Life: L’attore e il fotografo

Comò Mag

Sono bastati solo tre film per rendere James Dean una delle più grandi icone del cinema, la sua morte precoce non ha fatto altro che cristallizzare il suo mito e renderlo immortale. La figura ribelle di Dean riuscì a dare voce alle paure della generazione nata nel secondo dopoguerra, che si deve scontrare con nuovi demoni interiori come il consumismo, l’incapacità di comunicare con la famiglia, la solitudine e l’esclusione dalla società. Sebbene se ne possa considerare come un’anticipazione, le ribellioni di questi anni sono molto lontane da quelle politiche del sessantotto. L’inquietudine che Dean porta sullo schermo è un’ansia interiore, è il continuo sentirsi fuori posto in una disperata ricerca di esseri umani affini.

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Questo è quello che a cercato di portare sullo schermo il regista, e fotografo, olandese Anton Corbijn con il suo quinto film Life. La pellicola è ambientata nel 1955 e narra la nascita dell’amicizia tra l’emergente star hollywoodiana e il fotografo Dennis Stock (Robert Pattison), che lo immortalerà in alcune delle foto più celebri del ventesimo secolo.

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Dennis è un fotografo alla ricerca della sua occasione per dimostrare il suo talento, ma gli vengono costantemente assegnati servizi di poca rilevanza nelle serate mondane di Los Angeles. Inoltre ha seri problemi economici, in quanto deve mantenere l’ex moglie e il figlioletto a New York. James (Dane DeHann) è la star emergente del momento, che ha suscitato l’interesse di tutti grazie al ruolo da protagonista nel film La valle dell’Eden di Elia Kazan. Si fa subito conoscere per il suo talento ma anche per il suo carattere insolente e fuori dagli schemi. Dennis intuisce subito il suo potenziale e sa di aver trovato finalmente il soggetto perfetto per i suoi scatti. Ma James non è dello stesso parere e continua a sfuggirgli, finché finalmente dopo svariati tentativi si concederà all’obiettivo della macchina fotografica.

Il viaggio è la tematica fondamentale, il fotografo viene letteralmente trascinato dalla star in un turbolento viaggio attraverso gli States: da Los Angeles a New York fino a giungere alla casa d’infanzia di Dean nell’Indiana. Durante questo tragitto i protagonisti imparano a conoscere se stessi e sopratutto a conoscersi l’un l’altro, più la loro empatia cresce più Stock riesce a catturare nelle sue foto l’animo di Dean.

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La prima parte del film è decisamente fiacca. Mentre Robert Pattison ci dà ancora una prova delle sue doti attoriali ed è impeccabile per tutto il film, notiamo una certa difficoltà e artificiosità nella recitazione del giovane Dane DeHann, che sembra più ricopiare Dean che interpretarne la parte. Tutto ciò è penalizzato da troppi aforismi che sembrano decisamente dissonanti e forzati con il resto del film. Nella seconda parte abbiamo una miracolosa trasformazione e la pellicola assume tutt’altre sfumature, mostrandoci le vere intenzioni del regista. In particolare assistiamo alla sorprendete metamorfosi di DeHann che riesce a regalare al pubblico una toccante e sofisticata performance. In queste scene l’attore ci conduce dentro i lati più bui e intimi del suo personaggio, mostrandoci l’uomo nascosto dietro la patina dorata del mito.

Vi è un ritmo che scandisce le scene della storia: è quello della musica Jazz che impazza nelle strade di New York, è la musica della festa del liceo in Indiana, ma è soprattutto il ben udibile suono dello scatto della macchina fotografica costante per tutta la durata del film. Infatti la fotografia può essere considerata la seconda protagonista di questo film, dove viene più volte decantata e celebrata. Ed è soprattutto la fotografia il collante dell’amicizia dei due giovani uomini, che vediamo crescere e maturare nel corso della storia attraverso le immagini catturate da Stock.

Come nelle fotografia anche le luci sono particolarmente importanti nel film: si passa dall’accecante e sfacciato sole di Los Angeles, all’abbagliante biancore della neve newyorchese fino ad arrivare alla dolce penombra della casa d’infanzia di Dean che sembra cullare le inquietudini dei giovani protagonisti, giunti in un luogo sicuro lontani dalle luci della ribalta.

Insomma Life è un film che merita davvero di essere visto, non solo perché parla di uno dei più grandi attori dei nostri tempi, ma soprattutto perché riesce a narrare con delicatezza e genuinità l’amicizia tra due uomini alla ricerca del loro posto nel mondo in un universo caotico.

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