Cosmo: nel mio cassetto tante domande e vibratori

“Sono contento ma cerco di non farmi scollegare dalla realtà. Non ho paura di mettermi alla prova, non soffro di ansia da prestazione in questo momento della mia vita”


Sentiamo i beat delle casse dall’esterno dei Chiostri di San Pietro, complesso architettonico del XVI secolo, che sabato sera ha ospitato il primo meeting di Eleva Festival. Le luci blu, viola, azzurre dei video mapping si proiettano nel chiostro grande, ovvero il main stage, della serata, meravigliose ed esili danzatrici si muovono sulle note suadenti dei primi dj set.

L’atmosfera perfetta. Ci aggiriamo con i nostri pass al collo per i cortili e i corridoi di questo luogo storico di Reggio Emilia curiosi e in attesa dell’ospite della serata: Cosmo. Ci ripassiamo mentalmente le domande che abbiamo preparato per lui quando Marco, in arte Cosmo, è al nostro fianco e gentilmente ci concede prima del suo live un’intervista che, come leggerete, può anche essere interpretata come una terapia motivazionale per il futuro lavorativo.

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Ciao Marco, è un piacere poter scambiare due chiacchiere con te. Ti aspettavi così tanto successo?

Non mi aspettavo un anno così, i primi quattro mesi dell’anno li ho passati preparando il disco è il live e nel mentre mi ripetevo “questa è l’ultima volta che ci provo in maniera professionale. Ero già pronto a fare dell’altro”. Io è da tre anni che vivo tra alti e bassi, poi da aprile il brano è andato molto in ripetizione in radio e ho visto aumentare la gente ai concerti in maniera impressionante. Ora dovunque vado ai concerti c’è sempre gente e non é assolutamente scontato quando ti esibisci live, a maggior ragione quando fai cinquanta date in cinque mesi. Ora c’è gente che mi chiede se li faccio rimettere con la fidanzata o il fidanzato.

Ora che sei anche terapeuta di coppie, quali sono i tuoi progetti futuri?

Terapeuta mica tanto! Dopo questa settimana il tour si ferma per un mese e mezzo e andiamo in vacanza ma solo per dieci giorni perché poi nei restanti lavoreremo su un live nuovo, con più luci e più pezzi. Partiremo il penultimo weekend di ottobre. Questo è il mio primo focus.
In realtà sto già lavorando su nuove cose, sono galvanizzato dal momento quindi lavoro un sacco, non solo per me ma anche per altri, qualche big della musica italiana, ma su questo non posso dire nulla.

Come stai reagendo a questo momento?

In maniera abbastanza lucida e fredda. Sono contento ma cerco di non farmi scollegare dalla realtà, se entro in modalità “lavoro” lavoro e basta sia per persone famose sia per me stesso con la massima e medesima cura. Non ho paura di mettermi alla prova, non soffro di ansia da prestazione in questo momento della mia vita.

Come ti sei trovato qui ad Eleva?

Eleva è una bomba! Non lo conoscevo, ma sono rimasto colpito dall’accoglienza professionale sotto tutti i punti di vista, dall’impianto all’ospitalità.

Ed infine arriva la nostra domanda tipica: cosa c’è nel cassetto di Cosmo?

Un vibratore! Vibratori! Tante domande ho in questo cassetto, ora mi chiedo: “cosa ne sarà di me e dei miei amici in questo momento?”, se riusciremo ad imporci e come nel panorama della musica italiana. C’è aria di grande cambiamento, sento un enorme fermento e mi chiedo cosa ne rimarrà. Sicuramente rimarranno i vibratori.

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Usciamo galvanizzati da questa chiacchierata che parla di sacrifici e di successo, di speranza nel futuro della musica e della propria professione. Ci godiamo il live di Marco, che sul palco è solo Cosmo, che scende e canta tra la folla, che invita per “L’ultima festa” il pubblico a salire sul palco. Cosmo che ci invita a goderci la vita rimanendo concentrati sul presente. Con o senza vibratore.

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