Come tra pavoni e dipinti tutto il resto non conta più

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Nella campagna parmense, più precisamente a Mamiano di Traversetolo, si trova un luogo incantato, fermo nel tempo, immerso in un verde popolato da pavoni liberi di fare la ruota che sempre ipnotizza i passanti. Sto parlando della villa dei capolavori, la Fondazione Magnani Rocca che con un nome così altisonante non delude mai le aspettative.

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Tra le prime nebbie leggere di ottobre la nostra prima tappa è stato il magnifico giardino costellato di alberi e panchine il legno, che tanto ricordano i giardini segreti dell’omonimo romanzo e della casa di Notting Hil dove Julia Roberts e Hugh Grant entrano di nascosto. La leggera luce del sole avvolge le siepi, la villa, i tavolini del bar e chi si avvicina a questa dimora, arte pura.

Il motivo della nostra visita aveva un nome e un cognome: Giacomo Balla, artista futurista. L’esposizione è piacevole e ripercorre l’intera carriera dell’artista suddividendola nei punti del manifesto Ricostruzione Futurista dell’Universo del 1915 steso dallo stesso Balla e da Fortunato Depero. In occasione del centenario del manifesto sono esposte opere che ripercorrono tutta la sua attività lavorativa dalle origini figurative fino alle mature espressioni futuriste.

Punti focali della mostra “Giacomo Balla astrattista futurista” sono Fontana che piange, una veduta di Villa Borghese prestato dalla Banca d’Italia e mai esposta prima, associata con altri paesaggi al punto programmatico ASTRATTO.

Balla fontana

Affascinante la figura femminile vista con gli occhi del futurista, Il Dubbio è il ritratto che più calamita lo sguardo dello spettatore con la la sua incredibile luce, contrapposta all’ombra nera sul corpo della donna che si fonde con il medesimo colore dell’abito.

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Si rimane ironicamente colpiti una volta che si arriva alla voce AUTONOMO dove testimonianze scritte e autoritratti provocatori servono da presentazione di Balla uomo e artista, il nostro preferito, anche per il geniale titolo Autocaffè. 

Balla autoritratto

Da qui in poi le figurazioni lasciano spazio alle astrazioni trasformando i colori in distese e geometriche forme coloratissime luminosissime trasparentissime, ed ecco che Balla diventa il futurista che conosciamo, ma mai dimenticando la lezione che accoglie i visitatori nella prima sala dell’esposizione: ” La semplicità è la base della bellezza“.

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Dimentiche delle ore scorse in questa villa di campagna ci accorgiamo che l’orario di chiusura è prossimo, ripercorriamo a ritroso le sale visitate per imprimere nella memoria i dipinti che più ci hanno impressionato e ormai nel buio della sera salutiamo parco e pavoni.

Si torna alla realtà.

 

 

Futurismo balla

 

Dal 12 settembre all’8 dicembre 2015.
Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).

ORARI
Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18). Lunedì chiuso, aperto lunedì 7 dicembre. Aperto anche tutti i festivi. Ingresso: € 9,00 valido anche per le raccolte permanenti – € 5,00 per le scuole.

 

 

 

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