passioni e degli interessi che, forse, prendendo un caffè a tavolino non sarebbero venuti fuori con una tale forza e con l’espressività della scelta di lessico. Forse era quello che provavano i nostri nonni da giovani, innamorati lontani che invece di whatsapp e aspettare nervosamente la doppia spunta blu, sospiravano il nome dell’amata e rileggendo le frasi la vedevano proprio lì davanti a loro. Bello crederlo, no?
Eppure io tutte queste persone me le ero immaginate sul serio: al cinema, a visitare un museo appena aperto, sul divano di casa, ad un concerto di qualche rock star, ad affidare la propria storia alle pagine di un libro, a cantare sotto la doccia o a disegnare alla loro scrivania. E poi vederle dal vivo, parlarci, sentire la voce dopo aver letto le loro parole e sentirsi parte di un gruppo nato da una rete invisibile, il web, che ci lega tutti.

Eh già, perchè leggere una lettera di carta o un pensiero affidato ad un blog è sempre entrare in punta di piedi nel pensiero di qualcuno, ascoltarlo leggendolo e poi decidere se si è d’accordo, riconoscersi e magari pensare “ma anche a me è capitato un sacco di volte!”

Sabato il caffè al nostro lungo tavolo di legno l’abbiamo preso in nove e speriamo di poterlo prendere in molti di più al prossimo appuntamento magari dopo un bel pranzo domenicale, come si fa nelle famiglie vere, allargate o nate da una mail.

Grazie di condividere il vostro tempo e la vostra voce con noi.

Buon compleanno Comò Mag.!

Comò

 

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