Gianluca Magli | Vita da Igers

Gianluca Magli

Gianluca Magli 1Un diario senza lucchetto, per raccogliere, alla luce del sole (o, nei casi peggiori, aumentando la luminosità), tutto il meglio che la quotidianità ha da offrire: questo è Instagram per Gianluca Magli, il nostro Igers per un giorno sul Comò. “Sono passato dalla carta alle immagini, dato che ho sempre rasentato il sei tirato in italiano e la grammatica non è mai stato il mio forte. Poi diciamo che mi ero anche stancato dei diari con unicorni sopra, alla “Sleepover Club”.

I vecchi diari sono ormai scomparsi da tempo, ma non la voglia di fissare le propria realtà, immagazzinare ricordi e conservare emozioni. Certo, i nostri profili sui social sono sicuramente molto diversi dai vecchi quadernini con la copertina rigida, ma chissà, forse anche FrankieFlissKennyLyndz e Rosie i pigiama party, oggi, li fanno su skype.

“Instagram è un diario aperto, forse troppo perfetto. Non ci sono i tipici scarabocchi dove confidi al diario quanto sei stato male per qualcosa o qualcuno, ma condividi solo momenti perfetti, forse finti. D’altronde, però, non siamo tutti alla ricerca di una vita perfetta?

Perfetta o no che sia, oggi, qui sul Comò, ci addentriamo nella vita da Igers di Gianluca, fatta di scatti molto bianchi e irrinunciabile fuffa. Se avete voglia di scoprire cosa mi ha raccontato, non vi resta che leggere l’intervista qui sotto. Per tutti gli altri, invece, qui potete recuperare l’indimenticabile sigla dello Sleepover Club. Il nostro viaggio nelle vite degli Igers, continua.

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Vita da Igers - Gianluca Magli

Ciao Gianluca! Cosa c’è nel tuo cassetto?

Forse intendevi dire cassetti?! Io sono quel tipico esemplare detto “ruscarolo” al limite del compulsivo, che colleziona ogni tipo di oggetto, come fossero amuleti preziosi da dover conservare. Quindi non ho un cassetto, ma bensì due cassettiere belle colme che a momenti non si chiudono (non ti dico le litigate con mia mamma per gettare via ciò che è inutile). Ma perché buttare? Sono segreti, ricordi, momenti, percorsi, sia belli che brutti, ma pur sempre vissuti. Quindi è come se cancellassi un piccola parte di me a cui credo di non poter rinunciare. Da scatole vuote a braccialetti rotti, piuttosto che vecchie custodie o fotografie di classe dalla prima elementare. Insomma, sono io!

Se vogliamo distogliere l’argomento dal cassetto come oggetto materiale, noi stessi siamo dei cassetti. Dei contenitori di esperienze e quindi collezionisti di propri tesori. È poi il bello della vita no? Raccogliere cose, altrimenti restiamo vuoti senza nulla da raccontare! (Sono andato sul troppo profondo vero? Dai perdonami).

Gianluca Magli

Come è nata la tua passione per la fotografia e per Instagram?

La fotografia è catturare un millesimo di secondo e farlo materia, per poterlo ricordare. Cartoline, immagini, fotografie. Rappresentano sempre i racconti più personali di ognuno. Ormai con gli smartphone ci sentiamo tutti grandi fotografi, mentre ogni giorno un professionista muore nel sentirlo dire. Possiamo dire, però, che è un buono strumento di rappresentazione del reale. Quindi, da “ruscarolo” di oggetti, sono passato a collezionare immagini dato che i cassetti hanno iniziato ad essere troppo pieni. Instagram per me è un diario, di qualsiasi cosa. La cosa che è cambiata è che ora non c’è più un lucchetto che custodisce, è un diario pubblico dove i segreti non sono più tali ma bensì condivisi con il mondo. Una vetrina insomma! Instagram è un diario aperto, devi essere bravo a selezionare cosa può essere svelato.

Luoghi solitari, oggetti sapientemente sparpagliati, scorci suggestivi e qualche posa che sfida la gravità. Se dovessi scegliere, quali sono i tuoi tre scatti preferiti?

Con questa domanda ti sto odiando! Mi stai chiedendo di sfogliare 1700 foto e selezionare 3 momenti della mia vita? Non è per nulla semplice. Non butterei mai via un oggetto dai miei cassetti, come non oserei mai cancellare una foto dal mio profilo. Sono tutte lì per un motivo, che è unico ed ineguagliabile.

Vita da Igers Gianluca Magli

Se devo però proprio fare questa cattivissima selezione, per la prima ci tocca tornare un po’ indietro e prendere un volo per la lontana Cina. Lo scatto rappresenta questa piccola #小中国人 (bambina cinese) con le braccia alzate sopra alla testa e un viso sorridente pieno di felicità! Bene, quella bambina sono io. Rappresenta le emozioni che ho provato durante la mia permanenza in Asia che non potrò mai scordare.

Vita da Igers Gianluca Magli

Il secondo scatto è sempre in Cina ma a Shanghai, dove un’amica dalla Svizzera è immortalata di spalle al limite del rooftop di un grattacielo e guarda verso l’orizzonte e si riesce ad intravedere un sorriso di sorpresa sul suo viso. Ho provato una sensazione di libertà e invincibilità pazzesca su quel dannato tetto!

Vita da Igers: Gianluca Magli

L’ultima foto è più recente e geolocalizzata a Ferrara. Lo scatto non è mio, ma ideato da più menti! Non è altro che la foto de “l’ultima cena”. A questa sono particolarmente affezionato perché Instagram permette anche questo: l’incontro di persone che hanno voglia di fare, sperimentare ed esprimersi, dove non ci si vergogna di essere classificati come “igers” dei giorni nostri.

Oggetti volanti su uno sfondo così bianco che sembra bucato, questo @bewhiteaddicted. Come mai il bianco?

Il bianco è perfezione. È il non-colore per eccellenza, neutro. Può esserci niente di più perfetto che la perfezione stessa? Nasce proprio da qui, da questa ricerca della perfezione, il mio progetto parallelo @bewhiteaddicted. Mi sono reso conto di non essere l’unico ad avere questa “dipendenza da bianco”, così ho creato la mia call “siate bianco dipendenti” sfidando il mondo Instagram. Quindi sbianca di qui, sbianca di là, ecco nascere questa gallery così abbagliante (non avrai veramente pensato che il mio tavolo fosse così bianco, vero?). La gallery non è solo il mio frutto, ma bensì cassetto di chiunque abbia questa tendenza al bianco.

Gianluca Magli

Da una ricerca non molto accurata su Google: “Chi ama il colore bianco rivela una spiccata tendenza al fatalismo, ma al contempo esprime creatività e immaginazione. Chi preferisce il bianco ha il continuo desiderio di cambiamento e viene stimolato dalle novità che la vita gli presenta. Ha grande fiducia negli altri e in tutto ciò che il futuro gli riserva ma, allo stesso tempo, può crearsi delle illusioni e peccare di ingenuità”. Ti ritrovi in questa descrizione?

Non posso contraddirti. Sarai un cartomante a quanto pare. Nel mio cassetto non ci sono solo oggetti e fotografie, ma anche tanti sogni e aspirazioni. Mi definisco uno spirito creativo e razionale, ma a volte subentrano le illusioni di chi potrei o vorrei veramente essere. Il mio desiderio di cambiamento è costante. Mi piace pensarmi un “senza casa” (spero che mia mamma non legga questa parte). Si è vero, casa mia è a Reggio Emilia. Quella “home sweet home” su cui posso sempre contare, essere ben accettato, stimolato e spronato. Ma tra i luoghi in cui sono passato, dalla umidiccia Mantova, alla fancy Milano e poi caotica Shanghai… Cosa arriva ora?

Forse il bianco anche per questo! Mi piace vederlo come un figlio su cui imprintare sogni e future fughe “fantastiche”. Non ti nego che sto progettando il prossimo foglio di avventure, puntando il dito sul mappamondo nel definire un ulteriore cambiamento di casa. Forse si, sono illusioni. Ma i sogni nel cassetto sono fatti anche di questo, no? Tocca a noi cercare il modo di realizzarli. Quindi no, non mi reputo fatalista. Non credo nel destino. Il destino è illusione! Quella speranza che arrivi presto qualcosa di buono e che il karma si sia svegliato bene quella mattina nei tuoi confronti. Però posso confermarti una cosa. Il fingere. Fingere che tutto sia bianco e candido. Questo si è vero. La vita non è facile! Però, dopotutto, è meglio essere “bianco dipendenti” che vedere tutto nero, no?

Gianluca Magli

C’è qualcosa delle tua vita reale che non ti piace mostrare o condividere?

Togliendo la gran parte di food photography, nello stile delle altre foto cerco di catturare l’essenza di un mio stato d’animo che ritrovo in un’architettura piuttosto che in altri soggetti. Questo a volte richiede anche la presenza di me stesso nello scatto. Non sono sicuramente un modello di haute-couture ma essendo IG il mio diario, credo sia giusto farne parte in quanto protagonista, senza nascondere chi sono veramente, la mia apparenza, la mia creatività, il mio orientamento sessuale, il mio lavoro, le mie passioni e vattelappesca (mettiamoci anche un po di riferimenti allo spensierato Holden di Salinger). Sempre in tema vorrei condividere giustappunto una quote dal medesimo libro che recita: “la gente pensa che le cose siano tutte vere”. Come in Instagram. Vita perfetta, ovunque, sempre con qualcuno. A volte qualcuno mi chiede “Ma Gianlu sei sempre in giro?”, oppure “Cavolo di tempo da perdere ne hai per fare tutto ciò che pubblichi!”.

Quindi per rispondere alla tua domanda credo che non mi piaccia mostrare la monotonia. La monotonia della quotidianità. Il fallimento del ritrovarmi sempre nello stesso luogo e nello stesso posto e quindi racconto, in primis a me stesso, una vita frenetica piena di cose, attività e versatilità. Vivere quindi in un mio diario sempre in viaggio, dove i luoghi sono fantastici e i cibi buonissimi.

Gianluca Magli

Che sogno hai nel cassetto del comò?

Qui vai sul pesante però! Devo veramente aprilo questo cassetto?! Sogni ne ho. Forse troppi o forse troppo irraggiungibili date le grandi aspirazioni. Credo che il mio sogno più grande sia vedermi realizzato in una carriera professionale che mi piaccia, che mi faccia sentire bene dopo i tanti sforzi fatti. Trovare il mio giusto luogo in cui poter costruire casa e magari riempirla al fianco di qualcuno. In realtà il sogno a cui aspiro maggiormente è il raggiungimento di uno stato sereno della mia persona, non più frenetica e febbricitante del “voler fare voler andare”. Equilibrio, insomma, e se mai dovessi raggiungere questo traguardo credo che non avrò più bisogno di Instagram, di questa vita parallela che mi sono creato come un promemoria della lista di cose da depennare.

Gianluca Magli

Quali sono i profili che segui e che ti inspirano maggiormente?

Noi Instagramers siamo peggio dei funghi e ne nascono di continuo, ma chi ha segnato la mia crescita e ha ispirato il mio stile c’è eccome. Uno di questi è un igers parigino aka @hugokatsumi che con i suoi scorci fiabeschi e dettagli esasperati alla “candy land” mi trascina nel suo mondo facendomi navigare in luoghi di racconti meravigliosi.

Non posso non citare il minimalismo di @serjios che con i suoi dettagli architettonici sapientemente arricchiti da soggetti e ombre, stimola in me la voglio di intraprendere una caccia al tesoro di questi luoghi pazzeschi.

Infine credo che in terza posizione ci sia @_alpheos_ per la gestualità e naturalezza dei suoi scatti e la ricerca del dettaglio preciso e pulito che esalta una foto apparentemente banale in un opera di pensiero. Sarò monotono è vero. Tutti e tre catturano scorci di architettura, ma ahimè è quello che sono. Un architetto. E come tutti i grandi del mestiere osserviamo ciò che ci circonda, con la brama di poter toccare con mano la materia, un giorno, forse.

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Gianluca Magli

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