La strana libertà di Settembre

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Sono passate circa cinque settimane da quando di ritorno dal mare io e il mio consorziato cantavamo a squarciagola con malinconia mista a speranza “Prima che il vento si porti via tutto e che settembre ci porti una strana felicità, lalalalalala”.
Settembre è arrivato e con esso pure la strana felicità, ma del resto il profeta Jovanotti la sa lunga.
Settembre, il mese dei nuovi inizi, accompagnati da una dose massiccia di entusiasmo ed energia positiva che se tutto va bene a novembre se ne sono perse già le tracce. La scuola, nuovi progetti, iscrizioni in palestra e diete che gridano al miracolo per rimettersi in forma dopo i bagordi estivi, solo per citarne alcuni…insomma, il nono mese dell’anno è il capodanno dei buoni propositi.

E nemmeno io sfuggo a questa strana energia che si dissolve nell’aria, ma per me quest’anno settembre ha un sapore totalmente diverso, perché a farmi compagnia c’è un tipetto alquanto vivace e per niente incline all’abbiocco: Noè, il mio bimbo, che in questo momento sta cercando di sabotare con i suoi dentini affilati il cavo della corrente del portatile. Certo, con un nome così evocativo non potevo aspettarmi un bimbo calmo e tranquillo, tanto più che il piccoletto ha avuto un inizio un po’ impegnativo nascendo prima del tempo e mostrando già 14 mesi fa di che pasta era fatto (ma questa è un’altra storia!).
Adesso però dopo un anno vissuto tête-à-tête – dove per “tête”, intendo tetta – necessito dei miei spazi. Perché, si, è vero, i bimbi hanno bisogno della mamma, ma la mamma ad un certo punto ha bisogno di ritornare al mondo reale e di rimpossessarsi di se stessa in quanto donna e facente parte della società. E allora eccomi qua nel tentativo di ritagliarmi uno spazio tutto mio, perché se è vero che i figli si fanno in due, la realtà è che poi la mamma a smazzarseli.

one way

 

Questo dunque è il momento in cui tutto è possibile, dal corso di zumba al latino americano passando per il corso di cucina naturale finendo nel corso online diventa blogger in 10 mosse. Ora il dilemma sta nello scegliere, ma questa è anche la parte più divertente. Sono indecisa tra il cimentarmi in un corso di yoga per ritrovare un po’ di pace ed equilibrio interiore minato seriamente alle basi, oppure ritornare al vecchio caro flamenco per dare libero sfogo all’energia, olè.
Ma il vero miraggio, l’oasi nel deserto sono le due ore di totale sciallo di cui godrò.
Perché riuscire a fare la doccia in tranquillità, così come la porta del bagno chiusa senza avere il piccoletto che cerca di sfondarla a mo’ di All Blacks impegnato nel Sei Nazioni, o i vari tentativi di entrare nella lavastoviglie non sono leggende metropolitane, ma è la pura realtà.
Per questo motivo qualunque cosa deciderò di fare sarà il mio regalo, la mia ricompensa di mamma ACCA24, perché per questo nuovo inizio voglio farmi il dono più bello, che sono sicura si rifletterà positivamente anche sulla mia family: tornare a occuparmi di me stessa per poter continuare a cantare “Respira questa libertà! lalalalalalaaaa”.

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