Jupiter Ascending – Un Wachowski’s non fa primavera

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I fratelli Wachowski. Tiè. Solitamente queste parole bastano per trascinare al cinema milioni di persone allegre e felici di sborsare i soldi del biglietto.
A questo giro, per me, non è andata molto diversamente. Due motivazioni si sono poi aggiunte come propulsori.

La prima: leggendo la parola “Jupiter” nel titolo, io, giovine fanatica di spazio, astronomia e quellarobalì pur non capendoci una beata, ho subito lasciato correre la mente su riflessioni filosofiche su spazio e tempo, immensità dell’universo, teorie di mondi possibili e…. no. Non è andata a finir bene.

La seconda: Mila Kunis. Che je voi dì a Mila Kunis? Nel caso in cui fossero venute a mancare le sopracitate riflessioni psicologiche e le esaltanti nozioni di astronomia (spoiler: vengono a mancare), mi sarei potuta accontentare benissimo di 2 ore fitte di primi piani sullo smokey-eyes perfetto di Mila Kunis – ancora meglio se vestita in stile principessa Leia sexy slave edition.

Una diapositiva di cosa fa la mia mente:
jupiter ascending

Il punto è che alla fine no. Alla fine, mezz’ora dopo essermi accomodata in sala, di Jupiter Ascending avevo già amaramente capito ciò che c’era da capire: quella sera una crepes in centro sarebbe stata un’idea migiore, persino con la pioggia battente e il gelo.

Do a Cesare quel che è di Cesare (e ai Wachowski’s ciò che è dei Wachowski’s, che se no chi li sente): riconosco loro l’azzardo -non scontato, dati i tempi- di provare a inventare una storia inedita, nuova, tutta loro, una galassia ricchissima di personaggi di tutti i tipi, qualcosa di finalmente libero dalla logica dei sequel/prequel/remake a tutti costi e dagli orrendi adattamenti di altrettanto orrendi romanzi per young adults dai gusti discutibilissimi.

Il problema è che non basta. Non basta né il tentativo né, a quanto pare, la montagna di soldi a disposizione dei Wachowski bros per realizzare il film.
Effetti speciali scintillanti e una gnocca infinita come protagonista non riescono a tappare i buchi di una trama approssimata, confusionaria e senza alcun tipo di mordente.
Vi vogliamo bene Wachowskini cari, giuro, vi vogliamo bene lo stesso. Sì, sì, Matrix è molto bello, ci è piaciuto, ci piace sempre però ecco son passati degli anni e bisognerebbe sfornaste anche qualcos’altro. No? Pare brutto?

Casomai, la prossima volta che vi tireranno dietro 175 MILIONI DI DOLLARI venite veloci veloci da me e vedrete che di certo saprò consigliarvi un sacco di modi interessanti per investirli. Casualmente riguardano tutti la mia persona e il mio sogno nel cassetto di realizzare un film su una cricca gattini mutanti dello spazio capitanati da Super-Nova, gattina dagli occhi ghiaccio ma dal cuore tenero (che casualmente è la mia gatta, ma giuro è brava, l’ho provinata), e insomma poi questi qui colonizzano i lidi di Ravenna e… ma dei dettagli parleremo dopo.

Il concept:
jupiter ascending

Cerchiamo per un attimo di essere positivi e buoni, nonostante tutto. Ma Beatrice -direte voi- un film trascurabile tante volte può essere reso piacevole dalla presenza di personaggi carismatici che riescano a sollevare il tenore generale, NO?
Certamente, ma marcate male: non è questo il caso. Mai ‘na gioia? Esatto.

Il personaggio dell’immigrata russa “prescelta” interpretata da Mila Kunis ha più o meno la personalità di uno schiacciapatate, ma quantomeno, come dicevamo, la si guarda volentieri. Ma Channing Tatum? Gesù, Channing Tatum. I fratelli Wachicosi sono, a quanto pare, gli unici e soli a non avere ancora capito che Tatum è vagamente presentabile solo quando:
a- gli si dà una parte da ballerino
b- lo si spoglia parecchio
c- non lo si inquadra troppo spesso in faccia impunemente.

E cosa fanno invece i fratelli? Loro infieriscono sul poverino. E dunque via: barbetta caprina da pubertà ritardata, tatuaggi da wrestler fallito e -perché no- delle ALI.

Io vi ho avvisati. Nel caso decidiate di proseguire ugualmente con la visione vi consiglio di farlo con l’ausilio di una pinta di Gaviscon.

Manco le scene tagliate di Buffy.
jupiter ascending

E’ col cattivo della situazione che i fratelli fanno centro. Sì perché il cattivo è lui:
jupiter ascending

No, non è una foto di repertorio di Roberto Cavalli. E’ Eddie Redmayne, quello là che lo vedi tutte le volte alla serata degli Oscar e ti chiedi: ma perché/ma ancora/che ha fatto stavolta? Quello là che ti viene voglia di dargli i coppini fortissimi sulla nuca qualunque cosa faccia. Teoria del Tutto? Coppini fortissimi. The Danish Girl? Coppini fortissimi. I Miserabili? COPPINISSIMI.
Ecco, lui è il mega cattivone di Jupiter Ascending e -sebbene il suo modo di recitare sopra le righe ti faccia prudere le mani per tutto il film- se non altro alla fine riesci ad odiarlo per davvero e tifare i buoni.

Insomma, missione fallita per i Wachowski che non riescono nell’impresa di imbastire una trama interessante e di spianare il terreno per un’eventuale nuova saga fantascientifica. “Less is more” è una legge che raramente si rivela errata e in questo caso i fratelli hanno invece voluto esagerare, mettere troppa carne al fuoco sulle braci di una storia che sin dall’inizio si rivela debole, come anche i suoi personaggi principali. Tutti. TRANNE UNO.

Lui:
jupiter ascending

Grazie di esistere, lucertolone gigante.

 

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