Comò Mag. è un magazine online che vuole riunire le persone in un salotto accogliente, fonte di ispirazione per la vita di tutti i giorni. È anche una cassettiera virtuale che custodisce al suo interno una community di giovani creativi nell’ambito della scrittura, dell’illustrazione, della grafica e dell’arte.

Nei cassetti di Comò Mag. si nascondono idee e progetti che, proprio come i cimeli delle nonne, vengono conservati, rispolverati e condivisi con i lettori.

Era il 2015 quando Carlotta Scalabrini, Nicolò Davoli e Chiara Tonelli, seduti in salotto, hanno deciso, un po’ per gioco, di dare vita a un blog in cui pubblicare articoli che rispecchiassero le loro passioni e i loro interessi.

Ma, con il tempo, il diletto è diventato un lavoro e Comò Mag. si è trasformato in una rivista online che ha portato i suoi tre fondatori a viaggiare per l’Italia, a incontrare i creativi che animano il Bel Paese e a stringere collaborazioni con nuovi autori, illustratori e artisti.

Chi Siamo - Foto di Carlotta Scalabrini

Carlotta Scalabrini

Ciao a tutti, sono Carlotta Scalabrini. Illustratrice di cose buffe, ricercatrice di rimedi naturali su Google e collezionista di cose inutili. Sempre indecisa su cosa fare, leggere, guardare, ascoltare, alla fine la scelta cade su… dormire! Aspirante monaca zen con sindrome ossessivo-compulsiva.

Chi Siamo - Foto di Nicolò Davoli

Nicolò Davoli

Ciao, sono Nicolò Davoli. Monto video, animo grafiche e invento cose che poi non realizzo. Amo il cinema, la televisione, i video musicali, gli attori non protagonisti e le persone buone. Alterno riflessioni ad alta voce a dubbi interni. Ironico, malinconico, portatore sano di ansia con scheletri nell’armadio pubblicati su YouTube.

Chiara Tonelli

Ciao a tutti, sono Chiara Tonelli. Laureata in Italianistica (la specialistica di Lettere moderne, nel caso ve lo foste chiesto). Innamorata di letteratura e di arte. Adoro girare per mostre e imparare cose nuove. Aspirante fotografa con tendenze igers. Avrei voluto recitare il ruolo di Meryl Streep ne Il diavolo veste Prada. Non sopporto le persone maleducate, l’insalata verde e le calze color carne.