Cornuta e contenta? Si, ma solo se sei Beyoncé

Beyoncé

“I was served lemons, but I made lemonade” dice la nonna di Jay Z al suo 90esimo compleanno e lo stesso motto è il fil rouge del sesto discussissimo album di Beyoncé intitolato appunto Lemonade, di cui io parlo solo adesso perché sto cercando di condurre una vita ai limiti della santità tra studio, lavoro, palestra pre-prova-costume e relazioni sociali.

Beyoncé

In realtà è più di un album tradizionale: un’ora di film dove si alternano canzoni e poesie enigmatiche con i titoli di coda che durano circa un quarto d’ora, il che è giustificato dal fatto che solo coloro che si sono diligentemente impiegati come location manager – ammesso che questa professione esista davvero – sono tipo una decina. Ma quello che ha fatto più parlare di quest’opera mastodontica che mi sono sparata dall’inizio alla fine dopo una lunga giornata di lavoro non è la bellezza di musica e immagini ma la rivelazione, su cui qualche mala lingua già nutriva sospetti da tempo, dei tradimenti subiti dalla diva da parte del marito. Ed ecco che si levano al cielo i cori da stadio: “Una di noi, Beyoncé una di noi!”

Beyoncé

Quel che però delude è che alla fine del film il buon Jay Z venga perdonato come se i precedenti 45 minuti di canzoni denigratorie e piene di minacce – tra cui vorrei ricordare un elegante verso tratto da Don’t hurt yourself  “YOU CAN WATCH MY FAT ASS TWIST BOY // AS I BOUNCE TO THE NEXT DICK BOY” – e scene di rabbia funestra dove la buona Bey spacca con una mazza da baseball le auto in giro per la città non contassero più niente.  Ecco infatti il fedifrago ricomparire nel video di Sandcastle, dove lei confessa “Although I promised that I couldn’t stay, every promise don’t work out that way”. Perché mai questo perdono repentino dopo spergiuri di lasciare il marito e tenersi la figliola? Perché tenersi un marito infedele quando potresti avere tutti gli uomini del mondo?

Beyoncé

C’è chi pensa che sia stata tutta una questione di “business” come direbbe l’altra mia diva del cuore Tina Cipollari, ma per quanto io creda che nella vita non si è mai troppo ricchi, magri o abbronzati (segnare nel quaderno delle massime) non penso sia solo questione di soldi. I soldi li aveva già in abbondanza, così tanti da produrre un visual album dove sputtani apertamente tuo marito, spacchi cose e canti quanto sei indipendente & ricca. Tutto sicuramente catartico e molto utile per superare il trauma-corna. Quindi dimostrato che i soldi hanno fatto la loro parte nel rendere Yoncé cornuta & contenta. Aggiungici un ego che non si fa abbattere nemmeno dai droni che Trump scaglierebbe in medio oriente e il dettaglio di essere una delle donne più popolari del mondo e il gioco è fatto. Ciliegina sulla torta, lasciare al mondo il beneficio del dubbio su un presunto flirt con Obama come sottile vendetta verso i tradimenti del marito e siamo 1-1 palla al centro.

La coppia più invidiata degli Stati Uniti può continuare a vivere serena.

Beyoncé

 

Le gif sono di Trash Italiano e Giphy

Lascia un commento