Gino e Michele “Passati col rosso”

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Atmosfere soffuse e piene di aspettativa sabato sera a Correggio al teatro Asioli per Gino e Michele.
Il pubblico sta aspettando Luigi Vignali e Michele Mozzati, una delle coppie di autori comici più prolifiche dagli anni 80 fino ad oggi, che questa sera si mostrano sul palco con “Passati col rosso”, reading musicale che prende il titolo della prima trasmissione radiofonica da loro condotta.

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Il duo milanese accompagnato dalla chitarre della tastiera di Folco Orselli e Vincenzo Messina, passa rassegna quarant’anni di spassosa carriera. Dalle caricature satiriche di noti personaggi italiani, l’invenzione della Smemoranda fino alla celeberrima raccolta di spassose battute edita da Einaudi “anche le formiche nel loro piccolo si incazzano”.

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Ricordi degli inizi, retroscena, letture di parti di famosi spettacoli teatrali, come “Comedians” di Gabriele Salvatores, il tutto condito da ironia e arguzia così spontanee da far sembrare l’intero spettacolo un racconto tra amici, amici molto simpatici.
Vola via un’ora e mezzo di reading che viene allungata da un’altra lettura di “formiche” sulla richiesta del prolungato battimani del pubblico. Gli autori di Zelig sono saliti sul palco al posto dei loro comici questa volta, ma sembra che non ne siano mai scesi.

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Per voi qualche “formica” per rendere ancora più piacevole questa pausa sul web:

“Baci da Dio!”
“Beh, sì… Lui ha preso tante cose da me!” (Woody Allen)

“Se i partiti non rappresentano più gli elettori, cambiamoli questi benedetti elettori” (Corrado Guzzanti)

“Ti è mai capitata una di quelle sere in cui non avresti voglia di uscire… Ma i tuoi capelli sono pettinati troppo bene per restare a casa?” (Jack Simmons)

“Se la bellezza è soggettiva perché faccio schifo a tutti?” (Franco Merafino)

“Il mio primo film era così brutto, che in sette Stati americani aveva sostituito la pena di morte” (Woody Allen)

“Ho visto in un teatro di Palermo il recital di un cantante d’opera penoso. Eppure il pubblico si è alzato in piedi e ha gridato: <Bis! Bis!> E lui ha cantato di nuovo. Peggio di prima. Ma alla fine il pubblico di nuovo in piedi a gridare: <Bravo! Cantala di nuovo!> E il cantante: < siete un pubblico meraviglioso, mi piacerebbe cantare ancora per voi, ma non posso cantare la stessa aria tre volte…> Un vecchietto in loggione si è alzato e ha urlato: <E no! Adesso tu la canti finché non la impari!> (Monica Corbett)

“Era così vecchia che, quando andava a scuola lei, tra le materie scolastiche non c’era Storia” (Rodney Dangerfield)

“Se le sue labbra sono infuocate e lei trema tra le tue braccia, scordatela. Ha la malaria” (Jackie Kannon)

“L’ipocondria è l’unica malattia che non ho” (Graffito, New York 1978)

“Quando ero piccolo, mamma mi metteva l’aglio nel biberon per trovarmi anche al buio” (Mario Zucca- Valerio Peretti)

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