Paese che vai, cultura che trovi…Fotografia Europea che vivi.

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Paese che vai, cultura che trovi. Quella di Reggio Emilia è sicuramente una cultura variegata e multidisciplinare: da quella alimentare a quella storica, passando per l’educazione e la pedagogia. Ma in pochi sanno che in questa piccola realtà emiliana ogni anno, ormai da 11 edizioni, si tiene un festival di fotografia. Già perché sempre in pochi sanno che in queste terre, che di inverno si coprono di nebbia mentre d’estate sono un luna park per zanzare, si è coltivata una cultura fotografica determinante per lo sviluppo artistico nazionale. Dieci motivi per immergervi in questo mare e farvi una nuotata tra gli scatti che hanno portato a questo.

1. Perché Luigi Ghirri: e sicuramente tutto ruota intorno alla sua figura. Fotografo, italiano ed emiliano ha stimolato l’inventiva dei curatori ed organizzatori nello stilare il format del festival. Il punto di partenza è il suo insegnamento: la possibilità, attraverso l’immagine, di guardare al mondo come non lo si è mai fatto prima, affiancando lo scatto con la filosofia e il panorama intellettuale mondiale.

Fotografia Europea 2016
2. Perché è un Festival: e già così suona figo. L’idea venne nel 2006 quando si decise di porre l’attenzione su quest’arte, indicandola come strumento privilegiato per riflettere le complessità della contemporaneità. Ogni anno un tema, diversi ospiti e tante location che ruotano intorno al centro storico, facendolo vivere e emancipandolo dal tepore invernale. La città si riempie di turisti, appassionati o semplici curiosi che scoprono angoli di città, aperti per l’occasione, ancora sconosciuti.

3. Perché è l’11esima edizione: e questo dice che ormai è un must. Quest’anno il tema scelto si basa sulla via Emilia, la grande arteria che taglia la regione e collega le provincie da millenni. Ci interrogherà sul significato attuale di strade, confini e fotografia, in un raffronto con il passato. E la metafora del viaggio, in una dimensione collettiva e personale, di ‘io narrante’, dato che tutti in maniere diverse stiamo cercando la nostra via, la nostra strada, anche con l’aiuto della fotografia, strumento fertile, mai richiuso in se stesso.

4. Perché la Via Emilia: è la nostra vena. Tutta la nostra storia parte da qui, e lungo di essa è cresciuta. La via Emilia è stata più volte raccontata in letteratura, nei dipinti, e qui si è voluto dare spazio ad un altro punto di vista, quello fotografico, che immortali momenti di vita, angoli, prospettive, ordinarietà ed eccellenze, lungo la SS9.Fotografia Europea 2016
5. Perché Walker Evans: è il grande nome di quest’anno. A Palazzo Magnani possiamo ammirare il suo lavoro, in giro per gli stati del sud e del centro sud con la sua inseparabile macchina di grande formato, sempre intento a raccogliere, con una onestà senza compromessi, con una visione netta, austera e semplice, documenti diretti e spesso frontali sulle condizioni del paese. Un maestro della fotografia del Novecento.

6. Perché Magnum: è presente ai chiostri di San Pietro, fuori dal circuito mostre a pagamento. La famosa agenzia fotografica ha curato una retrospettiva sul tema dei viaggi però dal punto di vista tremendamente attuale di coloro che sono obbligati a farli, per scappare, per fuggire e per trovare una nuova vita, una nuova speranza: i migranti.

7. Perché i Chiostri: sono il vero valore aggiunto di questo festival, insieme a tutte le altre location. Questo complesso, risalente al Quattrocento, offre la perfetta opportunità per mettere e mettersi in mostra. Spesso chiusi per abbandono e inutilizzo, sono stati riportati alla luce una decina di anni fa e si è deciso di lasciarli intonsi per sottolineare l’importanza storica e delle origini all’interno della kermesse. Ogni anno sede principale delle mostra offre un clamoroso esempio dell’architettura rinascimentale italiana.Fotografia Europea 2016
8. Perché il Circuito OFF: spesso regala emozioni uniche e inaspettate. Parallelo al percorso espositivo infatti è presente una serie di mostre personali, organizzate in modo autonomo da fotografi, professionisti o amatori, in locations inusuali come bar, negozi, ristoranti. In questo modo la città intera si anima e diventa essa stessa mostra. Da segnalare la comune di artisti in via Dei Due Gobbi o le vetrine in via Roma.

9. Perché Reggio Emilia: è una città strana. Capace di sonnecchiare tutto l’anno per poi esplodere con l’arrivo della primavera. Questo evento, insieme a Reggio Narra, restituisce alla città una nuova identità, giovane, colorata e animata, che da sempre accoglie popolazioni da tutto il mondo per un grande melting pot sociale. E obiettivamente il clima è fantastico.

10. Perché si: non c’è bisogno che vi dica altro. Questo Festival è un ottima opportunità per vedere questa piccola città della pianura padana sotto un occhio diverso, senza pensare ai cappelletti o i tortelli, e ai classici clichè, ma per farvi accettare l’idea che anche nella botte piccola c’è il buon vino. Soprattutto lambrusco.

MOSTRE FINO AL 10 LUGLIO. VI ASPETTIAMO.

Per info, orari e biglietti potete consultare il sito !

 

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