Cara Moody, soffro di ansia da prestazione!

Ogni problema ha la sua soluzione e se non sei in grado di trovarla da solo puoi sempre farti ispirare dalla tua partner in crime senza volto: Moody Jules! Oggi Moody risponde a palloncinovicinoaduncactus e alla sua ansia da prestazione: riuscirà ad evitare che scoppi?

La lettera

Pungente e saggia Moody,
il mio problema si chiama: ansia da prestazione!

Non parlerò di quella più conosciuta che si percepisce sotto le lenzuola ma dell’ansia da prestazione di “riuscire nella vita”. Ho grandi aspettative su me stessa e mi ammazzo di fatica per conseguire titoli, scalare posizioni a lavoro ma nonostante gli esiti positivi la paura di non farcela non se va, mi rimane attaccata più dell’attack! Faccio davvero fatica a godermi i successi perché appena raggiungo un obiettivo penso subito al prossimo. Questa vita mi soddisfa ma nello stesso momento mi soffoca!
Come ne esco?

Sempre tua,
palloncinovicinoaduncactus

La risposta di Moody

Mia tenera palloncinovicinoaduncactus,
questo tipo di ansia, ‘da prestazione’ come tu stessa la definisci, credo che abbia in realtà un’identità più complessa. Ora, trovare una definizione sintetica è complicato, ma in fondo potrebbe essere proprio questa la difficoltà vera: non avere una categoria. Un cassetto, dove a un certo punto possiamo riporre con cura i nostri vent’anni ruggenti per iniziare la scalata dei trenta, che a sentire come ne parlano sembra un patibolo. Ma poi, lo è? Non credo.

Guardiamoci bene. Siamo una generazione che ha tutte le potenzialità e la voglia di mangiare il mondo a morsi – anche e soprattutto a trent’anni – e invece ci è andato di traverso già il primo boccone. Paghiamo affitti di case che non saranno mai nostre e abbiamo posti di lavoro con le puntine sulla sedia, si sa mai che ci abituassimo. Un po’ ci piace, profuma d’avventura. Ben venga se la monogamia è una persona per volta e non per la vita, ci sentiamo più nostri così. Ma poi ci voltiamo, verso coloro da cui dovremmo imparare a stare al mondo, e sembra che tutti i cassetti della loro vita si siano sistemati e chiusi in uno schiocco di dita. Forse non sono nemmeno stati loro, a rassettare, hanno dovuto solo aspettare che qualcuno lo facesse. E noi, che nel nostro piccolo e caotico mondo ci sentiamo degli eroi – grazie anche a una narrazione sociale esagerata, io ritengo – perdiamo la bussola.

Svolazziamo così, cercando di evitare gli ostacoli e non farci troppo male. Cercando di schivare i cactus. Ma ti dirò una cosa: ogni generazione ha i suoi, di cactus. Quindi in definitiva, quando senti che non ci campani più un cazzo, porta tutto ai minimi termini. Io sono qui, ora. E sto facendo questo, adesso. Voglio farlo bene e voglio essere felice. Punto.

Un saluto – e occhio ai cactus,
Moodu Jules

1000 Moody per essere felice ansia da prestazione

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Partecipare è semplice, c’è sono solo una regola molto importante: l’anonimato creativo.

Anonimato perché non pubblicheremo nomi, cognomi e informazioni riconducibili a te, creativo perché Moody desidera che tu dia sfogo alla tua mente creando un nome di fantasia che ti descriva in grande libertà.

Scrivi i tuoi problemi a moody@comomag.it, Facebook Messanger o in Direct su Instagram al profilo di Comò Mag.

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