Errori di sottovalutazione

Riempiamo la nostra testa di idee che spesso non corrispondono alla realtà. Viviamo di giudizi a caldo, impressioni lampo ed etichette appiccate di tutta fretta, che non sempre danno giustizia a chi abbiamo davanti (o, ancora peggio, a noi stessi).

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A volte, però, anche le persone che ci conoscono meglio finiscono per avere un’immagine di noi parziale, incompleta, in parte distorta. Forse perché siamo i primi a mostrare soltanto alcuni lati del nostro carattere o forse perché è più semplice fermarsi a ciò che è più visibile.

Questo weekend, per esempio, ho vissuto un esperienza particolare, che richiedeva abilità fisiche e mentali, sulla carta, molto distanti da me. Senza entrare nei dettagli di questa vicenda, ancora troppo fresca per poterla disperdere tra la fuffa del mio cassetto, mi limiterò a dire che aveva molto poco a che fare con video montati al Computer, pensieri scritti su Word nel caldo della mia camera, grafiche abbozzate su un quadernino a quadretti e interviste filtrate agli igers più famosi. Un weekend avventuroso, simile ad una puntata di Ultimate Survivor, con Bear Grylls che decide di portare una scolaresca di ragazzini impreparati in una bufera di neve (e mi fermo qui).

Di ritorno da questa folle esperienza, con gli scarponi ancora bagnati e le spalle doloranti, quello che mi ha stupito sono stati gli sguardi increduli di chi non riusciva ad immaginare che avrei potuto reggere il colpo in una situazione del genere. Mi sono sentito come Barbara D’Urso che racconta di aver condotto un programma di approfondimento culturale o Enrique Iglesias che cerca di convincere i suoi amici che questa volta, finalmente, comporrà un pezzo non uguale spiacciato a tutti gli altri.

Ma dai Nico? Davvero? Non so gli altri, ma tu devi aver fatto sicuramente tanta fatica?!

Sguardi stupiti, risatine tra i denti e volti increduli: la tipica reazione che ci colpisce ogni volta che, aprendo iTunes, troviamo Valerio Scanu in testa alla classifica dei brani più scaricati. In questi momenti, per noi individui dotati di pare mentali e pensieri autolesionisti full optional, è inevitabile farsi prendere dallo sconforto, buttarsi giù e provare un po’ di frustrazione.

Quindi è questo che gli altri pensano di me?! 

La soddisfazione, però, arriva quando ci rendiamo conto di essere riusciti ad abbattere un pregiudizio che (noi) avevamo su noi stessi. Quando ci scopriamo più forti e tenaci di quanto potessimo immaginare. Quando ci auto-dimostriamo di riuscire a cavarcela anche in circostanze inaspettate.

sottovalutazione

Ci riveliamo ai nostri occhi migliori di quanto potessimo credere ed è proprio in quel momento che ci rendiamo conto di essere i primi ad osservarci con quello stesso sguardo stupito che abbiamo letto chiaro e tondo sul volto delle altre persone. Se siamo i primi a sottovalutarci, a non credere di poter andare oltre la nostra confort-zone, come possiamo pretendere che non lo facciano gli altri?

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