Vittorio Motta | Vita da Igers

Vittorio Motta

Con l’arrivo della calda estate, probabilmente avrei dovuto dedicare l’appuntamento mensile con Vita da Igers ad uno di quei bollenti profili Instagram tutto glutei spiaggiati, costumi minimal e maglie accidentalmente dimenticate nell’armadio di casa. La tentazione d’intervistare un qualche posatore selvaggio d’intimo davanti allo specchio del bagno era grande, ma ho deciso di resistere, almeno per ora. Oggi, infatti, vi mostro una gallery che, nonostante la bella stagione, non ha subito nessun mutamento estivo, continuando a trasportarci in un mondo freddo, quasi glaciale, dove i cieli azzurri e i raggi del sole giallo vivo sembrano non essere mai arrivati. Sto parlando degli scatti di Vittorio Motta, studente di farmacia presso l’università di Torino e, nel tempo libero, seguitassimo igers italiano. Nelle sue fotografie dai contrasti forti troviamo persone solitarie, edifici e dettagli quasi scontornati da una fortissima luce bianca. Non mancano, però, colori accesi e particolari saturi abilmente misurati. Il nero e il bianco più puro incontrano il viola e le tonalità dell’arancione. Un profilo da ammirare con calma, in una lenta passeggiata tra le pareti colme di fotografie della galleria virtuale. Se volete conoscere meglio @vittomotta non vi resta che leggere la nostra chiacchierata. Buona lettura e buona visione.

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Cosa c’è nel tuo cassetto?

Nel mio cassetto c’è sicuramente tanto ordine: una metà del cassetto è per la macchina fotografica, l’altra metà è piena di libri di chimica dell’università. Ti direi che nel cassetto c’è anche il drone; il problema è che se ce lo metto, il cassetto non si chiude più.

Vittorio Motta

Come è nata la tua passione per la fotografia?

La mia passione per la fotografia è nata grazie ad Instagram nel 2014. Ho iniziato a fare foto normalissime e a pubblicarle, ho scoperto tante attività che venivano organizzate a riguardo (i famosi “instameet” che tuttora sono periodicamente organizzati) in cui tutti quelli che come me avevano questa passione potevano partecipare ognuno scattando foto. Assieme alle foto sono nati poi rapporti di amicizia e se oggi sono ancora qui a pubblicare posso ringraziare tutti gli amici conosciuti dal momento in cui mi sono avvicinato a questo social, anche perchè se no molto probabilmente mi sarei già stufato da molto.

Vittorio Motta

Bianco, contrarti forti, colori saturi abilmente selezionati. Come nascono gli scatti che condividi sul tuo profilo?

Non ti nascondo che trovo più semplice fare foto in certi luoghi o in certi giorni piuttosto che in altri, molto probabilmente anche per lo stile che ho adottato nella mia galleria. Se devo fare delle foto evito i luoghi più caotici siccome il disordine lo odio sia sui social sia nella realtà; diciamo anche che, se magari in cielo c’è qualche bella nuvoletta, non guasta più che altro perchè il sole a livello fotografico tende a ingiallire tutto e a creare ombre (ad esempio sui palazzi) che alterano un po’ l’aspetto complessivo della foto, cosa che a me non piace particolarmente. Generalmente tendo a fare, involontariamente, le foto nei posti più insulsi perchè cerco sempre di trovare qualcosa di diverso che non sia già stato visto e rivisto sfruttando tutti i mezzi a mia disposizione ovvero il drone, la macchina foto e il cellulare per ottenere prospettive diverse da quelle più comuni. La cosa più importante che cerco sempre di comunicare con le mie foto è un senso di freschezza e di novità.

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Spesso si ha la sensazione che la vita su Instagram, tutta filtri e saturazioni aumentate, sia più bella di quella vera. Che differenza c’è tra la tua vita reale e quella social?

Quello che ti posso assicurare è che nella mia vita reale a differenza di quella social non è tutto giallo, arancione o viola! La realtà presenta maggiori imperfezioni e più sfumature di colori rispetto a quello che traspare dalle mie foto che tendono invece ad apparire sempre molto ordinate e sulle stesse tonalità. Penso che ognuno crei con le proprie foto il suo angolo di perfezione e io provo a farlo a mio modo.

Vittorio Motta

Che sogni hai nel cassetto del Comò?

Sicuramente nel cassetto del Comò il mio sogno più grande è quello di finire l’università tra due anni e poter fare il farmacista, lavoro che desidero fare da tempo. Per quanto riguarda Instagram invece non ho grandissime aspirazioni anche perchè l’ho sempre considerato un hobby e quindi tale rimane, senza dubbio hanno la precedenza altre cose.

Se dovessi fotografare il tuo Comò?
Il mio Comò non può che avere i cassetti a colori alternati viola e arancione con i pomelli gialli ed ovviamente essere appoggiato ad una parete totalmente bianca.

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Quali sono i profili Instagram che ci consigli?

Non seguo molte persone più che altro per il fatto che cerco di rimanere sempre aggiornato almeno su quello che viene pubblicato tra quelli che seguo e ovviamente se sono meno è più semplice vedere tutte le loro foto (anche se ultimamente per questioni di tempo purtroppo non riesco più a farlo sempre). Tra i miei seguiti consigliatissimi sono sicuramente @vadoanord, @alessiord e @stefanordl con cui condivido sicuramente una passione per i toni più chiari e freddi, mentre tra gli igers di altre nazionalità mi piacciono molto @anniset, @drcuerda e @candyperfumeworld che con le loro immagini riescono sempre a dare un senso di freschezza e di novità attraverso prospettive alternative.

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