Caro lockdown, mi manchi.

Lockdown 2020 Covid-19 Comò Mag.

Caro lockdown,
mi manchi.

Mi mancano i sogni lunghi come una serie di Netflix, articolati in una narrazione da rincorrere al risveglio per prolungare l’ennesima notte, arricchita dalla varietà dell’attività onirica.

Mi manca non circondarmi del silenzio irreale che ferma il tempo, isolandomi dalle chiacchiere da bar ora che rimpiangiamo anche i discorsi sul meteo.

Mi manca l’autorizzazione allo stare in casa anche se fuori c’è il sole, a sentirsi malinconica anche senza la nebbia e il cielo grigio.

Mi manca lo stringere la mia famiglia senza paura, senza che nemmeno un anfratto del cervello mi metta in allarme: “… quando ti sei abbassata la mascherina per bere quel caffè al chiuso…”.

Mi manca immaginare l’aria pulita di un mondo senza auto a benzina, dove anche gli animali si riprendono spazi sottratti alle città o all’industria.

Lockdown 2020 persone alla finestra Comò Mag.

Mi manca il sentirmi viva mentre appunto qualche pensiero su un foglio e avvertire l’armonia tra mente e corpo.

Qualche volta mi manca persino la felpa con il cappuccio: nascondiglio per le forme di un corpo che quando si mostra deve essere perfetto, “tranquilla, tutti sono ingrassati in questo periodo…”.

Mi manca ascoltare quei pensieri che nella routine quotidiana non trovano un posto consono, anche se tristi o spacca cuore.

Adesso ci siamo riappropriati della nostra routine casa – lavoro – lavoro – casa, non delle passioni e degli sfoghi autentici, soffocati dal timore dell’altro. Eppure quando abbassiamo la guardia – giusto il tempo di un abbraccio – non ce ne pentiamo, nonostante uno slancio di tenerezza assomigli sempre più ad una droga da borghesi.

Mancano le cose semplici.

Per non farci accartocciare il cuore teniamole vive dentro di noi, con tenacia, con motivazione.

Per resistere e poi (ri)nascere.

Dai cassetti vicini