Intervista all’artista – Alice Padovani

Un caffè a Tavolino
Ciao a tutti i nostri comò followers, questo martedì vorrei presentarvi Alice Padovani, artista, performer, illustratrice. Sono incappata in lei sabato 28 febbraio ai Musei Civici di Reggio Emilia durante la serata MOON, era impegnata nella performance “8 opera effimera”, che mi è piaciuta parecchio. Alice si definisce una persona irrequieta, curiosa, introversa,  premurosa, forte ma allo stesso tempo malinconica e fragile. La sua vita è dominata dalle emozioni e dalla consapevolezza di poterle esperire liberamente, rendendole tangibili attraverso il filtro dell’arte.
                
Le ho fatto qualche domanda per conoscerla meglio.

Ciao Alice, cosa c’è nel cassetto del tuo comò?
Nel mio comò ci sono animali immaginari e affettuosi, fossili, insetti, conchiglie, libri. C’è molta meraviglia. Ci sono le memorie raccolte in viaggio e quelle accumulate in casa, ci sono le facce delle persone che amo.
E poi c’è un grande cassetto in cui custodisco il dolore e l’assenza, un vaso di Pandora sempre aperto che accompagna ogni segno e ogni gesto.
Da che cosa trai l’ispirazione per le tue opere? 
L’ispirazione viene spesso nelle ore notturne, poco prima di addormentarmi, quando tutti i pensieri e tutte le cose viste durante la giornata si fanno dense. Inseguo spesso sensazioni e visioni di natura, di morte, di paura, di bellezza e creo connessioni che si trasformano in immagini distinte. Allora, corro in preda all’euforia verso la matita e il foglio di carta più vicini per disegnare l’idea: l’opera inizia a prendere forma.
Cosa consiglieresti ad un giovane artista come te che vuole intraprendere questa carriera?
Consiglio a tutti di sporcarsi le mani, di fallire, sbagliare e riprovare. Consiglio di guardare, leggere, toccare più cose possibili. L’esperienza dei propri sensi unitamente alla conoscenza più razionale e riflessiva devono essere un nutrimento quotidiano per chi lavora con la materia artistica.
Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Descrivere i miei prossimi progetti potrebbe risultare un’impresa titanica. Sono tanti: molte idee, qualche progetto scritto, diverse bozze. Di certo mi muoverò, come faccio sempre, in diverse direzioni e su tanti fronti simultanei. Non potrei fare diversamente. Mi hanno sempre criticato per questo, tuttavia sono convinta che la forza del mio lavoro si collochi proprio in questi termini. Mi muovo con relativa facilità tra un genere e l’altro, dal disegno puro alla performance, dall’installazione all’illustrazione, mantenendo intatto il rigore per la forma e la pulizia visiva.
I prossimi mesi mi vedranno impegnata in diverse mostre in giro per l’Italia e in qualche intervento performativo. Nel frattempo, molte altre idee transiteranno sulle pagine del mio grande quaderno di progetti per il futuro.
                         
Ringrazio molto Alice per la sua gentilezza e per avere aperto il suo cassetto pieno di arte e di pensieri profondi. Mi rende sempre felice sapere che esistono persone così.
                          

     

Alla prossima intervista d’arte!
La vostra Claire

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