Ecco perchè la “steccata” di Adele fa tanto parlare

Adele

Eccoci arrivati anche quest’anno alla mia manifestazione preferita, i cosiddetti Oscar della musica, ovvero i Grammy Awards. Ovviamente non sono mancati momenti memorabili come Taylor Swfit che nel suo acceptance speech tira frecciatine manco fosse Robin Hood, Lady Gaga che onora Bowie con un hairdo decisamente rivedibile, e la simpatica coppia di paffuti signori che vengono scambiati per i genitori di Ed Sheeran, ma che in realtà sono originari del Wayoming.

Particolare attenzione ha catturato anche Adele, con la sua performance di All I ask, che i media hanno definito disastrosa.  Si, dà una googlata veloce si può benissimo vedere che la cantante britannica è stata presa di mira per la sua esibizione sul palco dello Staples Centre domenica sera. [Che poi, è tutta colpa sua? Aveva davvero fumato troppe sizze ultimamente oppure è stato un problema tecnico?]

Adele

Sicuramente certe persone sono buone solo a non essere buone e i giornalisti si dovranno pur guadagnare da vivere in qualche modo ma la ragione per cui la steccata della nostra Adelona ha fatto il giro del web (e lei è ha pure perso tempo a scusarsi quando poteva solo fare vedere il suo estratto conto per zittire il mondo intero) ha radici più antiche.

Mi spiego. L’empirismo inglese, corrente filosofia del 1600, ha contribuito alla rivoluzione scientifica sostenendo il metodo induttivo,  che banalmente funziona secondo il principio per cui se faccio esperienza sempre uguale di qualcosa, ad esempio vedo centordici corvi neri di fila, allora posso concludere che “PROBABILMENTE tutti i corvi sono neri”.  Con il passare del tempo, quel PROBABILMENTE si è un po’ perduto via: chi sospetterebbe, per riprendere un esempio celebre, che domani il sole potrebbe non sorgere perché tra l’esperienza pregressa e quella futura non esiste alcun legame causale?

Adele

Stessa cosa nel caso della nostra malcapitata Adele: dal 2009 al 2014 si aggiudica ben 10 Grammy Awards, nel 2011 vince il premio Billboard Artist of the Year, nel 2013 vince l’Oscar alla miglior canzone con Skyfall, nel 2013 addirittura è stata insignita dell’onorificenza di Membro dell’ordine dell’Impero Britannico; chi sospetterebbe una performance deludente proprio ai suoi cari Grammy, per cui avrà fatto filate 48 h di vocalizzi preparatori?

Un Bacone qualunque lo sospetterebbe, per esempio. Ora la morale della favola è duplice:

  • non ha importanza quanti milioni di dischi tu abbia venduto, se fai una performance infelice ci sarà sempre un redattore di Vanity Fair pronto a pubblicare un articolo
  • Se sono anni che provi a sfondare nel mondo della musica ricevendo solo pesci in faccia, non è detto che un giorno non ti piova dal cielo una hit più virale del Pulcino Pio (Carly Ray Jepsen, no offense)

Adele

Foto: eonline.com – Giff: giphy.com

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