I morti non muoiono | Corto Breviario di Film Inutili

Il film inutile del giorno

Salmo del giorno
I morti non muoiono

Dalla inconseguente inconsequenzialità del profeta
Jim Jarmusch

Donatovi dalla mentecatta magnanimità di
Animal Kingdom e Film i Väst 

Con la connivente compartecipazione di Adam Driver, Bill Murray, Tilda Swinton, Tom Waits, Chloë Sevigny, Steve Buscemi, Eszter Balint, DannyGlover, SelenaGomez, e altri circensi canzonatori assisi alla sinistra dei censori del buonsenso

Recante il sigillo di approvazione della gilda giullaresca de
Festival di Cannes 2019

Miracolo avvenuto nell’eretico eremitaggio degli Stati Uniti d’America

[Scritte in piccolissimo per sfuggire alla presbiopia presbiteriana del padre, della madre, e di chiunque facesse un po’ il filisteo]

La funzione durerà 104 minuti. Prima di accostarvi all’Immagine Inutile, lavatevi i piedi per venti secondi consecutivi, spazzolate finemente le gengive, e sturatevi bene le orecchie. Scaccolatevi, se nessuno vi vede.

I morti non muoiono

Frase responsoriale

“Yuck.”

Fedeli!
I morti, sta scritto nel Libro dei Vivi, non muoiono! Dunque riuniamoci oggi attorno alla parola del profeta Jim Jarmusch in tour direttamente da Akron, Ohio, e apriamo i nostri cuori per ascoltare la saggezza dell’Immagine Inutile. Anche Jim, come Bruno la scorsa volta, era un peccatore, o fedeli, ma un peccatore con già una luce divina negli occhi. Il ragazzo ci sapeva fare. Dopo aver guardato per mesi film di cui non capiva nulla alla Cineteca di Francia – e dico, senza letteralmente capirci nulla: erano in giapponese non sottotitolato – Jim torna oltreoceano, e porta il Verbo dell’Inutile con sé. Capire i film, si dice, non è poi così importante. Ecco allora che inizia a scrivere pellicole in cui le persone, di solito, stanno zitte; o, se parlano, conversano di cose talmente triviali da risultare fastidiose. Ancora una volta, benvenuti nel regno dell’Immagine Inutile.

E siate pronti: perché tutto questo non finirà bene, o almeno così giura, proprio all’inizio de I morti non muoiono, Adam Driver, aka poliziotto Ronnie Peterson. Ronnie, il cui cognome evoca il nome di un altro personaggio di Jarmusch impersonato da Driver, Paterson, nell’omonimo film del 2016 (può essere questo un caso, fedeli? È un segno, vi dico, un segno!), si trova, un giorno, a passeggiare tra boschi e cimiteri della cittadina di Centerville (“un posto davvero bello”) con il collega Cliff Robertson (Bill Murray) per andare a rimproverare Bob l’Eremita (Tom Waits) per aver rubato un pollo al fattore Frank (Steve Buscemi). È sera, ma il sole non cala. Resta alto, e la notte si rifiuta di cadere a proteggere i sogni e le goliardate dei 700 o circa abitanti della cittadina. Non finirà bene, dice Ronnie.

E infatti, seguendo i notiziari, si scopre che l’asse terrestre si è spostato per colpa del fracking polare, e che strane vibrazioni stanno arrivando dallo spazio. La luna è sfigurata, emette strane radiazioni fluorescenti. E quando infine il sole si ritira, i morti, fedeli, hanno via libera: si levano di dosso il pesante terriccio che li ricopriva; si mettono in marcia per le strade di Centerville; sono affamati di esseri umani, ma, ancora di più, di caffè, utensili di ferramenta, o becero Chardonnay d’importazione. I morti potranno anche non morire. Ma è sicuro che si sono trascinati nella tomba tutte le dipendenze e tutti i feticci consumistici che li hanno accompagnati in vita. E questa cosa non finirà bene.

Ma perché, fedeli, il fratello Ronnie ha perso così presto la speranza? La risposta ci viene data da Ronnie, o forse Adam, stesso: be’, Jim mi ha fatto leggere il copione, tutto il copione. Di fronte a una tale affermazione, non c’è critica sociale à la Notte dei morti viventi (George A, Romero, 1968) che tenga. Non bastano citazioni antologiche e letterali, sia in parola che in inquadratura, pescate dal repertorio di zombie movies del cinema internazionale. Nessuno, nel mondo di Jarmusch, reagisce davvero agli avvenimenti. In tempi dove riflessioni critiche, e, si direbbe, impegnate nei confronti dello status quo sono già state fatte, l’unico sguardo valido è quello di Bob l’Eremita: distante, nascosto nel fogliame, laconico commento agli avvenimenti nel paese.

I morti non muoiono Corto Breviario di Film Inutili

Se quindi, fedeli, volete avvicinarvi più pienamente al non-senso de I morti non muoiono, conviene che seguiate la strada indicata dal profeta Jarmusch e rivolgiate la vostra attenzione altrove. Per esempio, potreste concentrarvi sulla theme song del film, I morti non muoiono di Sturgill Simpson, canticchiata e adorata da tutti gli abitanti di Centerville e non solo. Oppure potreste chiedervi perché l’impresaria di pompe funebri Zelda Winston (Tilda Swinton) abbia origini scozzesi, pratichi arti marziali, e il suo cognome sia un anagramma di quello dell’attrice che la interpreta. Ancora, potreste lambiccarvi il cervello sul perché Jarmusch metta continuamente in bocca ai suoi personaggi riferimenti a questo, o quel film, che più o meno tutti conoscerete; o sul perché si ostini a scritturare musicisti nelle vesti di attori.

Perciò, dimenticatevi di trovare un senso ne I morti non muoiono. Perché tanto non andrà a finire bene, Jim l’ha scritto nel copione. E, per citare un altro profeta contemporaneo dell’Inutilità, un senso, questo film, proprio non ce l’ha. Che perdita di tempo, avrebbero detto i vostri canuti antenati. Ma questo film non parlava di niente, lamenteranno i vostri genitori, che volevano solo riciclare i loro guadagni comprandosi un momento di distrazione dall’obbrobrio della routine quotidiana. Che roba senza senso, la prossima volta scelgo io (e questi sono i vostri partner, irritati per aver ceduto ai vostri gusti cinematografici).

Benritrovati, fedeli, a questa celebrazione dell’Immagine Inutile. Ora andate, dimenticatevene, e spargete il Verbo. Alla prossima.

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