Cara Moody, sto meglio nella vita degli altri che nella mia

Dubbi, amori inquieti, lavori noiosi, relazioni strane, brutta gente: se anche tu hai qualche questione irrisolta, la soluzione è Moody Jules e la sua posta dei sentimenti e dei tormenti.
Oggi Moody risponde a Nonna Salice, una ragazza dalle passioni retrò tutta consigli e aria da saggia: ma sarà davvero così?

La lettera

Cara Moody,
mi presento, sono Nonna Salice. Come in Pocahontas. Dicono che io sia brava a dare consigli, ad ascoltare, se sono ispirata capita mi chiamino addirittura saggia. Anche l’aria della nonna ho, grazie a esuberanti passioni come lavorare a maglia e cucinare con il mattarello.

Dicono che io sia brava a dare consigli ma la verità è che sto meglio nella vita degli altri che nella mia. Credo che non sarò mai abbastanza intelligente per riuscire nei miei esami, mai abbastanza brillante per fare bene il mio lavoro, mai abbastanza bella e interessante per piacere di nuovo a qualcuno. Una botta d’allegria, insomma. Allora lo chiedo a te, cosa devo fare?

La risposta di Moody

Cara Nonna Salice,
ti dirò che finora la tua lettera è quella a cui mi sento più vicina. A partire dalla mia perversione gustativa per le caramelle Pomo, che fa molto ultrasessantenne, oltre alla soddisfazione estrema nel dire ‘oppalà’ quasi sempre quando mi alzo o mi siedo.

Probabilmente sei una di quelle persone che vengono considerate sagge anche di fronte alle più minuscole questioni. Come quando ci tieni a prendere la parola ricordando che no, se uno non ti risponde a un messaggio non è una sorta di tattica passivo-aggressiva per dimostrare la sua attrazione, ma semplicemente non gliene batte niente. O ancora, quando nemmeno ritieni necessario commentare le trasmissioni della D’Urso, perché sarebbe un insulto al tuo stesso senso critico. Di nuovo, banalmente, quando riesci ad aprire un barattolo di marmellata senza rischiare di slogarti un polso. Insomma, potrei tirare fuori mille situazioni in cui chi ti conosce inizia a guardarti con due stelline al posto degli occhi. Una sorta di ‘oddio vorrei essere come te ma non penso di esserne degno’. Mi auguro, però, che il tuo sguardo di rimando non sia colmo di vanesia carità, un incrocio tra Madre Teresa di Calcutta e Rihanna.

Perché lascia che te lo dica, sentirsi utili è una cosa, sentirsi inarrivabili è un’altra. Per inciso: è una grandissima cazzata. Faccio questa precisazione visto che, cito testualmente, “dicono che” tu sia saggia. Ma tu, ti senti saggia? Dici di vivere le vite degli altri, quand’è che la tua ha iniziato a essere noiosa?

Mentre le gesta altrui ti passano davanti agli occhi, come un documentario generazionale malinconico e iconico, penso che sia il caso di concedersi qualche scivolone. Per capirci e andare sul pratico, la prossima volta che qualcuno ti chiede un consiglio, prova a dire solo: “Non lo so”. Punto, così, d’emblée. Meglio ancora se preceduto da un respirone riflessivo, poi ti volti e spari la bomba. Anche se sai cosa dire, anzi soprattutto se lo sai e mi raccomando, non condire il tutto con frasi di circostanza, porte e portoni o papa che muoiono e poi si rifanno, perché l’umanità ha già i suoi problemi. Tu dì solo che non lo sai.

Potrebbe essere un piccolo passo – anche un po’ schizofrenico, lo ammetto – per arrivare piano piano al benessere personale di non doversi sentire per forza superiori agli altri. Oltre a quello sociale di non mandare avanti una regia miope e magari non richiesta, lasciando le tue considerazioni intelligenti – perché sono sicura che lo siano – alle conversazioni che realmente ti interessano.

Con tutta la mia comprensione,
Moody Jules

Nonna Salice 1000 Moody per essere felice

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