Dieci cose che non sapete di IKEA.

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Per tutti rappresenta l’alternativa low cost per arredare casa, un marchio di altissima affidabilità, un icona dello stile homemade dove tutti sono architetti o designer, un posto dove passare il sabato pomeriggio e un momento fondante della coppia moderna, in pratica un incubo per mariti o morosi preoccupati a non deludere le volontà di spendere delle rispettive mogli o morose.

Ikea

Ma siete sicuri di sapere tutto sul conto di questo colosso dell’arredamento che sta rivoluzionando il mondo da anni chiamato IKEA ?

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Tutti conoscono il patrimonio multimilionario di Ingvar Kamprad, fondatore e proprietario, ma in pochi sanno è stato proprio un suo problema di dislessia a spingerlo a dare un nome proprio ad ogni prodotto: per lui risultava impossibile classificarli con sigle e numeri come ogni comune inventario. DISLLESVSVIKKØ.

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Secondo uno studio i nomi presenti sul catalogo IKEA per scatole e scaffali sono riferimenti a cittadine svedesi, mentre per letti, armadi e mobili da salotto i nomi evocano località norvegesi. Tavoli e sedie ricordano nomi finlandesi e i cuscini richiamano fiori e piante. Peccato per i danesi ai quali invece sono toccati zerbini, tappeti e perfino la tavoletta del cesso. SYMMPÅTYKO.

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IKEA è stata la prima azienda ad inserire una coppia gay in un suo spot commerciale, nel 1994, sfatando un tabu in anni difficili e proponendo una visione della società diversa, un prototipo di normalità. RYSJPPETTÖ.

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IKEA utilizza solo l’1% del legno messo in commercio a livello mondiale. I mobili sono infatti realizzati per lo più in truciolato. Un’azienda specializzata ad Hultsfred è l’unico fornitore, e si calcola che produca per il colosso svedese circa 30 milioni di sterline di segatura ogni giorno. EKÖLLOJIKØ.

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Tutti noi abbiam avuto per le mani almeno una volta il testo sacro: il catalogo IKEA. Questo accade per un semplice calcolo di probabilità, poichè ogni anno ne vengono prodotte ben 208 milioni di copie. Pensate che si è calcolato che dal 2012 a oggi la tiratura ha superato quella della Bibbia. BËST-SELLJËR.

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Ogni anno i negozi IKEA contano milioni di visitatori. Solo nel 2012, sono stati circa 600 milioni. Il prodotto più acquistato? La libreria Billy, della quale ne viene venduta una ogni 10 secondi in media. Con questi numeri è facile capire come il patrimonio di Ingvar ammonti a circa 3,7 miliardi di euro. Eppure a una cerimonia di gala in cui doveva ritirare un premio gli fu negato l’ingresso perché lo videro arrivare in autobus. MÖDDESTO.

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Solo in Inghilterra è stato calcolato che un decimo dell’arredamento acquistato proviene dall’IKEA. Sarà anche per questo che IKEA detiene il record di concepimenti sui suoi letti. Un bambino inglese su cinque deve la sua vita a materassi svedesi. ÄNTYKÅNKKENZIÖNNALL.

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Gli spazi vendita IKEA sono talmente grossi in certe parti del globo che è stata girata persino una web serie all’interno di uno di questi senza che nessuno se ne accorgesse o ne fosse al corrente. BREÅKYNNG-BJÅD.

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In Svezia c’è una legge che vieta di chiamare i neonati con il nome proprio IKEA. ILLEGGÄL.

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In un paese dove i ritmi di lavoro sono portati agli estremi schiacciare un pisolino diventa una questione di sopravvivenza. E così il popolo cinese si è abituato a “rubare” una pausa in ogni dove all’interno dei negozi IKEA presenti in Cina. Mentre in Olanda è vietato giocare a nascondino al suo interno perchè le opportunità di non esser trovati sono troppe a alcuni bambini son stati ritrovati dopo giorni. KVUESJTA-KÄSVA-NÖNN-YUND-ÄLBJERGØ.               images3

Ikea è e sarà sempre un ottima alternativa all’arredamento fai da te, con soluzioni semplici ma sempre ben inseribili negli ambienti domestici e non solo. La praticità del design scandinavo deriva dalle condizioni climatiche che, nei paesi del grande freddo, hanno influenzato la disposizione degli spazi interni, raggiungendo un perfetto equilibrio tra funzionalità e forma, minimalismo e consistenza materica, estetica e costi, sfruttando la natura come materia prima e l’essenzialità come matrice di valorizzazione.

Ora prendete queste informazioni, mettetele in tasca e andate al primo Ikea vicino casa, consapevoli però che andarci non è fare shopping, non sobbarca lo stress del traffico, del parcheggio e, soprattutto, delle persone, tanto per fare qualcosa. Andare all’Ikea è una guerra. E in guerra i bambini non ci devono andare. Quindi dategli un bel bacio e lasciatelo nella zona dove possono giocare, conoscersi e scambiarsi le malattie e andate a conquistarvi, se non son mobili, almeno le matitine o con un pacco di buonissimi biscotti intinti nel burro. KÖLLESVTËROLLØ.

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