Facebook e l’eterno dilemma sui post lunghi

copertinafacebook

Esistono due tipi di persone (su Facebook).

Quelli che scrivono post lunghi

Oggi non voglio rinunciare al sorriso. Il sorriso dei raggi del sole che entrano dalle fessure della tapparella rimasta un po’ aperta. Uno sbaglio. Il sorriso delle persone care che non si dimenticano mai il tuo nome. Il sorriso dei cerbiatti che rompono la rete per entrare nel giardino all’alba. E poi ci sei tu con i tuoi occhi grandi e il tuo…
(17 righe più avanti) Grazie per la tua presenza nell’assenza. #pensierini #amanolibera 

Quelli che criticano quelli che scrivono post lunghi

– Hai letto cosa ha scritto la Sandra su Facebook?
– Aiuto! Non si tiene mai nulla per sé eh!
– Ma poi… Chi glielo ha chiesto?
– E quell’hashtag alla fine? Lei sta male!

graficofacebook

Il diario di Facebook

Facebook ormai è diventato un contenitore di qualsiasi cosa, proprio come il cassetto del vostro comodino. Nell’attesa che qualcuno si decida a rimettere un po’ di ordine, il famoso social network tra le varie cose è anche:

– Motore di ricerca
– Sito d’informazione
– Arena di dibattiti e discussioni
– Scatolone dei ricordi
– Calendario dei compleanni
– Agenda degli eventi
– Broadcaster di video in diretta
– Agenzia pubblicitaria
– Studio di marketing
– Stalker di quartiere

Nonostante tutte queste molteplici funzioni, qualcuno ancora utilizza Facebook nella sua accezione più tradizionale. L’idea originale, la prima intuizione di Mark, quel diario segreto senza segreto. Un luogo dove condividere i propri pensieri, capace di essere allo stesso tempo personale, ma mai privato. Confidenziale, ma non riservato.

Quelli che scrivono post lunghi

Chi decide di affidare i propri pensieri a Facebook, difficilmente riesce a non cadere nella sindrome da flusso di coscienza senza filtro. Proprio come accadeva davanti alla pagina bianca del diario segreto. Una scrittura di getto, #amanolibera direbbe qualcuno. Anche all’interno di questa categoria, però, ci sono molte differenze. Per placare allora i più critici, pronti a sferrarsi contro questa mia generalizzazione, andrò ad elencare (senza presunzione di completezza) le figure più tipiche di coloro che scrivono post lunghi su FB:

– La sconsolata lontano da casa
– Il superficialmente indignato verso il mondo
– L’innamorata incontenibile
– Il riflessivo anticonformista

Persone su facebook

Quelli che criticano

Per ogni selvaggio scrittore di stati lunghi su Facebook, esiste un gruppo di persone che si ritrova nell’ombra per deriderlo. Questi si radunano nelle birrerie, preferibilmente di martedì o in un’altra grigia serata infrasettimanale. Parlano del più e del meno. Si fingono interessati gli uni alla quotidianità degli altri, apparentemente. In realtà, infatti, stanno solo aspettando che qualcuno esordisca con la famosa frase (è sempre meglio che sia un altro a pronunciarla, se no poi tutti pensano che trascorri le tue giornate sul social):

“Ma la Giorgia sta bene?”

Attenzione, la Giorgia non ha nessun problema di salute. È subito chiaro a tutti, infatti, che si sta per dibattere dell’ultimo post della sorvegliata speciale del gruppo. Sì perché ogni club di critici di social-scrittori prolissi ha sempre lo stesso individuo privilegiato sotto osservazione. Ecco allora gli smartphone che dalle tasche iniziano a materializzarsi sul tavolo del locale. Qualcuno inizia a leggere ad alta voce l’ultimo post de la Giorgia enfatizzando alcuni passaggi con la voce. Si ride, si commenta. C’è anche chi fa la parafrasi puntuale di ogni passaggio.

Conclusione

Leggendo quest’articolo vi sarete forse rispecchiati in una o l’altra categoria. Non spetta sicuramente a me dire cosa sia giusto o sbagliato. In fondo il nostro è un magazine aperto a tutti e non vorrei inimicarmi qualche lettore. Però prima di concludere volevo chiedervi: Avete lette l’ultimo post di Alberto? No perché lui proprio sempre indignato con tutti eh…

Questo articolo è stato scritto #amanolibera
#pensierini #maiunagioia #cit

Lascia un commento