Cosa leggo quest’estate?

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Cari comodini,

manca poco alla chiusura degli uffici, spero per la maggior parte di voi, l’estate diventa sempre più calda e la meta delle vacanze sempre più vicina. Abbiamo tracciato una “X” nera su ogni giorno del calendario che ci separava dall’ozio e ora che l’attesa di questo piacere sta per concretizzarsi ho deciso di consigliare qualche lettura a coloro che intendono posizionarsi sotto l’ombrellone o sotto la fronda di un albero dedicandosi ad una piacevole attività che purtroppo durante l’anno viene sacrificata a scapito del frenetico susseguirsi di impegni e delle poche ore di luce.
L’essere legata all’ambiente delle lettere per formazione e vocazione professionale fa sì che, soprattutto in questo periodo dell’anno, mi sia richiesto spesso un consiglio di lettura, così ho deciso di stilare questa breve lista qui sul Comò per far sì che questi titoli girino e portino più gioia possibile. Con quest’ultima frase da “predicatore letterario” meglio che inizi a sciorinare consigli…

Memorie di una geisha di Arthur Golden, edizioni TEA, 1997

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È l’autobiografia di una delle geishe più celebri del Giappone ambientata a Kyoto negli anni che precedono il secondo conflitto mondiale. La piccola Chiyo narra in prima persona l’abbandono del suo villaggio e quello della sua famiglia, l’ardua educazione da apprendista geisha fino alla trasformazione nel fiore che tutto il Giappone vorrà cogliere: Sayuri. Il lettore viene coinvolto nei meccanismi di un mondo scomparso, soffre e gioisce accanto a questa splendida creatura dagli occhi color delle nubi cariche di pioggia. Sayuri verrà attorniata da amici e conoscenti, non sarà facile riconoscere chi ha davvero a cuore la sua felicità…

 

L’eleganza del riccio di Muriel Barbery, edizioni e/o, 2007

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Parigi, un elegante condominio di rue de Grenelle. Al pianoterra abita Reneé, la portinaia che al primo sguardo rispetta il cliché appartenente al suo status: una cinquantenne con la televisione sempre accesa, abiti e acconciatura sciatti, carattere scontroso e come unico hobby la cucina di cibi dozzinali. Come il riccio mostra solamente gli aculei e non lo strato di morbida pelle, così è la protagonista del romanzo, in realtà colta, curiosa e attenta osservatrice della realtà che la circonda, analizzandola con sguardi attenti e spesso cinici. Al contempo si sviluppa parallelamente la vicenda di Paloma, giovanissima inquilina del palazzo, decisa a suicidarsi il giorno del suo 13simo compleanno perché convinta di non volere asservirsi ai meccanismi di vita degli adulti, che mai sembrano rispettare la moralità e soprattutto i sogni di gioventù. Nei giorni che la separano al lieto o tragico (dipende dai punti di vista) evento tiene un diario in cui annota i “Movimenti del mondo” cercando di trovare dei barlumi di speranza per farla desistere dal suo proposito. Tutto scorre nelle quiete della noiosa quotidianità di rue de Grenelle, condomini che non si sopportano, cani che bisticciano, figli viziati che mancano di rispetto a chi non è della loro condizione, fino a che arriva dal Giappone un nuovo inquilino: Kakuro Ozu. Questo signore discreto, elegante e molto cordiale scardinerà gli equilibri del palazzo facendo incontrare anche due anime simili come Paloma e Madame Michel con risultati inaspettati…

 

Gli sdraiati di Michele Serra, edizioni Feltrinelli, 2013

Mi sono sentita in obbligo di leggere questo racconto di Serra. La voce narrante è il padre del ragazzo, coprotagonista del racconto, che analizza con minuziosa attenzione la vita vuota e a tratti irresponsabile del figlio adolescente. La categoria allargata dei cosiddetti “giovani” viene bersagliata dal padre stupito e afflitto dai comportamenti della categoria. Nonostante ciò il racconto in forma di lettera aperta e diario fa emergere la speranza che nella testa del giovane, di cui non sappiamo il nome, un lume di ragione ci sia e questo padre, che a volte sembra avere perduto ogni speranza, crede che le sorti del mondo un giorno possano essere invertite: i “giovani” prenderanno responsabilmente il posto dei “vecchi”. C’è il ritratto di una generazione molto riconoscibile che cammina sui marciapiedi delle nostre città o a volte si arena sui divani dei nostri appartamenti. Amaro, provocatorio ma senza perdere lucidità scadendo in qualunquismi Serra parla di tutti noi perché l’età non è una sola questione di carte d’identità.

Per oggi vi lascio questi tre titoli, altri ne arriveranno nelle prossime settimane, intanto prendete in prestito dalla biblioteca o dallo scaffale di casa il libro o i libri scelti, riponeteli in valigia. Chi vuole iniziare subito si metta comodo e mentre inizia a sfogliare perdendo il senso del tempo, sgranocchi qualcosa, rilassi le spalle e dimentichi i problemi per qualche ora.

Buona lettura,

Claire

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